Joel
Schmidt - Pref. de Pierre Brunel
Dieux, Deesses
et Heroes de la Rome Antique
Ed. Moliere 2003
Recensione di
Enrico Pantalone
Questo è un saggio strano, scritto da un esperto francese
di storia romana come Schmidt ma che ha come mentore Pierre Brunel,
membro dell’Istituto Universitario di Francia e professore alla Sorbona, un
libro strano perché segue una via tutta nuova rispetto ai canoni consueti
riguardanti la mitologia.
Si tende normalmente a confondere ed
associare la mitologia greca con quella latina, cioè si fa discendere la
seconda dalla prima assumendo che le divinità sono spesso simili e secondo
molti importate.
Schimdt, francese, capovolge l’assunto, prende una strada nuova e parla
apertamente d’una mitologia romana nettamente distinta
da quella greca e suddivide il suo saggio in tre grosse sezioni dedicate a tre
tipologie diverse di miti.
Fatta l’introduzione più o meno
dovuta egli elenca tre grosse direttrici per gli studi:
-le
divinità nazionali (agricole, della fecondità, della vita quotidiana e dello
stato);
-le
divinità greco-romane;
-gli
eroi romani;
Già questa suddivisione appare nettamente in contrasto con
le specifiche incontrate nella saggistica mitologica precedente e mostra come
esistano quelle divinità che dovevano favorire il cittadino, la vita di tutti i
giorni, la famiglia e lo stato, cioè davano un apporto
alla società civile in termini di costruzione e buon andamento delle cose e
questo poteva essere concepito solo dai romani e non certo dai greci, queste
divinità vengono mostrare come se fossero al servizio in qualche modo dello
stato.
Le divinità greco-romane sono ovviamente le solite e sono
perlopiù quelle che effettivamente stanno un gradino più sopra, che vengono sì adorate, ma solo in particolari casi ed in particolari
momenti della storia romana: quando si va in guerra, quando si viene attaccati,
quando c’è una pestilenza.
Gli eroi sono solamente tre: Enea, Ercole e Romolo.
In realtà Schmidt non parla di divinità in questo caso,
più d’eroi a sfondo mitologico, ma mette l’accento sul fatto che essi
racchiudono gli ideali del romano, sono al tempo stesso combattenti e
contadini, vivono la vita di tutti i giorni, non fanno cose speciali né atti
magici, sono semplici e costruttivi, anche Ercole, qui in chiave senz’altro
meno divina che in quella greca, lo si vede spesso a
fare l’allevatore e quando combatte contro qualche fiera lo fa con la sua forza
non certo con arti fuori dal normale.
Il volume è corredato da stupendi reperti fotografici.