Costruzione di un paio di caligae    di Rita Lotti

 

 

Principiante assoluta, dopo aver visitato alcuni siti su Internet nei quali pubblicavano sia le sagome sia le spiegazioni per la costruzione di caligae da legionario romano, volevo provare a costruirne un paio da sola, giudicando la cosa possibile per le mie capacità.

 

Attrezzi e materiali necessari:

Forabuchi per pelle (quello che serve a fare i buchi nelle cinture)

Cutter resistente (preferibili quelli giapponesi a forma di penna)

Filo cerato bruno e bianco da calzolaio

Aghi da lana

Colla (Bostik trasparente a presa rapida)

Carta vetrata o spazzola di ferro

Martello di ferro

Martello di gomma

Treppiede da calzolaio

Trapano con punta da 1,5 mm

Lima quadrata

Forbici

Olio d’oliva

Punteruolo per cuoio

Chiodi da scarpe

Ritagli di crosta di cuoio duro (per le suole)

Pelle di vitello (morbida per la tomaia)

 

Il procedimento che ho seguito io è il seguente.

 

Su Internet, nel sito dove sono pubblicate le sagome per la tomaia che io preferivo, ho stampato questa sagome su foglio A4. Erano due: parte dx e sx del piede Destro. Erano poi da unire per ottenere la sagoma intera. Ho unito le due figure, poi l’ho fotocopiata su foglio A3. Dopo ho ingrandito in varie misure questa sagoma. Me le sono provate sotto al mio piede ed ho tenuto solo quella che all’incirca assomigliava al mio piede.

 

 

Su questa sagoma ho disegnato esattamente la forma del mio piede con una penna. Ho così eliminato o aggiunto alcune parti rispetto alla sagoma stampata . La lunghezza dei tiranti laterali l’ho lasciata identica alla sagoma di carta,mentre ho allungato di un 3 mm circa la parte posteriore, quella che andrà cucita. Non ho assolutamente considerato i disegni all’interno dei tiranti, perché quelli li ho fatti io secondo le mie esigenze. Non considerateli. Invece i rettangoli ai lati consiglio di farli molto più piccoli di quelli della sagoma, mentre le 4 fessure farle più corte di circa 1 cm nella parte verso l’interno del disegno rispetto a quelli del disegno.

Ho inoltre aggiunto una coppia di tiranti nella parte davanti (dove spuntano le dita dei piedi) perché giudicati da me indispensabili. Ma ognuno deciderà per se ciò che è meglio.

 

Questa sagoma così modificata l’ho poi ritagliata con un paio di forbici in tutte le sue parti, rettangoli e fessure varie comprese (no quelle interne dei tiranti).

 

Su di una pezza di cuoio di vitello (spessa all’incirca ….mm) ho steso la sagoma di carta, e tenendola ben ferma con una mano, con l’altra ho tracciato il contorno sulla parte grezza del cuoio (quella che non rimarrà in vista), il più fedelmente possibile.

 

Dopo questa operazione, ho iniziato a ritagliare la forma in cuoio con il cutter, facendo particolare attenzione agli angoli. Partire a tagliare prima il contorno generale, e poi tagliare le varie parti interne. Per gli angoli partire a tagliare con il cutter dal vertice dell’angolo e non viceversa.

La lama del cutter deve essere affilatissima, soprattutto la punta. Io tracciavo prima un solco profondo seguendo le righe del disegno, poi ricalcavo pian piano il primo solco fino a passare dall’altra parte con la punta, tagliando così precisamente la pelle nel suo intero spessore.

 

Quando si sarà finito avremo ottenuta la sagoma in pelle (che d’ora innanzi chiameremo tomaia).

 

Prendere ora un foglio di carta e disegnare su di esso il contorno del proprio piede. Fatelo più a filo possibile e badate che sia contornata esattamente la parte del piede che poggia per terra. Questo servirà affinché la scarpa, quando sarà indossata, questa poi non risulti abbondante da un lato e scarsa dall’altra.

MI RACCOMANDO: disegnate entrambe le piante dei vostri piedi perché i piedi non sono mai uguali il destro con il sinistro. Non pensate di disegnare solo la destra e poi capovolgere la sagoma per ottenere la sx. Questo è un errore da non commettere se vorrete avere un paio di scarpe su misura e fatte bene. La battuta della pianta del piede dx non è mai uguale a quella del piede sx.

 

Ritagliare questa forma di carta e provarsela più volte per verificare che sia esattamente la forma della pianta del proprio piede.

 

Poggiare le sagome di carta dei piedi sul cuoio duro e ritagliare una prima coppia di suole di cuoio duro. Per il taglio seguire lo stesso procedimento della pelle, calcando un po’ di più la mano, ed approfondendo pian piano il solco. In questa fase non ha importanza da che parte rimane la parte in cuoio. IMPORTANTE: scrivete su ogni suola ottenuta di che parte si tratta (se la dx o la sx). NON VANNO CONFUSE.

 

Poggiate quindi le tomaie sopra le rispettive suole e fate combaciare esattamente la punta davanti con il tallone (il tallone della suola molto probabilmente risulterà un po’ più lungo rispetto alla tomaia, ma non preoccupatevi). Quando sarete sicuri di aver trovato l’esatta posizione, nelle quali punta e tallone combaciano, sdraiate la tomaia con il cuoio in su sopra un piano e poggiate sopra la suola esattamente come avete fatto prima. Con una penna disegnate questo contorno, che servirà poi nella fase di incollatura.

 

Prendere la tomaia ed avvicinate lembo A e B al tallone C, sovrapponendo i lembi al tallone. Disegnate circa 3 fori in un lembo e tre nell’altro ed altrettanti corrispondenti nel tallone.

Avvicinate i lembi A e B prendendoli con il pollice e l’indice a di pinza e disegnare su entrambi i lembi fori corrispondenti a circa 5 mm dal bordo ed abbastanza distanziati l’uno dall’altro in verticale (circa 1 cm).

Prendere il forabuchi per cinture, mettere la misura di 1,5 mm (va bene anche la 2 mm) e forare i buchi  precedentemente segnati a penna sui lembi della tomaia.

 

Prendere ago e filo cerato bruno e iniziare a cucire i lembi A e B con i fori del tallone. Tenerli il più vicino possibile e cucire prima incrociato, avanti ed indietro, e poi una volta in orizzontale (entrando da un buco ed uscendo con l’ago dal buco corrispondente nell’altro lembo). I nodi devono essere sempre fatti all’interno della tomaia.

 

Molto Importante: Sempre con i forabuchi, nella misura di 2 mm, forare dei buchi in corrispondenza degli angoli dei due rettangoli ritagliati, alle estremità delle quattro fessure e alla fine del taglio D. Questa operazione  eviterà a questi punti di strapparsi con l’utilizzo che verrà fatto della caliga.

 

 

Fatta questa prima cucitura, si passa all’incollatura della prima suola con la tomaia.

Prendere la carta vetrata o lo spazzolino di ferro e grattare la parte della suola che andrà incollata e la tomaia entro la sagoma tracciata a penna prima, cioè dove andrà incollata la suola. Questa operazione  serve a far penetrare in profondità il Bostik che così aggrapperà meglio.

Dopo la raschiatura, stendere un velo abbondante di Bostik trasparente a presa rapida su entrambe le parti raschiate, abbondando in punta e nel tallone (sono le parti più delicate).

Lasciare riposare le due parti per circa 7-10 mm e poi far combaciare esattamente la suola con il contorno tracciato sulla tomaia, e premere fortissimo. Poggiare la tomaia sul treppiede da calzolaio e battere forte la suola con il martello di gomma, per almeno 10 mm, facendo aderire più che si può la tomaia alla suola in tutti i punti. Il corretto incollaggio dipende alla forza con cui le due parti saranno premute. Ecco perché battere con il martello di gomma aiuta il collante a saldarsi ed a penetrare bene.

 

Fatto questo, forare tutto il perimetro della suola incollata con il trapano, facendo buchi passanti da 1,5 mm, distanziati tra loro di circa 1 cm, facendo qualche foro in più sulla punta e sul tallone. Con una lima quadrata tracciare sulla suola di cuoio, tra foro e foro, un solco profondo, così che il filo possa entrarvi senza sporgere sopra la suola.

 

Prendere poi il filo cerato chiaro (bianco) e l’ago e cucire la suola incollata alla tomaia, cucendo con un punto dentro e fuori e poi ritornando, così che risulti tutta la suola cucita con un filo continuo.

 

I nodi (meno possibile in questo caso) farli possibilmente sulla suola. Verranno battuti con il martello di gomma per schiacciarli ed appiattirli.

 

 

 

A questo punto, e solo a questo punto, provare la scarpa sul piede, e verificare se i tiranti sul dorso del piede sono della giusta lunghezza o troppo lunghi (non dovrebbero essere troppo lunghi -  esperienza personale).

Io ho fatto l’errore di provarle sul piede prima dell’incollatura della suola alla tomaia, e vedendo che le due coppie di tiranti sulle dita dei piedi erano troppo lunghe le ho accorciate subito. Ma quando ho incollato la suola, mi sono accorta che la lunghezza giusta era quella iniziale, mentre ormai in quel momento erano irrimediabilmente corti!!

 

Arriva ora la fase del disegno dei fori nei tiranti che serviranno a trattenere il laccio e la scarpa sul piede.

 

Prendere il forabuchi e fare 2 fori su ogni tirante, perpendicolari tra loro. Il più vicino al vertice del tirante dovrà esser fatto circa a 6-7 mm dalla sommità, quello sotto a circa 1 cm. Ripetere la stessa operazione sotto al secondo foro. Tagliare con il cutter la pelle tra i due fori, creando una fessura che inizia e termina nei fori. Si creeranno così due aperture per il laccio, una più sopra e una più in basso; quella sotto servirà nell’eventualità la scarpa dovesse risultare un po’ larga.

 

Ripetere l’operazione per tutti tiranti privi di aperture. Per i due lembi di pelle che avvolgeranno la caviglia operare come appare nel disegno.

 

 

IMPORTANTE: fare prima i fori e poi tagliare la fessura, non il contrario. Mi raccomando è molto importante perché se si procede prima al taglio, non si hanno bene le misure e si rischia di tagliare dove non si dovrebbe (esperienza personale)

 

Preparazione delle ultime fasi. 

 

Ora siamo pronti per cucire la parte posteriore della caliga.

 

Prendere ago e filo bruno ed iniziare (dal basso) a cucire incrociato i lembi posteriori ed operare come per l’altra cucitura). Non fare la cucitura in senso verticale perché questa rischia, a lungo andare, di tagliare la pelle. Stringere abbastanza forte.

I nodi sempre all’interno della scarpa.

 

 

Posare le scarpe così ottenute sopra un pezzo di cuoio duro dalla parte grezza, così che la parte del cuoio rimanda sotto e dopo in vista, tracciare con la penna le sagome delle suole, e poi ritagliarle.

Battere con il martello di gomma le suole delle scarpe per appiattire e schiacciare il più possibile i nodi delle cuciture. Grattare successivamente con la carta vetrata o con lo spazzolino in ferro la parte grezza della seconda suola appena tagliata e la suola della scarpa. Cospargerle di colla ben bene le due parti, lasciare asciugare circa 7-10 mm, e poi ripetere l’operazione come la volta precedente, facendo combaciare la punta ed il tallone. Premere e battere forte sul treppiede con il martello di gomma.

 

 

Quando le suole saranno incollate, come ultima fase piantare i chiodi da scarpa (se si hanno a disposizione e se giudicati indispensabili) utilizzando il treppiede, il punteruolo ed il martello in ferro, oppure procedere direttamente all’ingrassatura della scarpa, utilizzando semplice olio di oliva (no olii di semi o altri solo olio di oliva), che nutrirà la pelle e colorerà la scarpa di un bel color cuoio marron scuro naturale, senza bisogno d’altro.

 

 

Procurarsi del lacci di cuoio presso il negoziante che Vi ha venduto la pelle, eventualmente una suoletta, e la scarpa è pronta.

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Io, principiante assoluta, tra l’acquisto del materiale e la lavorazione, in 15 giorni di lavoro discontinuo (principalmente dopo cena tra il lavoro e la cura della famiglia) sono riuscita a completare un paio di caligae, commettendo gli errori descritti sopra, quindi perdendo ovviamente più tempo d’un artigiano del campo.

 

Rita Lotti

 

 

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