IL SEICENTO di Enrico Galavotti
(tratto dal sito dell’autore HOMOLAICUS)
Il '600 rappresenta, sul piano
letterario, una degenerazione rispetto al '500, cioè il trionfo dell'effetto più
che del gusto, della forma più che del contenuto. Esso riflette la più generale
decadenza sociale, politica ed economica della società italiana, soggetta da un
lato all'egemonia spagnola (dalla pace di Cateau-Cambresis
del 1559 con la Francia, alla pace di Utrecht del 1713, che segna il passaggio
dal dominio spagnolo a quello austriaco), e dall'altro
soggetta all'affermazione della Controriforma cattolica: cosa questa che
determinerà il rigido controllo della chiesa su tutta la vita intellettuale e
letteraria italiana. La crisi del '600 sarà molto visibile nella seconda metà
del secolo, dopo la morte di Bruno, Campanella, Galilei, Tassoni,
Marino, Sarpi...
Il '600 è un secolo caratterizzato
da profonde contraddizioni:
L'insieme di forme e realizzazioni
artistiche (architettura, pittura, musica, letteratura) prende il nome di
Barocco (altro nome è Concettismo). In questo fenomeno
la forma vuole essere così raffinata da apparire strana e stupefacente, mentre
il contenuto vuole essere esteriormente grandioso. Gli intellettuali avvertono
che il Rinascimento è giunto a un tale grado di perfezione oltre il quale non è
più possibile andare se non appunto perfezionando le forme. Di
qui i tentativi di rinnovare le parole, rendendole più retoriche e artificiali.
Si inizia così ad abusare dell'immagine o
Metafora, dietro la quale non esiste alcun vero sentimento (la metafora -la più
importante delle figure retoriche- è una similitudine nella quale non appaiono
i due termini di paragone -uno astratto, l'altro concreto-, ma la fusione
d'entrambi in una sola immagine, generalmente concreta: p.es. "è un pozzo
di scienza", "il filo del discorso").
L'arte non è più imitazione ma
finzione, la quale si sostituisce alla realtà. La realtà risulta
troppo complessa per essere fedelmente riprodotta. Le contraddizioni sociali
dell'epoca vengono considerate irrisolvibili: di qui
il tentativo degli intellettuali di puntare su una novità formale fine a se
stessa. Fanno eccezione, in questo senso, poche persone: Galilei sul piano
scientifico, Sarpi nell'ambito giuridico-politico,
Bruno e Campanella in quello filosofico.
Marinismo. Questa ricerca forzata della novità nelle
forme esteriori ed estetiche viene chiamata Marinismo
(dal nome del poeta Giambattista Marino, napoletano), per il quale fine della
poesia è la meraviglia delle cose eccellenti. Le sue poesie (come tutte le
liriche del '600) non inventano nulla di nuovo, ma si limitano a utilizzare in
maniera stravagante (combinando motivi e immagini fino all'assurdo) i moduli
stilistici e le situazioni della tradizione poetica che va dal Petrarca al
Tasso. Poema principale del Marino: ADONE (mitologico
in 5.000 ottave. Il pastore Adone, eletto re di Cipro, ottiene l'amore di
Venere, ma la gelosia di Marte lo fa uccidere da un cinghiale in una battuta di
caccia).
Gli antimarinisti. Si rifanno a due
poeti classici greci: Pindaro e Anacreonte. Accettano
la poetica della meraviglia, ma provocandola con i toni eroici e sublimi e con
meno musicalità. La differenza è solo di forma.
Dunque in che cosa consiste la poetica della
meraviglia?
I generi letterari più significativi.
Letteratura scientifica. Grazie a Galilei si ha la creazione del
metodo induttivo-sperimentale (dal particolare al
generale): nasce la scienza moderna. Netto distacco da teologia e filosofia. La
scienza afferma propria autonomia di metodo, di contenuto, di mezzi per la
ricerca e sperimentazione. Galilei affermava che
l'esperienza è più valida degli antichi testi; che bisogna adattare la
filosofia (aristotelica) all'esperienza del mondo e della natura; che Dio parla
all'uomo attraverso la Natura oltre che la Bibbia, per cui ciò che viene
dimostrato dall'esperienza non può essere negato dalla Bibbia; che l'ipotesi
eliocentrica di Copernico è migliore di quella geocentrica di Tolomeo. Per
queste ragioni Galilei venne processato, costretto a
ritrattare e condannato al carcere perpetuo (pena poi mitigata con la libertà
vigilata a causa dell'età e della salute). Opere più importanti: Dialogo dei
massimi sistemi e Il Saggiatore.
- Come si è arrivati a tutto ciò? Ideologia umanistica, laico-razionale del
'400-'500; valorizzazione della tecnica; collaborazione tra tecnici e
scienziati; invenzione del cannocchiale; trasformazione dell'artigiano
in borghese; scoperte geografiche e astronomiche...
- La nuova scienza viene esposta in volgare non in latino, perché Galilei e
altri avevano bisogno dell'appoggio della borghesia e della collaborazione dei
tecnici della nazione. Anche all'estero si cominciano a scrivere testi
filosofici e scientifici in volgare.
La commedia dell'arte. Un genere veramente nuovo della civiltà
barocca. E' detta anche commedia a soggetto o improvvisata. Generalmente una
commedia in 3 atti, recitata da comici di professione,
riuniti in compagnie sotto la direzione di un capocomico, che si spostavano da
una città (o nazione) all'altra. L'autore di una commedia (poteva anche essere
uno degli attori) stendeva dei canovacci o scenari (trame di carattere
generale) di cui poi gli attori si servivano improvvisando sulla scena il
dialogo. Altri elementi di questa commedia erano i lazzi (gag), cioè scene
comico-mimiche (quasi mute) intercalate al dialogo, e le maschere tipologiche,
nelle quali si erano fissati i tipi comici presenti nella commedia latina e nel
teatro rinascimentale, anche se le più famose sono quelle che caratterizzavano
gli abitanti di una regione o città (Pulcinella, Arlecchino, Brighella,
Pantalone...).
Melodramma. Altro genere nuovo. E' detto anche dramma
musicale (oggi: l'opera). Si voleva una tragedia come quella greca,
accompagnata dalla musica (recitar cantando). La musica sarà sempre superiore
al libretto.
Il romanzo. Nasce e si
diffonde nel '600, come in Francia. E' più ampio e più complesso della novella,
destinato al vasto pubblico. E' una specie di riduzione in prosa del vecchio
poema avventuroso: una letteratura evasiva e patetica, da sostituire a quella
cavalleresca ed eroica.
Poema eroicomico. Inventato da Alessandro Tassoni (nato a Modena). Con La secchia rapita (1621) canta
in forma eroica argomenti comici. La trama deriva dalla fusione di due guerre
tra modenesi e bolognesi. Nella seconda i modenesi, dopo aver sconfitto i
bolognesi, tolgono loro, come trofeo di guerra, il secchio di un pozzo. Molti
degli eventi narrati non sono storici. Fine dell'opera: 1) contro il
municipalismo-campanilismo delle città italiane del tempo (fonte, per lui, di
una fiacca resistenza all'egemonia spagnola), 2) contro la moda dei poemi
epici, che in effetti dopo la pubblicazione della sua
opera ebbero scarsa fortuna. Tuttavia se il Tassoni
mise in ridicolo la figura degli eroi, non riuscì a creare dei personaggi più
umani e realistici.
Poesia satirica. Gli scrittori satirici evitano i temi
politici e religiosi (si scagliano però contro gli eretici e i liberi pensatori).
Ridicolizzano i difetti delle corti, ma senza andare troppo a fondo. Trattano
molto dei vizi, ma senza riferimenti precisi a fatti e persone. Salvator Rosa,
in particolare, polemizza contro quanti imitano
Petrarca e Boccaccio, e quanti usano metafore strampalate.
Nella storiografia Paolo Sarpi, che scrisse Storia del concilio di Trento, sostiene
che i risultati raggiunti dalla Chiesa furono più formali che sostanziali. Per
le sue idee laiche e anticlericali fu fatto uccidere dal papato.
Nella Critica letteraria va
segnalato il poema di Boccalini, Ragguagli di Parnaso, che è una satira
allegorica contro Aristotele, Guicciardini, i gesuiti e gli spagnoli. E'
l'antesignano della letteratura antispagnola.