Un'altra Cleopatra
di Stella Romanelli
E' sera, il vento
freddo passa, come uno spiffero sibillino, attraverso la finestra, leggermente
aperta.
Ci sono tutti.
Tutti nella grande stanza, dove i quadri ottocenteschi e vasi d'argento,
parlano della persona che ci vive.
Lussy:
Bene!Adesso basta voi altri! Sediamoci attorno al grande tavolo rotondo. Tu
Sheherazade, mia piccola gattina, qui sulle mie
ginocchia!
Con fare deciso,
ma sempre amorevole, la padrona di casa, ci ricorda il motivo per cui ci siamo
ritrovati, questa sera.
Anch'io, lo ammetto, presa dalle chiacchiere con Alessandro e Marta, non
mi sono resa conto del passare del tempo.
Lussy sorride, con
i suoi occhi che in 70 anni di vita hanno visto principi
e poveracci, brillanti e disperati.
Siede.
Accanto
la sedia a dondolo, rifugio
di Alberto,l'altro gatto, grasso e impacciato, fa dondolare, la sua preziosa e
particolare cuccia.
Lussy: adesso prendiamoci per mano, Alessandro per favore, abbassa le
luci.
Accendiamo una
candela bianca, al centro del tavolo.
Io, Lussy sulla
mia destra, accanto Marta e Alessandro, che è tornato
a sedersi.
Marta: Sara per
favore mi passi un fazzoletto?
Prendo
velocemente un fazzolettino di carta, dalla borsa.
Lussy, di origine
messicana, ha mantenuto una grande energia, nel suo modo di fare, tipico delle
donne sudamericane: lo trasmette anche con uno sguardo.
Alessandro: mia
moglie si emoziona in queste sedute, se non ha il suo fazzoletto!
E dicendo questo,
abbozza un sorriso.
Lussy alza la sopracciglia destra.
Prende un respiro
profondo, prima d'incominciare a parlare.
Lussy: ricordatevi
che, qualsiasi cosa succeda, non vi dovete spaventare, il mio angelo ci
protegge.
Non sappiamo
adesso, che tipo di anima si presenterà.
Se ha bisogno
d'aiuto, noi pregheremo per lei, l'importante è che vi ricordiate, l'importanza
e la serietà della medianità!
Durante le
sedute, ogni persona, anche se non lo dice, pensa a qualcuno con cui vorrebbe
comunicare.
Ed io, come gli
altri, non faccio eccezione.
L'importante però
è affidarsi.
Ci prendiamo le
mani, diciamo una preghiera sacra di protezione, Lussy invoca il suo angelo, in
modo che ci protegga.
Per lei la medianità
è un dono forte e contrastato.
Non ha mai chiesto
soldi per queste sedute, esse servono per dare conforto, a chi non riesce a
consolarsi per la perdita, di una persona cara.
Di solito il
messaggio che da la persona deceduta è che sta bene, è
serena e chiede di pregare per lei.
Il tempo, il tempo così importante per noi, oltre questo nostro mondo è
relativo.
Chi è trapassato
non lo calcola, ed un giorno oppure un anno, sono
uguali, ed i legami sono diversi, tutto è più ampio.
La capacità
d'amare dell'anima si espande e per un parente, rivederci è per dare tranquillità
a noi, non a sé stessi.
Ricordando tutte
queste cose a me stessa, chiudo gli occhi come gli altri, cercando di mandare
via la paura.
Lussy comunica
attraverso la planchette, che è una tavola di legno, con iscritto sopra tutto
l'alfabeto.
Il bicchierino
capovolto, appoggiato sopra, adesso, comincia lentamente a girare e Lussy
legge, le parole, che diventano frasi, che diventano
un dialogo, oltre il tempo e lo spazio.
La luce crepuscolare, disegna sulle pareti ombre di palma e fico,
gli alberi in casa, sono adesso artisti.
Un leggero fumo
arancio si mescola alla luce.
Danza leggero,
questo fumo oppi oso, arancio e magico, emana profumo di miele e arancio.
L'acqua nel bicchiere davanti a me trema.
Il bicchiere si rovescia.
Lentamente
l'acqua si alza, in un vortice, presa nella sua danza, con il fumo arancio.
Gira, forma,
seduce, oltre la paura,la curiosità, una sensazione di
qualcuno conosciuto, non direttamente ma dalle pagine di storia.
L'immagine di una
donna egiziana, dell'antico Egitto, vestita con abiti sontuosi e leggeri, è
creata dal fumo e dall'acqua.
Davanti a noi,
accanto al tavolo, allunga il braccio ed indica il
bicchierino sulla plancette. Lussy: è' normale, non riesce a parlare è
troppo debole, ma leggerò più velocemente che posso le sue parole come se fosse
la sua voce a raccontare.
Non sono mai
attratta da questo mondo, non più, dopo tutte le vicende che ho vissuto!
E' tempo, tanto
tempo che osservo Lussy.
Per voi sarebbero
anni.
Per me pochi
istanti.
Abbassa la testa,
fatta d'acqua e fumo.
La rialza e
faticosamente ricomincia a dettare, le sue parole.
Lussy: ho deciso
di parlare perché sono stanca di sentire mille falsità su di me, sulla mia vita
e sul mio amore per Marco Antonio.
Sì ero Cleopatra.
Non che adesso
faccia qualche differenza o che sia importante dove sono, ma siccome ho ancora
molti debiti da saldare, devo restare in questo limbo, per aiutare una persona,
che ovviamente non sa chi sono.
Sono il suo
angelo per lui.
Già destino
crudele, ma il fato non si può combattere.
Lui si è reincarnato
subito, io gli sono accanto, e lo consiglio, aspettando che tutto finisca.
Poi potremo
finalmente continuare insieme.
Mi sono
allontanata, per venire qui, dalla cara Lussy, per
dirvi che la storia è fatta dalle persone e non dagli storici che
l'interpretano.
Loro prendono i
documenti, e leggono, poi dico "E' successo così, questa persona ha fatto
questo, ha fatto quello".
Lo comprendo che
non possono sapere.
Chi più di me ha
amato il sapere, tanto da proteggere quasi con la vita, i papiri della grande Biblioteca
d'Alessandria.
Ho visto che
l'hanno ricostruita!
Che Gioia
meravigliosa, ma che dolore quando fu distrutta, se non fosse stato per qualche
guardiano che mi aiutò e per Marco che li portò al sicuro, molti papiri sarebbero
andati perduti.
Sorride
leggermente.
Noi sempre con le
mani unite, ci guardiamo incuriositi.
Finché non lo
dice Lussy, non possiamo fare delle domande.
Lussy: sorrido perché
sono stati portati proprio a Roma, i papiri della conoscenza antica, loro i
romani che volevano distruggerli, senza saperlo, li hanno protetti.
Comunque, la
maldicenza è figlia dell'umana incapacità di voler capire.
Mi hanno descritta come una prostituta ambiziosa, che ha sedotto
Cesare per avere il controllo su di lui e sull'impero: non solo sulla mia terra
ma anche sulla vostra, gente italica!
Che follia!
Nessuno poteva
comandare Cesare, era un guerriero ed un grande diplomatico.
Sì, cercai d'attirare la sua attenzione con
qualcosa di speciale, presentarmi arrotolata dentro un tappeto, divertì me e
lui!
Ma non crediate che abbia mai perso il
controllo della situazione per un momento.
Lui amava Roma ed
io l'Egitto, fu uno scambio alla pari fra due regnanti che si potevano
insegnare delle cose a vicenda.
Il sesso, per
carità, fu solo parte del gioco, non lo interessava
neanche più di tanto, era affascinato dalla grandezza militare che aveva avuto
l'Egitto e mi chiese di spiegargli le antiche battaglie.
Tecniche
militari, ecco cosa eccitava davvero la sua anima!
Nato per
comandare e non per amare, mi considerò subito, una degna alleata, non di certo
un'amata, perché vi ripeto ciò che amava, era il potere.
L'Egitto stava
declinando, sapevo che ormai non eravamo più la grande potenza di un tempo, ma
io dovevo fare tutto quello che era in mio potere, per proteggere la mia gente,
la meravigliosa cultura di armonia e bellezza che avevamo ereditato dai nostri
padri.
Delle ore passate
nello studio delle leggi della natura, dell'uso della
piante, della logica, delle formule magiche, di tutto ciò, nel vostro mondo non
parlate mai!
Quando si parla
di me, parlate solamente del mio sedurre, di come ho usato sia Cesare che Marco, nessuno ha raccontato davvero la mia storia.
Ho discusso con i
filosofi greci, ho creato formule per alleviare il dolore della gente, ho
insegnato alle donne che devono sempre guardare un uomo negli occhi, da pari!
Per me non c'è
mai stato qualcuno di superiore o inferiore.
E' la persona che
fa la differenza, dicevo alle mie ancelle, di rispettare il loro corpo e la
loro natura di donne.
Di rendergli
omaggio, di celebrare la vita, vestendolo con abiti che celebrano la vita, di
prendersene cura, di danzare e amare ma, di non far pensare ad
un uomo che si è solamente ciò che vede.
Quando seguii
Cesare a Roma sapevo dei rischi, che avrei
incontrato,ma l'incontro con Marco Antonio, lenì in parte tutte quelle umiliazioni,
non di certo la perdita di un figlio.
Volevano che
sfilassi, come preda di guerra, ma ero una regina, ed
il mio un impero antico come il mondo, l'Egitto la culla della civiltà!
Quale Turco o Arabo, potrebbe negare questa verità!
Anche loro i
Persiani, mandavano i loro saggi ad istruirsi nella
grande Biblioteca, fonte del sapere!
Non solo il mio
corpo, il mio amore per vita, conquistò Marco, ma il mio sapere, ed io vedevo in lui il vero imperatore di Roma, coraggioso, ma
anche di cuore.
Il nostro fu un amore
forte che scorreva nelle nostre vene, forte come il sangue.
La grande Roma
imperiale non mi piaceva, il mio accordo con Cesare, prevedeva che lo seguissi
sin lì per dimostrare che il suo potere era così grande, che poteva allearsi
con chi voleva.
Anche con una
donna, anche egiziana.
Delle presunte
dicerie di passioni varie, non se curava, se gli veniva
chiesto qualcosa, sorrideva ma non diceva niente di più.
Lo stesso facevo
io.
Guardo Lussy, sa
della mia passione per l'antico Egitto, capisce che vorrei fare delle domande a
Cleopatra e mi dà il suo consenso.
Finalmente!
Stavo scoppiando!
Ho paura che
possa sparire da un momento all'altro.
Che emozione, io
Sara, finalmente, potrò sapere di più della
leggendaria regina, oltre alle meravigliose parole che ci sta regalando.
Sara: vorrei
sapere se posso farti delle domande?
Dicendo questo,
guardo verso la forma di fumo e acqua.
Lussy: certo,
chiedi pure.
Sara: perché sei
andata a Roma, lo so che hai detto che avevi un accordo con Cesare, ma non
potevi scappare via subito con Marco Antonio?
La forma davanti
a me oscilla leggermente.
Lussy: giustamente
un accordo và rispettato e soprattutto un accordo con
Cesare, se non fossi andata a Roma, avrei perso il mio potere in Egitto e
questo non lo potevo permettere.
Avrei volentieri
lasciato Roma con Marco Antonio, ma lui eseguiva gli ordine
di Cesare e non poteva andarsene.
Come vedi,
entrambi dovevamo accettare la realtà politica, e
credimi la politica Romana era ben diversa dalla sacra successione dell'Egitto.
Più che alla
conoscenza si dava importanza alla forza, alla capacità di portare ricchezza.
Solo presentata
come una vacca piena di latte, con ricchezze pronte per Roma, potevano accettare
un accordo, ma le trattative erano difficili.
Volevano tutto,
non un accordo, ma Cesare sapeva che assoggettare un
popolo fiero come l'Egitto, non sarebbe stato facile.
Proprio il suo
popolo, la sua gente, era fiera d'essere egiziana, come i romani, d'appartenere
all'impero.
Sara: che cosa
avresti fatto, se le cose fossero state diverse, una volta conosciuto Marco
Antonio?
Lussy: sarei
tornata subito in Egitto con lui.
Era stanco della
vita militare, troppi morti, troppo freddo e fame, la
guerra è gloriosa per chi ne è lontano, mai per chi la combatte per anni.
Avrei messo alla
guida dell'Egitto un mio successore e noi ci saremmo ritirati sul monte Sinai.
Tra il mare interno ed il piccolo monte, fondando una
piccola comunità di cura, in cui l'anima delle persone veniva curata, con le
erbe e con l'arte.
Marco amava
costruire e voleva erigere un piccolo villaggio, poi dedicarsi alla scultura.....beh, non avrei potuto immaginare un'arte più giusta per
lui.
E lì avremmo
cresciuto nostro figlio.
Siamo tutti un po’ sorpresi.
Sara: vostro
figlio?
Lussy: certo
nostro figlio. Quello che chiamavano Cesarione, non era figlio di Cesare ma di
Antonio, è per questo che lo temevano ancora di più, perché sapevano quanto il popolo amava Marco Antonio.
Ma niente di tutto
questo si avverò, ed io aspetto ancora, di potermi ritirare con lui in riva al
mare interno,con il mio sapere e la sua arte.
Tutti noi ci
guardiamo sorpresi, che rivelazione!
Sara: ma com'è
possibile che nessuno abbia mai scoperto la verità, mi sembra difficile credere
che Cesare avrebbe accettato questo figlio per suo.
Lussy: come si
vede che non lo conoscevate!
Quella di Roma
era una casa diplomatica, possiamo dire, per me.
Non era il nostro
nido d'amore, era troppo impegnato con la politica e quando si rese conto che, io e Marco ci eravamo innamorati, pensò che la cosa gli
sarebbe tornata utile.
Prima
Marco era più deciso a
prendere la sua strada, ma gli serviva a Cesare averlo vicino, in questo modo
aveva due alleati, ed il bambino avrebbe suggellato l'accordo con l'Egitto.
Le due grandi
potenze del mondo antico.
Io ero in
pericolo per
questo, ed il bambino fu ucciso per evitare che un giorno reclamasse il suo
posto.
Adesso devo
andare, la mia energia è quasi esaurita, ho bisogno di tornare nel mio limbo.
Vi ringrazio per
aver ascoltato con cuore aperto.
Trovate il modo,
in questo vostro mondo, che non crede più alla magia, ai sogni, di raccontare
la verità: fortunatamente crede ancora nell'amore, la più grande conquista!
L'immagine
lentamente si scompone.
Il fumo si
ritira, l'acqua cade per terra e nell'aria resta un sapore di miele e arancia.
Alessandro: certo
che è stato davvero straordinario!
Che esperienza
davvero incredibile!
Marta: Mi sono
davvero commossa, ma Lussy, come fai a sapere che era davvero lei e non un'altro spirito, magari in vena di uno scherzo.
Lussy allunga il
braccio destro verso terra.
Solleva un oggetto
e lo mette al centro del tavolo.
E' una piccola
corona dorata, con una serpe ritta in alto, all'interno un'incisione, "Cleopatra
regina d'Egitto".
Tutti vogliamo
prendere in mano quest'oggetto bellissimo, che prima non c'era, mentre
Sheherazade e Alberto saltati sul tavolo, l'annusano
curiosi.
Lussy prende
l'oggetto e lo mette nella sua bacheca dei ricordi, con altri particolari,
antichi, magici, regali!