Alcuni punti sull'organizzazione dell'esercito franco
I Franchi, forza inesauribile di combattimento, macchina
da guerra perfetta, uomini decisi e spietati ma razionali e realisti al tempo
stesso.
Essi erano chiamati anche i guerrieri di ferro, perché ripetutamente e
sonoramente sconfissero in maniera definitiva arabi, longobardi e sassoni
imponendo il loro dominio su quasi tutta l’Europa occidentale.
La struttura societaria franca traeva la sua forza dalla struttura militare,
dall’esercito che conquistava, occupava e difendeva i territori.
Esercito che si badi bene, non era più quello romano o bizantino, ma era un
esercito basato sul vassallaggio e sugli obblighi di subordinazione personale.
Alla base di tutto il sistema v'era il possedimento di un bene (in questo caso
il manso) e che tutto fosse organizzato in maniera funzionale al sistema
feudale: anche chi non aveva nulla era costretto a servire il suo signore
diretto.
Dapprima, non fu molto evidente ciò perché il legame era tra un uomo libero ed
il sovrano: in altre parole esisteva uno “scambio” di doveri reciproci
(protezione contro servizio militare) che faceva mantenere l’indipendenza
almeno formale da parte del minore nel rango sociale dei due.
Questo poteva essere accettato nel momento in cui era ancora il combattente a piedi
a farla da padrone, in altre parole, quando ancora le vecchie strutture
barbariche di fanteria avevano il sopravvento su quelle equestri, ma nel
momento in cui la cavalleria pesante (particolare importante) assunse la parte
di protagonista nei combattimenti il destino sociale era segnato per un
guerriero.
Solamente chi poteva permettersi l’acquisto, il mantenimento e
l’equipaggiamento dell’equino poteva entrare nella cavalleria e questo
significava il fatto che potesse godere di una concessione, di un beneficio da sfruttare
per pagarsi le spese: concessione e beneficio che potevano provenire solamente
da sigilli reali o imperiali, in sostanza era un vassallo feudale.
Sappiamo che equipaggiare un cavallo con armatura pesante poteva costare circa
40 soldi, allora l’equivalente di circa 20 bovini, in altri termini un bel
capitale considerando che un re poteva contare su circa il doppio d’animali.
La convocazione delle forze militari indubbiamente non doveva essere cosa
facile a quel tempo, perciò e dato che le azioni belliche in pratica non
avevano mai fine, il ritrovo era in piena primavera, da qui il nome abbastanza
conosciuto di “campo di maggio, anche se poi nella realtà si finiva sempre a
ridosso dell’estate per operare.
Non dobbiamo mai dimenticare che si trattava di cavalleria pesante e che quindi
diventava difficoltoso muoversi attraverso il terreno paludoso ed affondante
come quello invernale visto l’attrezzatura cospicua che ogni nobile si portava
dietro.
In realtà la tecnologia raggiunta nella costruzione d’armi consentiva ai
Franchi di avere un certo di sufficienza verso le altre popolazioni e verso gli
altri eserciti dell’Europa.
Raffinate e pratiche, tutte le armi erano piccole opere d’arte e spesso i
ritrovamenti di esse ne hanno esso in luce questi aspetti normalmente poco
conosciuti.
I Franchi usavano spesso il vantaggio d’avere delle ampie frontiere e delle
truppe stanziate in ogni angolo del territorio.
Spesso accadeva che I Franchi attaccassero da diverse zone il nemico che si
vedeva piombare due o tre eserciti da punti diversi dovendo in ogni modo le
spalle a qualcuno di loro (esempio tipico la battaglia della Val di Susa contro
i Longobardi)
L’organizzazione militare franca non sopravvisse al mutare dei tempi e la
frantumazione continua del territorio favorì una morte naturale a vantaggio
della nascente aristocrazia francese e non franca che prese il posto del
morente stato centrale carolingio quando i discendenti di Carlo Magno non
furono più in grado di garantire una continuità nelle istituzioni.
In questo senso i predecessori di Carlo Magno furono prodighi di dispense
territoriali e anche se, sembra strano, a danno di poderi ecclesiastici
espropriati a forza: libera chiesa in libero stato…..
Il cerchio s’allargò man mano che si conquistavano terre e si sottomettevano
popoli, creando vassalli in Italia del nord, Germania sud-orientale, Francia
sud-orientale e via dicendo.
Questo dava modo di reclutare con una certa tranquillità le forze militari e
chiunque fosse risultato “libero” doveva prestare il servizio, tributo
necessario per fare parte della società attiva: questo era conosciuto anche
come bannum imperiale.
Era prevista la pena di morte nel caso un coscritto non si presentasse al
servizio militare quando si trattava di guerra e difesa del suolo nazionale mentre
nella normale routine scattava l’heribannum che consisteva nel pagare una quota
del proprio capitale (bisogna immaginarsi che qualcuno vi ricorresse senza
problemi) ma solo in valori effettivi (oro o bestiame) e non in terre o
schiavi.
Esisteva un complesso sistema di coordinazione per il reclutamento e
l’armamento del Libero, a cui potevano concorrere terze persone che non
prestavano il servizio militare e si limitavano a “pagare” per rimanerne fuori:
anche questo fu un “bene prezioso”, una “consuetudine” che ci ha lasciato in
eredità il feudalesimo.
Si poteva pagare anche con carri pieni di vettovagliamenti (per sei mesi) e
d’utensileria.
Insomma il modo di non fare il militare esisteva anche allora !
I Liberi erano in ogni modo una buona parte del grosso dell’esercito che aveva
il suo punto forte nella cavalleria pesante come abbiamo detto e nelle zone di
confine essi confluivano nella “warda” che indicava la forza atta a presidiare
appunto le frontiere.
Una variante tattica della cavalleria era quella fornita dalle “scarae”,
drappelli ridotti e facilmente trasferibili da usare in combattimenti limitati
o in ogni caso per azioni diversive.
In realtà si discute ancora di quanti effettivi potesse avere siffatta forza
equestre: dalla base certa di 1500/2000 cavalieri dei primi re carolingi si è
arrivati a pensare che s’utilizzassero almeno 30000/40000 cavalieri all’apogeo
di Carlo Magno, di questi le un’enormità che da l’esatta certezza di come fosse
oramai strutturata organicamente la società feudale ed il sistema di
vassallaggio.
Interessante mi sembra questo piccolo brano tratto dal “Capitularia Regum
Francorum” riguardante il reclutamento degli uomini nel 807.
“Viene disposto che al di là della Senna tutti devono prestare servizio
militare. E in primo luogo che tutti coloro che risultino avere ricevuto dei
favori vengano all’esercito. In secondo luogo che ogni uomo libero che risulti
avere cinque mansi in proprietà si presenti per fare il servizio militare, che
lo faccia chi risulti avere quattro mansi e chi risulti averne tre.
Quando vi siano due uomini e ciascuno di loro risulti avere due mansi, che uno
equipaggi l’altro e che il più idoneo dei due venga all’esercito.
In caso vi siano un proprietario di due mansi e uno di un solo manso,
ugualmente si uniscano tra loro e uno equipaggi l’altro: chi dei due potrà fare
meglio risponda alla chiamata alle armi, in caso ve ne siano tre ed ognuno sia
proprietario di un manso, due i loro equipaggino il terzo: il più valido di
loro risponda alle armi. Per coloro che non hanno manso, che cinque di loro ne
equipaggino un sesto.
E Colui che sarà ritenuto così povero non avendo né servi né un pezzo di terra
propria, ma i cui beni superino il valore di cinque soldi, collabori con cinque
come lui all’equipaggiamento di un sesto; e dove sono tre piccoli possedimenti
di terra, due equipaggino un terzo. E a ciascuno di questi ultimi siano versati
congiuntamente cinque soldi dai cinque poveri suddetti che non risultino avere
nessuna terra”
Come si vede la coscrizione obbligatoria era un atto ben definito sin d’allora,
nulla poteva sfuggire nel censimento per preparare adeguatamente l’esercito:
l’amministrazione statale in questo caso insieme alla burocrazia risultava
efficiente e decisa al contrario d’altre occasioni.