IL CONSONANTISMO DELL’EBRAICO ATTRAVERSO IL TEMPO

di Elisa Caimi

 

Lo studio del cosonantismo ebraico del X-VII secolo e’ molto difficile: abbiamo numerosi documenti epigrafici ma di difficile interpretazione, non sappiamo come leggerli.

Dal I millennio la tradizione orale ci viene in aiuto, poiche’ i segni vocalici vengono indicati accanto al testo consonantico. Se da una parte questo puo’ essere d’aiuto, dall’altra da adito a interpretazioni diverse e spesso discordanti, nel tentativo di ricostruire un tipo di ebraico che si avvicini a quello arcaico.

Abbiamo infatti diverse tradizioni con cui oralmente si e’ trasmessa la Bibbia, a partire dall’Ebraico Antico. Le due piu’ importanti tradizioni sono :

 

Oltre a questi poi ci furono adattamenti latini e greci, che originarono diverse versioni.

Nonostante tutte le varianti, si prende in considerazione la Tiberiense (pero’ di pronuncia Safaitica, invece di pronuncia Ashkenazita, variante araba dell’Ebraico).

Il sistema consonantico dell’ebraico del I millennio puo’ essere studiato tramite comparazione (di testi letterari contemporanei, o tardi e iscrizioni di tradizione araba) e tramite ricerca storico-linguistica per riuscire ad inquadrarlo nel tempo e nello spazio. Se la tradizione orale corrispondeva esattamente a quella scritta, potremmo avvicinarci a quello che era il sistema consonantico ebraico del I millennio.

Il fatto di aver studiato solo il tiberiense pero’, escludendo altre tradizioni, pone davanti ad alcune perplessita’.

Ad una prima analisi, rispetto al protosemitico del II millennio, l’Ebraico presenta molti meno segni.

L’Ebraico nel corso del tempo si sviluppa e il suo percorso potremmo leggerlo in questo senso:

Ma che differenze fondamentali ci sono tra le varie tradizioni? Prendiamo ad esempio la tiberiade, la palestinese e la samaritana. Le ultime due rispetto all’ebraico biblico hanno meno fonemi (rispettivamente 11+4 fonemi e 14+2 rispetto ai 22 dell’ebraico biblico. Questa diminuzione e questa invenzione di nuovi fonemi forse e’ data dal fatto che l’ebraico in questo periodo non ha molta capacita’ di rinnovarsi, e’ lingua forse solo letteraria considerando che la lingua ufficiale e’ l’Aramaico.. e i nuovi fonemi introdotti sono propri di influsso aramaico: inoltre, poiche era solo lingua letteraria e i disegni aiutavano in caso di omofonie, nessuno si era posto il problema; c’erano altre lingue come il greco, aramaico e il latino.). Fondamentalmente possiamo dire che tra le varie tradizioni ci fu un processo di desemitizzazione. La tradizione palestinese risenti’ di influssi Greci, con opere giudaiche di lingua Greca (Maccabei); quella samaritana risenti’ di influssi arabici.. mentre la tradizione tiberiaca risulta piu’ ricca di fonemi ma a causa di un approccio artificioso, con influssi di arabo classico (sist. masoretico).

L’ebraico oggi non e’ pronunciato in Israele in maniera uniforme oggi.Ci sono due pronunce :

la pronuncia sefardita, di tradizione araba,  e la pronuncia ashkenazita (ebrei d’europa) che ha le radici nella pronuncia yiddish alto tedesca. E’ quest’ultima oggi che viene usata per la maggiore.

L’ebraico israeliano ha 18 fonemi, rispetto a quelli delle tradizioni palestinese e samaritana precedentemente riconosciuti.

Con questo nuovo ebraico la tradizione masoretica artificiosa viene abbandonata, quindi sottolineiamo la oggi non –semiticita’ linguistica , con elementi greci e yiddish (alto-tedeschi) e influssi europei.

In generale possiamo dunque dire che nella storia trimillenaria dell’ebraico, si riscontrano due fratture: una e’ dell’ Ebraico antico, l’altra e’ portata dalle innovazioni moderne nell’Ebraico israeliano. Nella prima frattura, l’ebraico si basava su un sistema semitico nordoccidentale, poi, nella seconda frattura si vedono i cambiamenti dovuti ad un sistema indoeuropeo.

Nella fase centrale invece, c’e’ un impoverimento della lingua e la nascita di varie tradizioni, in cui l’ebraico diventa lingua letteraria (abbiamo visto come i masoreti tenteranno di colmare le lacune dell’ebraico nella tradizione tiberiense).

 

 

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