The
Magician di Enrico Pantalone
The Magician,
80’, 1926
Regia di Rex Ingram
Cast: Paul Wegener, Alice
Terry, Ivan Petrovitch
Sceneggiato sulla base di una novella di Somerset
Maugham, il film risente sicuramente
dell’espressionismo tedesco di cui Rex Ingram era fervente cultore, pur essendo
americano.
Ingram, dopo aver
avuto un notevole successo a Hollywood (I quattro cavalieri dell’Apocalisse)
decise ipso facto di lasciare il “sistema” del suo paese insieme alla moglie
Alice Terry (a mio giudizio una delle più grandi attrici di tutti i tempi) per
andare a vivere a Nizza, dove iniziò a dirigere e produrre pellicole d’ottima
qualità.
The Magician, a prima vista sembrerebbe un film dell’orrore o
del fantastico macabro, dove un maligno scienziato (Paul Wegener,
Il Golem) che vive nel solito castello tetro ed
oscuro, rapisce una giovane vergine (Alice Terry) al fine d’estirparle il cuore
per gli esperimenti occulti da eseguire ed altrettanto ovviamente il giovane
innamorato (Ivan Petrovitch) arriverà in tempo a
salvarla.
Il film in realtà
tratta la vicenda , certo morbosa, dell’alchimista Aleister Croewley, ed Ingram non
da solo risalto alla grande interpretazione di Wegener
(che evidentemente da il meglio di sé in queste parti), ma la contrario si sofferma
anche sul lungo utilizzo dell’ipnotismo, ad esempio superba è la scena della
Terry inconscia che segue per lungo tempo (come in un percorso
idealizzato) il suo destino tra satiri e
una scenografia incredibilmente espressionista fino alla remota abitazione
dello scienziato.
Ingram cerca con
questo film di fondere al meglio la sua grande preparazione hollywoodiana con
una filosofia tedesca imperante in Europa a quel tempo che vuole immagini
raccapriccianti ed al tempo stesso postmoderne,
indurite dalle colorazioni molto marcate: è evidente che egli ha studiato a
lungo i film espressionistici anche se poi ha scelto la Francia per vivere e
per produrre le pellicole.
Guardato con gli
occhi d’oggi il film tende a scivolare, sembra privo
di mordente o di quella suspence presente in altri
dell’epoca, quasi mai presentato nelle televisioni o nei cinema andrebbe
valorizzato di più, se non altro per la profusa professionalità di tutto il
cast.