GLI EXTRATERRESTRI
di Leonella Cardarelli
leonellacardarelli@virgilio.it
Gli alieni esistono?
Oggigiorno sono
in aumento le persone che credono che non siamo soli. A prescindere dal fatto
che ritenere di essere gli unici in un universo praticamente sconfinato è a dir
poco sinonimo di presunzione, occorre ammettere che le testimonianze su ufo ed
alieni sono oltremodo cospicue. Questa ricerca parte dall’assunto che gli
alieni esistono e che i loro contatti con l’uomo ci sono sempre stati, come
prova la storia e non solo la più recente.
Il termine ‘ufo’
non indica necessariamente la presenza di alieni. Esso sta per ‘Unidentified
flying object’, cioè ‘Oggetto volante non identificato’ (in lingua francese: OVNI).
Un oggetto volante non identificato non è detto sia necessariamente un disco
volante; la storia dell’ufologia infatti
riporta numerosi casi di presunti dischi volanti che poi non si sono rivelati
tali. C’è anche da aggiungere che talvolta la cattiva visibilità, le condizioni
meteorologiche, la stessa percezione
ci possono ingannare: chi crede negli alieni vorrà vedere un disco volante,
i più scettici penseranno che quell’ufo è un aereo, una luce o una qualsiasi
altra cosa.
La presenza di oggetti volanti è testimoniata fin dai
tempi più antichi. Nella letteratura vedica
troviamo vivide descrizioni di macchine volanti, astronavi definite vimana (che significa ‘come uccelli’).
Tali macchine furono designate nel Rig Veda con il nome di ratha (veicolo) e anche nelle Upanishad.
L’astronave si muove secondo le previsioni ed è luminosa come il sole
nelle alte regioni splendenti ed è come un pianeta nello spazio. (Rig Veda IV. 37-40).
Vi sono altresì descrizioni
del loro uso in guerra.
La stessa Bibbia
riporta casi di avvistamenti, come accadde al profeta Ezechiele.. Nel tempio di
Hator, a Dendera, disegnati sulle pareti, possiamo osservare oggetti molto strani che paiono inequivocabilmente dischi volanti. Gli storici di Atlantide
sostengono che nel continente scomparso, soprattutto nell’età dell’oro, gli
abitanti erano in continuo contatto con esseri evoluti di altri pianeti e che
questi, venendo a far visita agli atlantidei, atterravano su vere e proprie
piste aeree definite cosmoporti. La
comunicazione telepatica era possibile in quanto l’atlantideo dell’età dell’oro
era pura coscienza, non avendo né ego, né corpo fisico.
Classificazione degli extraterrestri
Classificare gli
alieni in modo esaustivo è un’impresa ostica nonché ardua. Gli alieni sono
tantissimi, forse infiniti. A questo punto è bene precisare che: per gli
alieni… gli alieni siamo noi. E’ SEMPRE E SOLTANTO QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA.
Gli alieni
vengono sulla Terra per vari scopi:
-
studiarci
-
rubarci energia
-
aiutarci (ad esempio tramite i cerchi nel grano)
Essi stabiliscono contatti con noi a livello telepatico oppure, nel caso dei cerchi nel grano, il contatto è subliminale essendo i cerchi dei simboli il cui significato profondo scende direttamente nell’inconscio.
In Antropologia
degli alieni di Centini, Grezzo e Tacchino, vengono riportate varie
classificazioni:
- umanoide di
tipo alfa: sono i grigi, cioè gli alieni più famosi, quelli di cui si sa più
frequentemente che fanno esperimenti sugli umani, li rapiscono o li uccidono
- umanoide di
tipo beta: fisicamente sono uomini come noi ma effettivamente sono alieni. In
questa categoria rientrano in men in black, i beta F e i giganti.
I men in black
sono uomini vestiti di nero, fanno parte dei servizi segreti ed hanno lo scopo
di bloccare le ricerche che rendono pubblico il fenomeno UFO. I beta F sono
dotati invece di rara bellezza, mentre i giganti sono esseri altissimi
(potrebbero essere gli eredi di Atlantide? Ricordiamo che gli atlantidei erano
dei giganti). Una categoria piuttosto
nota è quella dei giganti del nord, che si trovano nei luoghi settentrionali
freddi; sono molto belli, sovente biondi. Essi affermano di essere di origine
venusiana ma hanno anche basi su Marte.
- umanoide di
tipo gamma
- umanoide di tipo
delta
Questi ultimi due tipi sono riconducibili alla figura del mostro o dell’uomo selvatico.
Oltre all’uomo, all’ominide e al mostro, l’alieno può presentarsi altresì sotto forma di robot o di apparizione evanescente, ad esempio nelle sembianze di una nuvola multiforme o di un essere fosforescente. In questo caso però, più che di alieni, si dovrebbe parlare di forme energetiche.
Sei tipi di incontri ravvicinati
1)incontro ravvicinato di primo tipo: solo avvistamento, non
c’è contatto
2) incontro ravvicinato di secondo tipo: c’è un contatto
visivo e una prova, ad es. impronte sul terreno
3) incontro ravvicinato di terzo tipo: c’è il confronto
diretto tra l’uomo e l’alieno
4) incontro ravvicinato di quarto tipo: rapimento dell’umano
da parte degli alieni per fini di ricerca
5) incontro ravvicinato di quinto tipo: l’umano e gli alieni
sono in contatto tramite modalità occulte e metafisiche
6) incontro ravvicinato di sesto tipo: l’umano è ferito e
muore a causa degli extraterrestri
I
rettiliani sono una categoria di alieni
piuttosto nota al pubblico, ultimamente. Si chiamano così perché hanno forma di
lucertola ed hanno occhi gialli con riflessi rossi.
Si dice che i
rettiliani siano cattivi, che ci spiino, che ci manipolino e che ci rubino
energia. Alcune testimonianze, come quella riportata dalla cantante americana
Pamela Stonebrook, spiegano che i rettiliani sono in grado di trasformarsi in
umani, quindi in realtà noi non possiamo sapere con certezza se abbiamo accanto
un umano o un rettiliano. Ma i rettliano sono buoni o cattivi? Si sostiene che
essi siano “cattivi” ma che possano fare del male solo a chi sta nell’ombra,
cioè a chi vive al suo stesso livello
energetico. Se siamo capaci di vivere nell’amore, il rettiliano lo comprende,
avverte una vibrazione diversa e non è attratto da noi. L’unico modo a
disposizione per sapere se accanto a noi c’è un possibile rettiliano è quello
della percezione intuitiva: che sensazione mi trasmette questa persona? Se mi
invia una sensazione molto negativa potrebbe trattarsi di un rettiliano.
I luoghi del mistero
Esistono nel mondo numerosi luoghi del mistero
sui quali l’uomo si è posto delle domande senza mai riuscire a trovare
risposte. Parliamo delle piramidi egiziane ma anche di Matchu Pitchu (nelle Ande peruviane),
costruita con sassi pesantissimi, spostati e lavorati in modo inspiegabile,
visto che i nativi americani non conoscevano affatto la ruota! Per non parlare
poi del Messico, dell’Isola di Pasqua, di Stonehenge, le cui costruzioni
presentano una tale complessità per l’epoca in cui sono state create che l’uomo
non riesce a dare un senso alla loro perfezione.
Si sostiene che tali siti siano stati creati con l’aiuto di extraterrestri che abbiano supportato l’uomo con le loro avanzate conoscenze tecnologiche. Questa potrebbe essere un’ipotesi valida ma oggi gli storici e gli atlantologi ritengono più corretto sostenere che queste costruzioni siano i resti di Atlantide che, come summenzionato,. erano in contatto diretto con civiltà aliene.
Il fenomeno dei
cerchi nel grano (definiti anche crop circle o pittogrammi) ha iniziato ad
avere eco negli anni ‘90 ma essi erano presenti già negli anni ‘70. Nel ‘90 e
nel periodo successivo il fenomeno è divenuto più evidente poiché i crop sono
aumentati di numero e complessità suscitando enorme interesse nell’opinione
pubblica. I crop circle rappresentano, quasi tutti, simboli di geometria sacra
con un significato molto profondo per il nostro inconscio. I più scettici
continuano a sostenere che i crop circle siano “scherzi” di umani ma un’analisi
oculata ed attenta, scevra di pregiudizi, mostra un versante più ricco del
fenomeno. I crop circle non possono essere di origine umana, per svariate
ragioni: per la coincidenza con cui essi puntualmente si snodano in prossimità
di luoghi sacri o corsi d’ acqua, per le interferenze che vi si presentano, per
le strane luci antecedenti la loro apparizione e perché il grano non è spezzato
ma semplicemente piegato e continua a crescere anche in tal modo. Un uomo
potrebbe fare tutto ciò? Gli umani ci hanno provato ma non sono riusciti nel
loro intento. Lo scopo dei crop circle è quello di metterci in contatto con la
parte più profonda di noi poiché viviamo in periodo critico, sia dal punto di
vista storico che evolutivo. Ormai non ha più importanza sapere chi ha creato i
cerchi nel grano, è urgente sapere cosa essi vogliono comunicarci, cioè che
dobbiamo evolvere spiritualmente. Studi molto recenti, per concludere, prospettano l’ipotesi che essi siano la
manifestazione fisica di una ‘legge
sonica universale’, la
medesima legge che regola la precessione equinoziale, legge che ritroviamo
codificata nei rosoni delle antiche cattedrali gotiche, negli antichi siti
egiziani ed americani e, in modo sbalorditivo, secondo ricerche attualmente in
corso, nello stesso atomo, dunque
nell’intero esistente.
Ipotesi sull’origine aliena dell’uomo
Secondo Z.
Sitchin noi non deriviamo unicamente dai primati ma anche dagli alieni, abbiamo cioè in noi una parte divina che ci
è stata donata dagli alieni medesimi. In particolare sembrerebbe che dentro di
noi sia codificato 1/3 del DNA umano e 2/3 di DNA divino, dove per divino si intende di provenienza
aliena.
Sitchin
sostiene che i Sumeri siano il prodotto dell’accoppiamento con una razza aliena
di aspetto simile al nostro (perché noi siamo “a loro immagine e somiglianza”).
Si tratterebbe di esseri intelligenti che i Sumeri chiamavano Anunnaki (figli
del dio An) e che la Bibbia chiama Nephilim. Erano giganti (Genesi 6,4) e
venivano da un pianeta che ha un’orbita ellittica simile a quella delle comete,
che transita tra Marte e Giove ogni 3.600 anni: il dodicesimo pianeta.
Praticamente secondo il professor Sitchin la selezione naturale di Darwin si è
verificata ed ha prodotto i primati superiori dai quali discendiamo. Poi,
grazie agli Anunnaki, vi fu il salto evolutivo verso l’Homo sapiens. Secondo la
sua teoria le cose sarebbero andate così: gli Anunnaki avrebbero iniziato a visitare la Terra mezzo
milione di anni fa e le loro gesta sono quelle che leggiamo nell’Antico
Testamento o nel Poema di Gilgamesh. In seguito avrebbero colonizzato il
pianeta. Avendo bisogno di persone che lavorassero nelle miniere in Africa
avrebbero creato “l’uomo” che corrisponde all’Homo sapiens, il quale fu
generato appositamente per lavorare nelle miniere. L’uomo sarebbe nato quindi
nell’attuale Africa, in corrispondenza con la teoria darwiniana. Una volta
creato, l’uomo avrebbe avuto due opportunità:
-
carpire agli alieni il segreto per evolvere, cioè per non
essere unicamente un lavoratore
-
le donne terrestri si sarebbero accoppiate con gli
extraterrestri, infatti la Bibbia riporta che gli dei si innamorarono delle
figlie degli uomini. Nella Genesi (6, 2) leggiamo che i
figli di Dio, vedendo che le figlie degli uomini erano adatte, si presero in
moglie tutte quelle che loro piacevano. Da questo accoppiamento sarebbero
nati, secondo l’autore, i giganti, cioè una razza perfetta (gli atlantidei
erano dei giganti e forse anche i lemuri) e molti di questi esseri divini
(alieni) sarebbero ancora qui sulla terra. Alcuni sostengono che
dall’accoppiamento tra un essere divino ed un uomo nasca un “semidio”: un
individuo biondo con gli occhi azzurri. Altri, di contro, sostengono che questo
tipo di individuo nasca dall’accoppiamento di due semidei.
Riflessioni e comparazioni
Qui si rendono
necessarie alcune riflessioni. Sul testo di Centini, Grezzo e Tacchino vi è una
parte (scheda 9) in cui si parla di una tipologia di alieni descritti come
esseri biondi e asessuati, simili agli angeli. Troviamo anche un’immagine ed è
sorprendente constatare come l’espressione del viso di questi alieni e in
particolare i loro occhi (molto grandi) somiglino alle raffigurazioni dei
Sumeri presenti nel libro di Kramer I Sumeri alla radici della storia.
In questo saggio le foto riportate
nonché i miti dei Sumeri, lasciano molto spazio per pensare che la
teoria di Sitchin non sia affatto fantasiosa.
Drunvalo
Melquizedeq invece, in L’antico segreto
del fiore della vita - vol.II propone una visione simile a quella di Sitchin
ma con una leggera variante: per lui noi siamo nati dall’accoppiamento di due razze aliene: gli Anunnaki
(tridimensionali) e i Siriani (quadrimensionali); anche questi ultimi erano dei
giganti. Duemila anni dopo questo accoppiamento sarebbero nati i primi
individui umani, precisamente a Gondwana, isola (o area, non si sa di preciso
se fosse un isola o un insieme di terre) posta ad ovest dell’Africa e che oggi non
esiste più. Non a caso i miti della creazione di popoli occidentali africani
asseriscono che essi hanno avuto origine da un’isola, Gondwana, appunto. Ciò
troverebbe conferma ancora una volta nella tesi che sostiene che la razza umana
sia nata in Africa. Secondo Sitchin la razza umana è nata 300.000 anni fa.
Secondo Melquizedeq 200.207 anni fa.
Nel testo di
Kramer leggiamo che “alla base delle idee e dell’ideale etico dei Sumeri era
il ‘dogma’ che l’uomo fosse stato fatto di argilla per servire gli dei”.
I Sumeri hanno due poemi mitici che rispecchiano pienamente l’assunto di
Sitchin. Di questi poemi uno è interamente dedicato alla creazione dell’uomo,
l’altro illustra perché l’uomo è stato creato e parla di un contrasto tra due
divinità minori. Il primo poema spiega che prima della nascita dell’uomo furono
creati sei tipi di esseri imperfetti: gli ultimi due tipi erano una femmina
sterile ed un essere asessuato. Questi esseri imperfetti potrebbero essere
quelli che noi conosciamo come uomini primitivi?
Il secondo
poema mitico invece parla di due dei (il dio del bestiame Lahar e sua sorella
Ashnan, dea del grano) che furono creati nella sala di creazione degli dei
affinché gli Anunnaki avessero di che nutrirsi e vestirsi. Questo poema ha
dunque portato i Sumeri a ritenere che l’uomo fosse nato per servire gli dei e
da ciò scaturì la loro devozione verso le divinità. Come possiamo notare,
quindi, i miti dei Sumeri lasciano largo spazio affinché le teorie di Sitchin e
di Melquizedeq circa la creazione dell’uomo non vengano accantonate come frutto
di pura fantasia, anzi, comparando le varie fonti possiamo notare che tutti i
pezzetti del puzzle coincidono.
Conclusione
Non è facile
parlare di extraterrestri. Come ogni cosa tutto è riconducibile all’esperienza
ed alla conoscenza dell’uomo, in definitiva alla coscienza. C’è chi crede, c’è
chi non crede. Eppure in questi ultimi tempi gli avvistamenti di UFO si sono
moltiplicati…strani segni appaiono nei cieli. Alcuni affermano che siamo alle
soglie di un cambiamento epocale, altri parlano di spostamento dell’asse
terrestre, inversione dei poli e chi più ne ha più ne metta
Se dovesse
davvero verificarsi un terribile sconvolgimento planetario, saranno forse gli
alieni a salvarci? O… la nostra consapevolezza, ovvero la nostra coscienza?
(Per la
realizzazione di questo articolo si ringrazia Luigina Marchese)
Per approfondimenti:
Cardarelli L. (2006) Il significato dei cerchi nel
grano (disponibile su internet)
Cardarelli, L. (2007) I Sumeri e le origini
dell’uomo (disponibile su Internet)
Centini M., Grezzo D., Tacchino D. (1998), Antropologia degli alieni, ed. Meb,
Santarcangelo di Romagna (RN)
Corbucci M. (2006,) Alla
scoperta della particella di Dio, ed. Macro, Diegaro
di Cesena (FC)
Kramer S. N. (1975), L’histoire
commence à Sumer, Librairie Arthaud, Paris; trad. it. (1997) I Sumeri alle radici della storia,
Grandi tascabili economici Newton (divisione della Newton e Compton), Roma
Melchizedek D. (1998), Ancient secret of the flower of life, vol. I, Light Technology Publ. trad. it. (2001)
L’antico segreto del fiore della vita –
vol. I, Macro edizioni, Diegaro di Cesena (FC)
Sitchin Z. (1976), The
12th Planet; trad. it. (1998) Il pianeta
degli dei, ed. Piemme, Casale Monferrato (AL)
Altro materiale:
VHS I luoghi visitati, Hobby & Work, Presso (MI)
Webgrafia:
http://www.stazioneceleste.it/esseri_di_luce/rettiliani.htm
http://www.edicolaweb.net/da160201.htm