Bruce
W. Longenecker
Le Lettere Perdute
di Pergamo
Ed. Queriniana Brescia, 2007-07-05
Recensione di Enrico Pantalone
Bruce W. Longenecker, professore
all’Università di St. Andrews in Scozia presso la
cattedra del Nuovo Testamento, c’introduce in un affascinante mondo a metà tra
il saggio ben ricco culturalmente e dal punto di vista umanistico ed una specie di romanzo storico, sarebbe meglio dire
“un’inchiesta verità”, che conduce alla vita quotidiana del cristianesimo del
primo secolo AD con il sistema, tipicamente anglo-sassone dell’immedesimazione,
cioè con il portare il lettore a condividere la vita sociale dei vari
personaggi in un dato contesto storico.
La scusa è il dialogo sotto forma di corrispondenza tra
l’evangelista Luca e Antipa, un cittadino comune di
Pergamo (oggi Bergama, in Turchia), in cui vengono scambiati numerosi punti del vivere quotidiano e
soprattutto naturale, rileggendo queste pagine non si vive solamente
l’intensità del cristianesimo primitivo, ma in generale tutta la vita quotidiana
delle città greco-romane della costa anatolica.
Antipa è un nobile romano, serio e costruttivo, molto rigoroso nel
seguire le leggi e le istituzioni, un benefattore in molte
occasione, sente altrettanto l’impegno d’onorare l’Imperatore, non è un
cristiano, ma ne ospita molti che considera suoi amici e con loro (Luca ne è
l’esempio maggiore) instaura un rapporto basato sul rispetto reciproco e sul
dialogo come base naturale per un intenso sviluppo umanistico.
Per concludere la breve disamina,
tutta la serie delle lettere (14) tratta aspetti sempre diversi della vita e
degli spostamenti che la gente effettua nel periodo, la valenza principale è
ovviamente all’accrescimento della propria cultura sia essa proveniente dal
mare che dalla terraferma, infatti alcune vicende, ad esempio, trattano il modo
di viaggiare ed il comportamento da tenersi su una nave, non bisogna
dimenticare che le linee di navigazione del tempo univano i vari porti del
medio oriente con un sistema tutt’altro che disprezzabile.