L’Archeologia del Nepal
nella storia
di Enrico Pantalone
Parlare
dell’archeologia nel Nepal equivale a parlare della via di comunicazione più
imponente che attraversava il suo territorio: la Via dello Swat che
storicamente aveva un'importanza vitale nei collegamenti tra occidente e
oriente ed ebbe un'importanza eccezione anche per i ritrovamenti archeologici e
artistici.
Indubbiamente
rivestì un fascino tutto particolare per ciò che riguardava l'avventura nella
ricerca dei reperti poiché quella società con i suoi usi e i suoi costumi la
rese così particolare agli occhi di un europeo che l’attraversava .
Questa regione a cavallo tra il Pakistan e il Kashmir ha
vissuto nell'arco della sua esistenza differenti civiltà spesso sovrapposte
l'un l'altra, ma ha sempre mantenuto una sua prerogativa atavica che fu quella
messa in luce durante il lungo trek guerriero di Alessandro Magno rispetto al
suo tentativo d'ellenizzazione, durante il filosofico "regno" di
Buddha e per finire con la radicalizzazione islamica medievale.
"Passeggiare" per questa Via diventa oggi un
modo d'interpretare la civiltà dei secoli passati, perché certi aspetti delle
ere antiche ancora rifulgono nel paesaggio, pur tuttavia l'aspetto primario
resta l'impatto economico, la via permetteva il grande commercio, lo
smistamento delle idee, la crescita della società e lo sviluppo architettonico.
Alessandro
Magno da queste parti visse un'avventura da "sovrano" seppur in un
lasso di tempo decisamente breve e diede modo ad altri suoi connazionali (greci
per intenderci) di regnare successivamente in aperto quanto misterioso
contrasto con la dinastia seleucide.
Questi sovrani o governanti, rimanevano per la verità
nella "vicina " Battriana consci che da quella zona si poteva
comunque dominare sia militarmente ch economicamente salvaguardando risorse
umane e valori meno nobili come ori e preziosi.
Essi onoravano comunque la figura di Buddha e alcune
iscrizioni in loco ne stanno a dimostrare la veridicità, pur tuttavia non mi
sento di pensare che ciò sia realmente vero, i greci erano abbastanza famosi
per adattarsi e sfruttare al meglio argomenti come quelli religiosi
specialmente quando collimavano con i loro interessi pratici ed economici,
Alessandro Magno ne fu sicuramente una prova con le sue assurde epopee nel
tentativo di rendersi immortale.
Una
volta che l'islam conquistò queste terre, vi fu una resistenza eroica della
popolazione all'asservimento del verbo di Maometto, riscontrabile indubbiamente
ancora oggi, nonostante lo sforzo militare che Mahmud e compagni fecero per
renderlo efficace.
Dopo questa dinastia, quella dei Ghaznavidi (e siamo
intono all'anno 1150), troviamo un "vuoto storico", non si riesce a
evincere nessuna relazione sicura a livello sociale, economico e politico fino
alla conquista delle regioni del Tibet da parte di G. Khan.
In realtà v'è insufficienza di documentazione scritta, e
attenersi alle leggende o alle dicerie è cosa piuttosto pericolosa, dobbiamo
però arguire dal poco che abbiamo a disposizione che la popolazione tendeva a
decrescere di numero e questo ha un solo significato: il paese era
improvvisamente diventato povero economicamente e quindi di conseguenza si erano
impoverite anche le risorse umane e sociali.
Con ogni probabilità si tornò ai sistemi arcaici, senza alcuna
connessione tra popolazioni adiacenti e quindi senza flusso informativo che in
ogni epoca porta il progresso.
Un tratto del tutto singolare dell’archeologia o
dell’architettura nepalese è la continua ricerca delle figure, infatti, esse
possono essere ritrovate ovunque, a ogni angolo, a ogni costruzione, sembrano e
lo diciamo in maniera divertente, tante piante che trovano sfogo in ogni
pertugio possibile.
Le figure sono strane, paradossali, eteree, come se alla
base vi fosse una recondita paura del nulla (e forse visto il territorio,
questa era bene presente), alle volte simili a ghirigori tipici del nostro
barocco, alle volte mutuate dall’esempio della vicina India, alle volte
tendenti all’incrocio con l’arte cinese.
Resta incredibile per contro il fatto che nulla è
disarmonico, tutto sembra costruito con una padronanza e uno stile di purezza
assoluta, in simbiosi con il meraviglioso paesaggio che circonda questa
civiltà, a tu per tu con l’Immenso che si estende al di sopra, inviolabile ed
eterno.