Pierre
Cosme
Auguste
Perrin, 2005
Recensione di Enrico Pantalone
Pierre Cosme è un docente,
Maestro di Conferenza a Parigi I, da sempre impegnato nella ricerca sulla
storia romana e principalmente rispetto all’età imperiale: con questo saggio su
Ottaviano ci offre una lettura biografica molto particolareggiata e ricca d’anedotti riguardo la vita quotidiana dell’Augusto.
L’autore cerca di tracciare la vita di Ottaviano in
rapporto alla crescita tumultuosa della società romana ampliata e
“mondializzata”, la quotidianità dei problemi amministrativi, burocratici,
finanziari, sociali, politici e militari vengono al
setaccio minuziosamente per cercare di fornire al lettore un quadro esaustivo
della situazione in quel tempo.
Ottaviano, quindi rappresenta il mezzo per discernere più
ampiamente dei pregi e dei difetti che i nuovi confini dei possedimenti romani,
ora diventati imperiali, offrono al ricercatore comune o all’appassionato di
storia, Augusto quindi non è più solo, per Cosme, il
giovane erede designato da Giulio Cesare alla successione “consolare”
repubblicana, ma anche l’uomo che affronta tutte le difficoltà del
traghettamento alla nuova forma istituzionale che non sarà solamente fine al
governo di una città ampliata, esso infatti coniugherà l’esigenza sostanziale
di governare l’ecumene mediterraneo e medio orientale oramai tutto nelle mani
di Roma.
Quindi anche la vita privata di Ottaviano, i suoi riti, le sue manie,
la propaganda tambureggiante alle sue idee, diventa oggetto di studio per
comprendere meglio questa grande fase di transizione della civiltà romana.