La Civiltà Ebraica
Non è molto semplice iniziare a parlare di quest’antichissimo
popolo in termini con cui si potrebbe trattare la storia Sumera o Egiziana o
Ittita.
La profondità dello schema in cui si muove il popolo
d’Israele e nel frattempo la semplicità diretta dei valori che trasmette è veramente
unito nell’ideale Universale.
L’Ebreo ha un solo Dio, con lui esistono rapporti chiari e
precisi e la sequenza cronologica delle azioni del popolo d’Israele sono le
dirette conseguenze di questo rapporto, in pratica la storia è la diretta
conseguenza del patto stretto con Dio.
Formula semplice ma al tempo stesso così complessa ed
articolata: qui ci troviamo di fronte ad una civiltà che per prima ha messo
innanzi a tutto l’uomo e la sua natura, l’universo e la concezione monoteista,
Dio è chi guida la gente nel bene o nel male, nelle vittorie e nelle sconfitte,
non è un’entità da adorare ma semmai da onorare con virtù e seguendo i suoi
dettami.
Egli è universale ma anche nazionalista, è ovunque ma sempre
seguendo le sorti della sua gente.
La storia dei popoli che incontriamo non ha una grande
documentazione e solitamente ci si rifà a qualche atto qua e là, a qualche
epopea, a pitture e via dicendo, al contrario la storia ebraica è colma di
letteratura, atti e narrazioni , in
maniera precisa e diretta, con una capacità di sintesi storica incredibile e
sorprendente visto i tempi in cui furono scritte.
N’è prova l’Antico testamento, una raccolta di compilazioni
a memoria della storia d’Israele e come documentazione comprovante il passaggio
dei vari avvenimenti, oltre che testo di nemesi religiosa ovviamente.
Gli Ebrei interpretano la storia, certo in epoca posteriore, ma sempre in maniera efficace e con un senso d’unicità che se da un lato potrebbe disturbare la ricerca vera e propria dall’altro coordina brillantemente l’analogia storia/legge relativamente allo sviluppo dei suoi presupposti studiati.