ll Giappone antico: splendida realtà storico-archeologica
di Enrico
Pantalone
Il Giappone, è
una delle poche civiltà d'interesse storico-archeologico di cui non si conosce
bene la storia antica, giacché la scrittura fu introdotta solamente nell'VIII
secolo e le tradizioni tramandano resoconti concreti solo a partire dal II
secolo o meglio da quando fu introdotto il Buddismo dal continente asiatico
attraverso la Corea intorno alla metà del VI secolo.
La cosa quantomeno strana è che ancora oggi si fatica a leggere articoli
interessanti o saggi che cerchino di parlare di questa civiltà che
evidentemente non fa "cassetta" come altre.
Molto di quello che sappiamo di questi primi secoli (seguendo la datazione
cristiana)lo dobbiamo a resoconti e traduzioni di testi cinesi e coreani ed è in
ogni modo certo che di storia propriamente giapponese si può parlare cominciando
dall'unificazione di piccoli regni (circa una trentina) esistenti
nell'arcipelago pare (il dubitativo è d'obbligo in questi casi) sotto
l'Imperatrice Himiko nel III secolo a cui rese omaggio perfino l'Imperatore
Cinese attraverso il dono di numerosi specchi, sicuramente dovuti alla loro
richiesta per permettere le sepolture, retaggio quindi di un nuovo culto
d'origine astrale: l'era delle Sepolture Antiche che si protrasse sino a quasi
tutto il VII secolo.
io credo che
il problema principale sia stato la mancanza della lingua scritta che ha
costretto ad utilizzare evidentemente degli annalisti o narratori coreani e
cinesi, per questo la storia del Giappone risente di culture affini ma non
certamente simili.
Comunque credo che in generale è corretta l'interpretazione delle terre unite
staccatesi in tempi lontani(anche perché detto fra noi il Giappone sembra
veramente un incastro perfetto di un pezzo mancante di terraferma) e che
ancora(!)200000 anni fa la costa continentale era a pochissimi chilometri di
distanza e sfiorava il Giappone a settentrione.
I rapporti d'interscambio culturale ed economico la terraferma e l'arcipelago
durano probabilmente da millenni anche se noi ne sappiamo pochino pochino in
verità.
L'epopea dell'Era delle sepoltura antiche vide il fiorire di spettacolari tombe
ad uso principale di Imperatori o comunque di personaggi influenti e sono dei
veri e propri mausolei anche di notevoli proporzioni con tanto di fossato lungo
il perimetro e struttura definita a buco di serratura perché proprio il
perimetro stesso della costruzione assume una forma simile ad essa.
Sparsi un pò d'ovunque nel paese e circondati da immense vegetazioni, tanto da
farli sembrare più delle residenze quotidiane che dei cimiteri, sono oggi
oggetto d'attento studio al fine di comprendere appieno (anche da parte degli
stessi giapponesi) che realmente rappresentarono intorno al V secolo.
Uno dei punti
fermi sembra il lento avanzamento legato al miglioramento tecnologico che in
Giappone risulta essere certamente minore rispetto agli altri paesi
circostanti.
Questo era dovuto senz'altro alla grande abbondanza di tutte le derrate
alimentari e principalmente delle risorse di prima necessità come il riso,
alimento principe della tavola nipponica le cui risaie erano d'estensione
enorme e facilmente lavorabile, con eccezionali produzioni annue che
soddisfacevano pienamente le necessità della popolazione.
Quindi, l'arte che utilizzava soprattutto la conchiglia e la levigazione di
particolari pietre entrambe gentilmente donate dal mare, non seguirono un iter
diciamo sociale, cioè in relazione allo sviluppo economico quindi seguendo i
bisogni e le relative utilità, ma seguendo la possibilità di sfruttamento di
ciò che la natura offriva in abbondanza.
Caratteristico
dell'era Nara (710-794) la conformazione del territorio chiamato jori, molto
parcellizzato che imponeva l’handen o ridistribuzione d'appezzamenti ai
contadini ogni sei anni.
La loro forma geometrica è molto semplice, si tratta di quadrati con
all'interno le vie di comunicazioni, i campi da coltivare, i fiumi per l'acqua
normalmente orientati sull'incrocio dei punti cardinali.
Siamo ovviamente alla presenza di paesaggio prettamente rurale e dato che il
periodo Nara è durato pochissimo (meno di cent'anni) e quindi potremmo ragionevolmente
dubitare se ci dicessero che durò solamente lo spazio di questa dominazione,
invece ancora in epoca Meiji ne troviamo abbondanti tracce.
L'insediamento
rurale era dato anche dal particolare sistema di coltura del riso, bene
essenziale in questo paese sin dalle origini , ma la forma non risulta
particolarmente diverso da quello europeo nel senso che ne esistono vari tanti
quante le regioni climatiche, il che li fa avvicinare notevolmente ai caratteri
del nostro continente mentre per converso risultano ragionevolmente
diversificati rispetto al territorio nordamericano.
Tre fondamentalmente sono i centri abitati: i Mura, sparsi nel territorio
agricolo, i Machi, sorta di grosso paese posizionato al crocevia di qualche
importante strada e gli Shi, città decisamente urbane ad alta densità
abitativa.
Nintoku
rappresenta veramente qualcosa di grandioso, nulla di simile al mondo v'era, e
sostanzialmente la costruzione fu innalzata durante l'era di Himiko, cioè
quella della costituzione del Giappone come lo conosciamo oggi.
Ecco quindi che quest'opera architettonica assume anche la valenza di
costruzione patriottica e forse per questo fu intenzionalmente edificata in
maniera maestosa, una nuova nazione s'era venuta a creare, quale migliore
occasione per permettere a chi aveva partecipato a ciò di restare immortale tra
la propria civiltà.
Questo non ci si discosterebbe per nulla da altre situazioni similari
percorrendo il continente eurasiatico (e considerando anche i paesi africani
mediterranei).
In tutti questi mausolei si trovavano migliaia di haniwa, cilindri argillosi
che raffiguravano chiunque, uomo, animale, oggetti sacri che simboleggiavano
normalmente l'ascesa al trono del defunto.
Come s'è detto
il Buddhismo arrivò in Giappone (Silla e Yamato cioè il sud ovvero il vero e
proprio Nippon) non prima del 538 AD o almeno questa è la data della prima
fonte ufficiale desunta dalla scoperta delle tombe appartenenti appunto alla
religione proveniente dal continente.
Negli interventi precedenti s'è parlato di Regno delle Sepolture Antiche come
base seria per l'inizio della storia giapponese in rapporto proprio alla
crescita Buddhista nell'area, anche se in realtà bisognerebbe suddividerla
ulteriormente rispettando i tempi della parte settentrionale che l'hanno
conosciuta certamente in anticipo (fine IV secolo AD) e la parte meridionale
che l'ha conosciuta appunto a metà del VI secolo AD.
Questo non vuol affermare che la religione avesse seria presenza ed abbia
caratterizzato la vita del nord, s'hanno pochi riscontri e fonti certe, tranne
qualche monastero peraltro d'origine dubbia o discussa, ma semplicemente
andrebbe legato ai viaggi che i commercianti ed i filosofi della penisola
sino-russo-coreana compivano con frequenza nei territori d'oltremare e
portavano quindi a creare degli ambienti rurali simili a quelli tipici delle
loro terre con annessi monasteri.