Crociate Teutoniche e
formazione della Prussia
di
Enrico Pantalone
Si
parla e si scrive tanto sulle Crociate Mediterranee, ma pochissimo di quelle verso
l'Europa Orientale, molto più drammatiche e importanti perché segnarono l'avvio
dello schiavismo di massa, della sottomissione d'intere popolazioni, riprese
poi qualche secolo più tardi dal quel "simpaticone" eroinomane e
malato d'esoterismo di Adolf Hitler per giustificare le sue pazzie ideologiche
e via di seguito.....
La
storia della Prussia parte ovviamente dall’instaurarsi degli insediamenti
dell’Ordine Teutonico nelle terre a est dell’Elba.
L’analisi storica tende a svolgersi intorno al ruolo della
creazione dello “Stato Forte” tedesco per antonomasia in Europa lungo tutta
l’era medievale.
Qui
occorre tenere sempre ben presente due percorsi paralleli (come lo storico Carsten
enuncia chiaramente): da un lato l’occidente proteso verso la crescita dello
stato nazionale e l’ascesa inevitabile della borghesia cittadina a scapito
della nobiltà terriera e dall’altro, al contrario, il servaggio della gleba, il
potere degli Junker, nobiltà feudale/terriera, e l’incontrastato dominio della
casata degli Hohenzollern (che poi come per i Savoia in Italia sarà la
promotrice dell’unità tedesca)..
L'Ordine Teutonico fu l'emblema della lebensraum
ante-litteram e Danzica, il porto baltico, fu la causa della guerra che
l’Ordine Teutonico scatenò contro la Polonia tra il 1308 e il 1309 (e lo sarà
anche in anni a noi più vicini) vedendolo vincitrice.
Anche qui gli “immancabili destini” portarono al massacro
indiscriminato di almeno 10000 persone una volta conquistata la città, fatto
non provato del tutto, ma che la dice lunga su cosa intendessero i Teutoni per
spirito cristiano….
Chiarisco una volta di più che quando parlo di degli
avvenimenti, escludo il popolo in maniera netta, erano poche decine di migliaia
di persone a contendersi quei palmi di terra, la gente comune non era neanche
considerata, ai più i commercianti e gli artigiani che potevano permettersi il
lusso delle armi.
La
popolazione dei luoghi probabilmente non parteggiava per nessuno, essendo un
miscuglio di razze slave e baltiche, cercava di barcamenarsi fra i due
contendenti con la speranza di guadagnare un giorno in più di vita ed un piatto di verdura più grande visto che la patata
arriverà solo qualche secolo più tardi dall’America per togliere loro l’atavica
fame dovuta ad un terreno dure ed incoltivabile per via delle gelate terribili.
La
patata attecchirà e diventerà il cibo di tutti, ma questo non c'entra, è una
nota socio-economica.....
L'Ordine dei Cavalieri Teutonici ha sempre rappresentato
per gli storici tedeschi il dilemma tra il bene e il male, tra l'odio razziale
e l'orgoglio malcelato di potenza conquistatrice, nonostante dopo la caduta del
Muro di Berlino si faccia a gara per attenuare questo periodo drammatico e
intenso allo stesso tempo: i pregiudizi sono duri a morire, secoli di battaglie
sul confine hanno lasciato il segno.
Rileggere la storia dell'Ordine significa rileggere
sostanzialmente anche la storia della Germania, perché da essi nacque il nucleo
degli Junker, tra cui gli Hohenzollern, i durissimi aristocratici che
governarono per secoli sino alla fine della Prima Guerra Mondiale.
In
realtà i Cavalieri Teutoni ebbero strada libera dagli ungheresi che credendo
alle loro parole li chiamarono per disporre alcuni insediamenti allo scopo
precauzionale di combattere le incursioni dei cumani, i bellicosi guerrieri
delle steppe russo orientali e siamo nel 1211.
Così i cavalieri poterono tranquillamente iniziare a
costruire un loro "stato" almeno fino a quando non furono scacciati
da Bela Ib sotto l'accusa pesante di "disonestà cavalleresca".
La struttura della società determinata dalla Crociata dei
Teutonici condusse così ad uno sviluppo storico del
tutto specifico nei caratteri: non v'era battaglia di fede (sempre di cristiani
si trattava) o per razziare tesori che le brulle e gelate lande dei paesi del
Baltico orientale non potevano certo offrire ai "conquistatori", sic
simpliciter una "lebensraum" ante-litteram, una ricerca di spazio da
dominare schiavizzando la società del luogo nella maniera più brutale.
In
questo modo di pensare partecipò tutte le forze della società tedesca del
tempo, nessuna esclusa, dal più ricco al più povero: commercianti, nobili,
cavalieri, chiesa, borghesi, contadini, portarono all'est arroganza, violenza e
una politica truce contro gli slavi.
L'aspetto della società costruita a quel tempo merita
maggior attenzione rispetto a quello a tratti folkloristico delle crociate
mediterranee, la crociata teutonica ebbe tempi e modi accuratamente studiati e
che non lasciarono scampo agli slavi, l'Ordine Teutonico ne fu solo l'esecutore
materiale.
La
storia della Prussia parte ovviamente dall’instaurarsi degli insediamenti dell’Ordine
Teutonico nelle terre a est dell’Elba.
La prima analisi storica riguarda la colonizzazione del Brandeburgo, della Pomerania e della Prussia vera e
propria, con particolare riguardo alla dislocazione dei manovali della terra,
alla conversione forzata dei popoli slavi ed ai privilegi assegnati alla
nobiltà ed ai mercanti tedeschi, sguardo che ci offre una visione nella
differenza concepita tra i contadini germanici chiamati a popolare queste lande
desolate, a tratti inospitali ed i contadini slavi costretti a subire senza
possibilità d’avere un benché minimo privilegio.
E’, di fatto, un vero e proprio sistema “coloniale” che
raggiunge i vertici proprio durante il medioevo, attraverso delle
"crociate parallele", a mio giudizio, come già affermato in
precedenza, molto più terribili di quelle in Medio Oriente, ma spesso
dimenticate.
Importanti a questo proposito sono ovviamente, come già
detto più volte, gli Junker, cioè i terribili nobili/fondiari che istaurarono
un clima di paura e di rassegnazione al tempo stesso nelle sfortunate
popolazioni che abitavano il territorio orientale.
Alla base della loro fortuna sta la cosiddetta crisi
agraria del tempo in Germania orientale (da sempre la parte più debole della
nazione e non romanizzata) che impose dei diversi principi territoriali,
facilitando l’ascesa di nobiltà spregiudica e di stampo militaresco.
Nel
frattempo questo clima fu creato anche dalla debolezza delle città/portuali
anseatiche che sul baltico svolgevano le attività commerciali: chiuse a riccio
per difendere le proprie prerogative ebbero un ruolo notevole nell’accentuarsi
del sistema colonialistico prussiano crollando, di fatto, e sottomettendosi
agli Junker.
La conseguenza per le popolazioni slave fu il servaggio
della gleba, oramai istituzionalizzato da parte dei ceti dominanti.
Una di queste famiglie di Junker, gli Hohenzollern.
come fu per i Savoia e l’Italia, concepì l’idea della Prussia come stato
unitario sotto la loro casata e l’inserimento del loro principe a grande
elettore imperiale con tutte le conseguenze storiche che ne derivarono.
Nella
seconda metà del quattordicesimo secolo la colonizzazione del suolo prussiano
orientale e zone limitrofe prende notevolmente a svilupparsi sotto l’egida
dell’Ordine Teutonico che, di fatto, gestiva militarmente le disposizioni della
Pace di Christburg datata 1249, le quali sancivano la perdita
d’ogni libertà per gli abitanti della regione, accentuate pesantemente dopo le
loro ultime insurrezioni di fine tredicesimo secolo.
Ora, teniamo conto che i contadini tedeschi seguivano il
cosiddetto Diritto Culmico (documentato dal 1233) che a sua volta derivava da
quello di Magdeburgo ed in sostanza sosteneva le imposizioni dell’Ordine
Teutonico che restava l’unico “vero” proprietario d’ogni terra.
Il colono o contadino tedesco era un uomo libero e
riceveva la terra che poteva trasmettere alla discendenza, pur dovendo
giuridicamente rispondere all’Ordine, cui si versava un contributo annuo ed un
interesse sull’accrescimento del valore fondiario, ricevendo in cambio
protezione armata per il fondo stesso, aiuto gestito anche attraverso
l’utilizzo di tutti i coloni stessi, perché essi dovevano prestare, se
richiesto, servizio di cavalleria armato.
Storicamente sarà questa una tradizione tipica dell’est
tedesco, attorno ai gruppi di coloni si formavano dei centri tipicamente
rurali, spesso chiusi alle innovazioni che con l’andare del tempo divennero
cittadine altrettanto chiuse al mondo assorbendo anche
tutto il territorio circostante: la terra da coltivare o l’esercito divennero
in pratica le uniche attività a disposizione ed obbligatorie per la gente
comune, le Crociate all’est avevano dunque esaurito positivamente il loro
obiettivo prefissato secoli prima.