Henry
Pirenne
Storia d’Europa (dalle invasioni al
XVI secolo)
1991, Newton Compton Editori Srl
Recensione di
Enrico Pantalone
Trovo
che questo saggio del famoso storico belga Henry Pirenne
tracci una storia dell’Europa esemplare partendo dalle invasioni barbariche che
misero fine all’Impero Romano d’Occidente e delineando il susseguirsi degli
avvenimento nel nostro continente che portarono a formarsi i vari stati ora
riuniti in un’unica entità.
E’ la storia della nostra Europa, dalle sue radici romane,
attraverso le fasi cruciali che portarono le popolazioni di ceppo germaniche a
seguirne le orme, con l’ausilio del Papato, altro grande architrave del periodo
preso in esame.
Pirenne, scrisse questo saggio in prigionia, catturato dai tedeschi
avversari nella prima guerra mondiale, eppure in lui non v’è traccia di odio
razziale, egli parla delle popolazioni germaniche con una oggettività
che gli fa onore, sa distinguere il suo momento drammatico e quello del mondo
dalla pura analisi storica.
Egli, anche in prigionia, seppe far valere con un’etica
incredibile la sua statura, tenendo lezioni di storia tanto ai prigionieri
quanto ai carcerieri, esprimendosi in diverse lingue, apprezzato da tutti,
tant’è che i tedeschi furono successivamente i
principali sostenitori della pubblicazione dei suoi studi.
La sua è la storia dell’Europa per antonomasia, davanti
alle piccolezze del mondo egli seppe comportarsi e divulgare lo scibile come
nessun altro, era semplicemente un uomo superiore moralmente ed
intellettualmente e nella sua mente aveva già intuito che la creazione di uno
stato unico sarebbe stato ineluttabile nel tempo, così egli tracciò iniziò a
tracciare le origini romane di questa epopea, d’una tradizione, cominciando a
creare quel feeling che forse al tempo ancora mancava e che oggi tutti noi
sappiamo esser vero.
E’ un saggio che rispetta la tradizione eppure è
innovativo al tempo stesso.