GLI ETRUSCHI       di  Enrico Galavotti

(tratto dal sito dell’autore http://www.homolaicus.com)

A partire dall'VIII sec. a.C. cominciano ad assumere un ruolo di primaria importanza, nella storia dell'Italia centrale (soprattutto nell'attuale Toscana), gli Etruschi, chiamati così dai Romani, mentre i Greci li chiamavano Tirreni (in realtà bisognerebbe chiamarli Villanoviani). Alcuni studiosi li ritengono discendenti di un popolo mediterraneo autoctono, residente nella parte orientale del mare e sopravvissuto all'invasione indoeuropea; altri pensano che siano venuti dall'Oriente attraverso il mare, oppure scendendo dalle Alpi; altri ancora credono ch'essi, pur essendo giunti da Oriente, si siano fusi con le popolazioni indigene incontrate in Italia, aventi una civiltà meno progredita: da ciò sarebbe nata un'originale civiltà aperta a influssi stranieri. La difficoltà a stabilire l'origine di questo popolo è dovuta al fatto che la lingua etrusca, decifrata solo di recente, presenta ancora molti punti oscuri (per di più le 9.000 iscrizioni che ci sono pervenute sono quasi tutte di tipo funerario).

Vicende storiche

1. Nell'VIII sec. a.C. gli Etruschi erano presenti nell'attuale Toscana, nel Lazio settentrionale e nell'Umbria (fondarono città come Tarquinia, Siena, Arezzo, Perugia, Volterra, Orvieto...). Nel corso dei secoli VII e VI a.C. valicarono a nord l'Appennino e occuparono quasi tutta la pianura padana (fondarono Mantova, Bologna, Parma, Piacenza, Modena, Ravenna, Cesena, Rimini...). A sud invece occuparono quasi tutto il Lazio e la Campania sett. (fondarono Capua, Nocera...). Si stabilirono anche in Corsica e nella Sardegna sett.

2. Questa espansione fu dovuta al fatto che all'interno la società etrusca era caratterizzata da lotte accanite fra gli aristocratici e gli strati sociali privi di patrimonio. Quest'ultimi, unitisi in bande armate sotto il comando di guerrieri nobili, cercarono non solo di conquistare il potere in diverse città, ma anche di darsi alla pirateria sui mari, oppure di conquistare popolazioni limitrofe.

3. Nel VI sec a.C. Roma fu governata dai re della stirpe dei Tarquini, di origine etrusca. Il declino degli Etruschi iniziò con le sconfitte nella lotta contro i Greci dell'Italia meridionale. Alla fine del VI sec. a.C., sconfitti anche dai Latini, dovettero abbandonare tutti i territori conquistati a sud. A nord invece furono cacciati dalle tribù dei Celti (o Galli). Finché nel V e IV sec. a.C. i Romani conquistarono tutte le città etrusche: l'ultima a cadere fu Volsinî (Bolsena) nel 265 a.C.

Ordinamento socio-economico

1. Gli Etruschi raggiunsero il maggior grado di civiltà nell'Italia pre-romana, soprattutto quella parte di popolo che, presente nella zona costiera dell'Etruria, era dedita ai commerci coi Fenici, Egiziani, Cartaginesi e Greci.

2. Come si deduce dalle iscrizioni, nei secoli VIII e VII a.C. le stirpi nobili capeggiavano ancora comunità cittadine centralizzate, perché risiedevano nelle terre da esse conquistate e formavano lo strato dirigente dell'aristocrazia militare e religiosa. In seguito la nobiltà abiterà in cittadelle fortificate, sempre di limitata estensione, aventi il nome della stirpe d'origine (ad es. Tarquinia veniva da Tarchna).

3. Molto diffuso era l'uso della cosiddetta “clientela”, cioè taluni membri liberi di stirpi non nobili o decadute si mettevano sotto la protezione della nobiltà e venivano da essa sfruttati, diventando contadini-servi.

4. L'Etruria nel VI sec. a.C. aveva ormai una struttura sociale schiavistica. Oltre ai contadini sottomessi (molti dei quali era discendenti degli umbri e dei Latini vinti un tempo) vi erano gli schiavi comperati e i prigionieri di guerra. La servitù domestica, i musicanti, le danzatrici, i ginnasti... erano tutti schiavi.

5. Occupazione fondamentale era l'agricoltura: coltivavano cereali d'ogni specie; sulle colline l'ulivo e la vite. Per i lavori di bonifica usavano opere di drenaggio, canali di scolo... (soprattutto nella maremma toscana e nella pianura padana). Molto sviluppata era la produzione di ceramiche, della tessitura, della metallurgia (bronzo e ferro estratti nell'isola d'Elba) e dell'oreficeria.

6. Il nome della donna compariva accanto a quello del marito in tutti i documenti ufficiali, per cui si presume che il suo ruolo nella vita sociale non fosse secondario. Essa peraltro partecipava insieme agli uomini a cerimonie, feste e banchetti.

Ordinamento politico-istituzionale

1. Le città etrusche formavano tanti Stati indipendenti, rette in un primo tempo a monarchia, in seguito subentrarono le repubbliche aristocratiche. I sovrani (detti “lucumoni”) concentravano nelle loro mani, per un anno, i poteri civili, militari e sacerdotali. Erano assistiti da un consiglio degli anziani, scelti tra i capi delle famiglie nobili, e da un'assemblea popolare.

2. Le istituzioni erano quelle del sistema patriarcale, anche se vi sono numerose sopravvivenze del matriarcato. La posizione indipendente della donna nella società etrusca servì da base alle invenzioni degli autori greco-romani sulla dissolutezza dei costumi Etruschi.

3. L'espansione etrusca nella penisola fu dovuta al raggruppamento di 12 o 18 città in leghe, che in tempo di guerra eleggevano un comandante unico.

4. Tuttavia il legame che univa la federazione detta "Dodecapoli" era più culturale-religioso che politico-militare, in quanto se una città della federazione veniva attaccata da un nemico esterno, raramente le altre le venivano in soccorso. Le città erano sostanzialmente autonome tra loro e la loro espansione si basava sulle capacità belliche di milizie private appartenenti a questo o quel principe.

Aspetti culturali

1. L'architettura etrusca introduce in Italia l'arco e la volta. Gli Etruschi costruiscono per primi in Italia delle vere città in muratura, poste su un'altura a scopo difensivo, con poderose mura formate da grossi blocchi di pietra sovrapposti (sono i primi a inventare le strade lastricate e le fognature). Notevoli furono pure le tombe e il tempio.

2. La scultura risente dell'influsso greco e presenta opere in bronzo, terracotta e qualcosa in marmo, in stile realistico. Sarà ereditata dall'arte romana.

3. Anche la pittura risente dell'influenza greca e la si trova soprattutto nelle tombe.

4. Tra le scienze coltivarono la matematica applicata alla meccanica e all'idraulica, l'astronomia (conoscevano l'anno solare di 365 giorni diviso in 12 mesi) e la fisica (inventarono i mulini a mano, gli speroni delle navi, vari strumenti musicali...).

5. La lingua etrusca, che si avvale di un alfabeto di origine greca (tracce del quale si ritroveranno, grazie agli Etruschi, in numerosi popoli italici, inclusi i Latini) si differenzia nettamente da tutte le altre lingue conosciute, in quanto non presenta analogie con le lingue indoeuropee o semitiche.

Aspetti religiosi

1. La religione etrusca è politeistica, sul modello di quella greca. Gli dei principali sono tre: questa triade è il prototipo di quella romana in Campidoglio, di Giove, Giunone e Minerva. Gli Etruschi veneravano anche gli spiriti buoni e cattivi, gli eroi, ecc.

2. L'arte della divinazione che interpretava la volontà divina attraverso il volo degli uccelli, le viscere o il fegato dagli animali, era la più importante. Per questa ragione grande autorità avevano nella vita pubblica i sacerdoti (specie gli àuguri, per il volo degli uccelli, e gli arùspici, per le viscere animali). Quasi tutte queste cerimonie passarono nel culto romano.

3. Gli Etruschi credevano anche nell'immortalità dell'anima e nel culto dei morti. La vita d'oltretomba era vista negativamente: il defunto lo si credeva tormentato da mostri infernali. In origine gli Etruschi praticavano l'inumazione, ma a contatto con le popolazioni umbre adottarono anche l'incinerazione. Le loro tombe, a forma di grandi camere sotterranee, erano decorate fastosamente con scene della vita terrena o dell'aldilà, ed erano dotate di tutti gli oggetti ritenuti utili alla vita del defunto.

 

Enrico Galavotti

http://www.homolaicus.com/email.htm

Storia e Società Home Page