Congresso di Vienna 1815: Europa ed Americhe a confronto

di Enrico Pantalone

 

 

Tutti noi abbiamo avuto modo di conoscere bene gli sviluppi relativi al Congresso di Vienna del 1815, ritrovo dei diplomatici mondiali dopo le disavventure napoleoniche e luogo dove un poco tutte le nazioni europee a parole cantavano vittoria, dalla Francia di Talleyrand, alla Russia di Alessandro, all'Austria di Metternich ed in realtà esse riuscirono a far ritornare indietro l'orologio a prima della venuta del novello imperatore francese: insomma una restaurazione in piena regola nemmeno troppo mascherata (la Santa Alleanza).
Al contrario, una sola nazione uscì realmente vincitrice dal Congresso, in maniera netta e giganteggiò su tutte le altre: l'Inghilterra o Regno Unito che non ricorse a nessun tipo di politica di restaurazione, s'apri ancora di più al mondo grazie alla sua potente marina che solcava tutti gli oceani, portando i commerci ovunque grazie ad una classe politica già al tempo lungimirante che pensava indubbiamente di più all'interesse comune del cittadino britannico piuttosto che ai giochi dinastici.
In buona sostanza Il Regno Unito in Europa si limitò a "controllare" la situazione politicamente con accorte manovre diplomatiche e soprattutto "dirigendo" il commercio delle materie prime più necessarie allo sviluppo industriale di tutto il continente.
Per questo è fondamentale vedere anche cosa accadde nei territori americani (le colonie e le ex-colonie del nord e sud America) e quale politica fu applicata da quest'ultimi in ragione delle decisioni di Vienna.
A nord gli Stati Uniti, ex-colonia britannica, in pieno sviluppo economico, stavano prendendo slancio, iniziavano a tessere la loro politica che vedeva i due mondi "separati e distinti": essa sfocerà qualche anno più tardi nella Dottrina Monroe e sostanzialmente trovarono una soddisfacente intesa con il Regno Unito, chiudendo per sempre la controversia della loro guerra d'indipendenza per frenare e spegnere ogni ardore francese in quei territori.
In Sud America invece, tutte le vecchie colonie s'erano sostanzialmente ribellate alla Spagna, uscita distrutta dalle guerre napoleoniche e oramai l’ombra della grande nazione dei secoli d’oro, grazie agli aiuti britannici, che servirono eccome considerato che la madre patria era in grado di mandare a malapena 20000 uomini, male armati e decisamente pochi per tenere sotto controllo un territorio così vasto e soprattutto decisamente "frizzante".

Al contrario, il Brasile, invece sotto i Breganza non sembrò avere inizialmente sussulti di rivolta, ma quando la battaglia militare si spostò dal vecchio al nuovo continente, lo scontro tra la Francia (si legga anche Spagna e Portogallo) e Regno Unito prese forma pure con l'esito che appariva scontato, le cose cambiarono in maniera veloce e dinamica.

L'Inghilterra fu l'unica a comprendere molto bene i rivolgimenti sociali sui territori coloniali del sud America, mirati ad abbattere l'assolutismo di nazioni oramai ai margini della politica mondiale ed in questo erano sostenuti pienamente dalla nuova forza rappresentata dagli Stati Uniti che dopo l'acquisto della Louisiana dalla Francia s'affacciarono prepotentemente sui Caraibi protetti dal nuovo scudo inglese.
Le due nazioni anglosassoni erano certamente contro il vecchio spirito coloniale e questo si vedrà nel 1817 quando lo Zar Alessandro, portavoce delle nazioni restauratrici e della Santa Alleanza, spedì un memorandum a tutte le corti europee per chiedere un fronte comune contro gli insorti sudamericani.
Il governo britannico non cascò nel tranello e rilanciò a sua volta una politica molto più sensata: la creazione di reami o principati indipendenti con a capo rappresentanti della casata borbonica, così essi avrebbero avuto il modo di rallentare il decorso rivoluzionario e preparare meglio il successivo distacco dalla Spagna e dal Portogallo, ritenuto oramai comunque ineluttabile da parte britannica..

A Verona nel 1822 si tentò la via del compromesso che avrebbe dovuto nelle intenzioni salvaguardare soprattutto Spagna e Portogallo, le due nazioni che più soffrirono dei moti insurrezionali oltreoceano ed ebbero difficoltà a difendere il territorio.
Il Regno Unito fece sapere che il Diritto all'Autodeterminazione di quei popoli era sacrosanto e così non ebbe modo di mantenere a lungo la sua posizione di stallo.

In realtà il Gabinetto di San Giacomo, come abbiamo visto aveva una politica ben precisa: sostituirsi nel flusso economico alle autorità ispanico-portoghesi, drammaticamente arretrate in questo senso, e d in questo, i governanti britannici, più che al diritto internazionale pensarono a difendere il diritto del privato cittadino inglese che era coinvolto pesantemente finanziariamente nelle imprese commerciali transoceaniche.
Questa sarà poi chiamata la dottrina Canning, in quanto egli dovette muoversi contro la Santa Alleanza, contrapponendo, di fatto, per la prima volta nella storia intere popolazioni contro i loro re, anche se lontani ed egli fu in grado di seguire questa strategia perché alle spalle ebbe l'intera nazione e la sua opinione pubblica che lo spronò in questo senso: Il Regno Unito già allora appariva come lo stato più libero, più democratico, dove il peso della gente comune aveva la sua valenza in Parlamento e nella Camera dei Lords oltre che a Corte.

Il Regno Unito era politicamente e militarmente vincente ed i governi che si susseguirono continuarono a tenere ben salda questa linea guida nella politica internazionale, consideriamo che esso non aveva mai chiesto territori per compenso sul continente dopo nessuna guerra, tempo prima s’era accontentato di Gibilterra, pochi metri quadrati su una roccia, ma da quel minuscolo lembo di terra poteva dominare l’ingresso sul Mediterraneo e l’uscita sull’Atlantico, con pochi uomini teneva in pugno il bacino meridionale dell’Europa e soprattutto le marine d’Austria, di Francia (quella mediterranea) e di Russia (del Mar Nero): questo volevano i cittadini britannici dalla corona e dai suoi rappresentanti eletti e nominati e questo il Regno Unito faceva, esso correva gli altri stati languivano.

Il Congresso di Vienna, quello dei valzer danzanti aveva si restaurato l’ordine pre-napoleonico, ma non sarebbe mai più riuscito a far ritornare indietro le lancette del tempo, ci provò il grande Metternich che intuiva i pericoli derivanti da questa azione, senza peraltro cambiare strada: da quel momento si comprese perché il Regno Unito appariva distante anni luce dalle altre nazioni europee politicamente ed economicamente.

 

 

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