I SUMERI E LE ORIGINI DELL’UOMO
di Leonella Cardarelli (leonellacardarelli@virgilio.it)
KRAMER E LA STORIA DEI SUMERI
Kramer, professore di assiriologia, ritiene
che la civiltà dei Sumeri sia la prima civiltà,
fra l’altro una civiltà molto evoluta. Nel suo saggio I Sumeri alle radici della storia, Kramer parla di prima cosmologia, primi princìpi
morali, prime leggi, prime ricette mediche ecc.
Oggi ci sono
però tesi differenti che asseriscono che la civiltà dei Sumeri, per quanto
antica, non sia stata la prima civiltà: essa è oggi costretta a cedere il passo
alla più antica India.[1]
In realtà si può affermare che, per quanto concerne la zona europea del
Mediterraneo, la civiltà più antica fu quella sumera ma dire quale sia la
civiltà più antica in assoluto non è semplice sia per le divergenze delle tesi
in materia sia perché potrebbero crearsi confusioni anche sulla provenienza dei
vari popoli.
La civiltà
sumera è stata indubbiamente molto
evoluta per il periodo in cui è sorta, tant’è che Z. Sitchin ha elaborato una
teoria diversa sulle loro origini ma di questo parleremo in seguito.
I Sumeri
occupavano il territorio della Mesopotamia, a sud dell’attuale Iraq. Le più
antiche testimonianze scritte (tavolette d’argilla) risalgono al
Il primo re di
cui si hanno iscrizioni certe è Enmebaragesi di Kish e siamo nel
Egli detenne il
potere sul territorio fino all’avvento della città di Umma il cui capo
Lugalzaggisi sconfisse Urukagina. Lugalzaggisi pensava in grande, egli volse il
suo sguardo tanto ad occidente, verso le regioni mediterranee, quanto ad
oriente: abbiamo con lui il primo pensiero di “monarchia universale” che la
storia conosca e questo determinò una grande evoluzione nella vita sociale,
economica ed istituzionale.
Il sistema di
numerazione sumero era sessagesimale cioè in base 60. Le tavolette del
A partire dal
Da questo
sistema di numerazione nacquero, dal
La scrittura
sumera (e babilonese) era di tipo cuneiforme ed è molto difficile decifrarne i
caratteri.
Intorno al
Successivamente
dagli altopiani orientali (intorno al 2.300-
I successivi
invasori dei Sumeri furono gli Ittiti che affidarono il ruolo di capitale a
Babilonia. Tra il 1.793 e
Vennero poi gli
Assiri (
COSMOLOGIA E MITOLOGIA
I Sumeri non
avevano una filosofia vera e propria ma avevano riflettuto ed indagato sulla
natura dell’universo ed erano talmente convinti delle loro idee che non hanno
mai sentito il bisogno di formularle per iscritto infatti il loro modo di
vedere l’universo e la vita si devono estrapolare dai miti e dagli inni.
La religione dei
Sumeri era politeista. Essi avevano circa un centinaio di dei, alcuni più
importanti, altri meno.
Secondo il
popolo sumero l’universo visibile si presentava sotto forma di semisfera, alla
cui base c’era la terra e sopra il cielo. Questa semisfera si chiamava An-Ki
(An= cielo, Ki= terra). Intorno alla terra c’era il mare e al di sotto di questo mare, nella
parte diametralmente opposta del cielo, vi erano gli inferi che loro
denominavano Kur. Oltre al mare, tra il cielo e la terra, loro posizionavano il
vento, lil, vocabolo che significa
anche soffio, aria, spirito.
Di questo
universo, i Sumeri sostenevano che il primo elemento ad essere creato fosse il
mare (l’Oceano primigenio infinito). Dal mare nacquero il cielo e la terra e
dal cielo e la terra nacquero gli dei.
Gli dei più
importanti erano quattro: An (dio del cielo), Enlil (dio dell’aria), Enki (dio
dell’abisso e dell’oceano) e Ninhursag (dea nota come la signora maestosa. Si sostiene che in origine il suo nome fosse
Ki, terra, la sposa di An, cielo).
Molto
probabilmente in epoca arcaica il dio più importante era An, ritenuto il
supremo re del pantheon, tuttavia già da fonti che risalgono al
Per i Sumeri gli
dei erano immortali ma vivevano comunque come gli uomini: avevano bisogno di
mangiare, di bere e potevano anche essere uccisi. Essi sostenevano che gli dei
si comportassero in modo virtuoso ma che, allo stesso tempo, questi stessi dei
avessero introdotto il male, la violenza, la menzogna e l’oppressione nel mondo
al fine di mantenere l’ordine cosmico. Il male quindi viene visto dai Sumeri
come un principio necessario e questo stesso assunto lo ritroviamo nel vedismo
e nel taoismo.
Gli inni per gli
dei esaltano bontà, rettitudine e giustizia, questo testimonia che la civiltà
dei Sumeri era una civiltà con grandi ideali morali infatti essi avevano un dio
(Utu, dio del sole) il quale aveva come compito proprio quello di mantenere
l’ordine morale. Oltre a Utu anche la dea Nanshe non tollerava offese alla
verità e alla giustizia.
Alcuni elementi
della mitologia sumera li ritroviamo anche in quella greca, ad esempio il fatto
che il dio del Sole viaggiasse su di un
carro.
I Sumeri inoltre
credevano, come generalmente tutti i popoli antichi, in una perduta età
dell’oro, un’età di abbondanza e di pace e in cui tutti parlavano una lingua
comune. Per i Sumeri questa età dell’oro sarebbe terminata a causa della
gelosia del dio Enki nei confronti del
dio Enlil. Enki, a causa della sua rabbia, sostituì il linguaggio comune
con la molteplicità delle lingue, tema analogo a quello delle torre di Babele.
LE ORIGINI DEI SUMERI SECONDO SITCHIN
Decifrare le
tavolette d’argilla non è impresa facile. Uno dei pochi che possiede questa
capacità è il famoso studioso e professore Zecharia Sitchin, autore di libri
sulla civiltà sumera, tra cui Il pianeta
degli dei e Le astronavi del Sinai..
Sitchin sostiene che i Sumeri siano il prodotto dell’accoppiamento con una
razza aliena di aspetto simile al nostro (perché noi siamo “a loro immagine e
somiglianza”). Si tratterebbe di esseri intelligenti che i Sumeri chiamavano
Anunnaki (figli del dio An) e che la Bibbia chiama Nephilim. Erano giganti (Genesi 6,4) e venivano da un pianeta che ha
un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e
Giove ogni 3.600 anni: il dodicesimo pianeta. Praticamente secondo il professor
Sitchin la selezione naturale di Darwin c’è stata ed ha prodotto i primati
superiori dai quali discendiamo. Poi, grazie agli Anunnaki, c’è stato il salto
verso l’Homo sapiens.
Secondo la sua
teoria le cose sarebbero andate così: gli Anunnaki avrebbero iniziato a visitare la terra mezzo
milione di anni fa e le loro gesta sono quelle che leggiamo nell’Antico
Testamento o nel poema di Gilgamesh. In seguito avrebbero colonizzato la terra.
Avendo bisogno di persone che lavorassero nelle miniere in Africa avrebbero
creato “l’uomo” che corrisponde all’Homo sapiens, il quale fu generato
appositamente per lavorare nelle miniere. L’uomo sarebbe nato quindi
nell’attuale Africa, in corrispondenza con la teoria darwiniana.
Una volta
creato, l’uomo avrebbe avuto due opportunità:
1)
avrebbe carpito agli alieni il segreto per evolvere, cioè per non essere solo
un lavoratore
2)
le donne terrestri si sarebbero accoppiate con gli extraterrestri, infatti la
Bibbia riporta che: “gli dei si innamorarono delle figlie degli uomini”. In
Genesi (6, 2) leggiamo che “i
figli di Dio, vedendo che le figlie degli uomini erano adatte, si presero in
moglie tutte quelle che loro piacevano”. Da questo
accoppiamento sarebbero nati, secondo l’autore, i giganti, cioè una razza
perfetta (gli atlantidei erano dei giganti e forse anche i lemuri) e molti di
questi esseri divini (alieni) sarebbero ancora qui sulla terra.
Alcuni
sostengono che dall’accoppiamento tra un essere divino e un uomo nasca un
individuo biondo con gli occhi azzurri. Altri, di contro, sostengono che questo
tipo di individuo nasca dall’accoppiamento di due semidei. Cioè:
alieno
+ uomo= semidio 1
altro
alieno + altro uomo= semidio 2
semidio
1 + semidio 2= essere biondissimo con gli occhi azzurri.
(Naturalmente
ciò non deve portarci a supporre che tutte le persone bionde con gli occhi
azzurri siano semidei, anche se in questi ultimi anni, avvicinandoci alla
quarta dimensione, stanno nascendo molti individui con queste caratteristiche).
Qui
si rendono necessarie alcune riflessioni. Sul libro Antropologia degli alieni (M. Centini, D. Grezzo e D. Tacchino) vi
è una parte (scheda 9) in cui si parla di una tipologia di alieni descritti
come esseri biondi e asessuati, simili agli angeli. Troviamo anche un’immagine
ed è sorprendente constatare come l’espressione del viso di questi alieni e in
particolare i loro occhi (molto grandi) somiglino alle raffigurazioni dei
Sumeri presenti nel libro di Kramer. Le foto riportate nel saggio di Kramer,
nonché i miti dei Sumeri, lasciano molto spazio per pensare che la teoria di
Sitchin non sia affatto fantasiosa.
Drunvalo
Melquizedeq invece, in L’antico segreto
del fiore della vita propone una visione simile a quella di Sitchin ma con
una leggera variante: per lui noi siamo nati dall’accoppiamento di due razze aliene: gli Anunnaki
(tridimensionali) e i Siriani (quadrimensionali); anche questi ultimi erano dei
giganti. Duemila anni dopo questo accoppiamento sarebbero nati i primi
individui umani, precisamente a Gondwana,
isola (o area, non si sa di preciso se fosse un isola o un insieme di terre)
posta ad ovest dell’Africa e che oggi non esiste più. Non a caso i miti della
creazione di popoli occidentali africani asseriscono che essi hanno avuto
origine da un’isola, Gondwana, appunto. Ciò
troverebbe conferma ancora una volta nella tesi che sostiene che la razza umana
sia nata in Africa.
Secondo
Sitchin la razza umana è nata 300.000 anni fa. Secondo Melquizedeq 200.207 anni
fa.
Nel
testo di Kramer leggiamo che “alla base delle idee e dell’ideale etico dei
Sumeri era il ‘dogma’ che l’uomo fosse stato fatto di argilla per servire gli
dei”.
I
Sumeri hanno due poemi mitici che rispecchiano pienamente l’assunto di Sitchin.
Di questi poemi uno è interamente dedicato alla creazione dell’uomo, l’altro
illustra perché l’uomo è stato creato e parla di un contrasto tra due divinità
minori. Il primo poema spiega che prima della nascita dell’uomo furono creati
sei tipi di esseri imperfetti: gli ultimi due tipi erano una femmina sterile ed
un essere asessuato.
Questi
esseri imperfetti potrebbero essere quelli che noi conosciamo come uomini
primitivi?
Il
secondo poema mitico invece parla di due dei (il dio del bestiame Lahar e sua
sorella Ashnan, dea del grano) che furono creati nella sala di creazione degli
dei affinchè gli Anunnaki avessero di che nutrirsi e vestirsi. Questo poema ha
dunque portato i Sumeri a ritenere che l’uomo fosse nato per servire gli dei e
da ciò scaturì la loro devozione verso le divinità.
Come
possiamo notare, quindi, i miti dei Sumeri lasciano largo spazio affinché le
teorie di Sitchin e di Melquizedeq circa la creazione dell’uomo non vengano
accantonate come frutto di pura fantasia, anzi, comparando le varie fonti
possiamo notare che tutti i pezzetti del puzzle coincidono.
Per
la realizzazione di questo articolo si ringrazia Enrico Pantalone (http://www.enricopantalone.eu/) per avermi aiutata nella parte storica
fornendomi preziose nozioni.
Bibliografia:
Centini M.,
Grezzo D., Tacchino D. (1998) Antropologia
degli alieni, ed. Meb, Santarcangelo di Romagna, (RN)
Kramer, S. N. (1975) L’histoire
commence à Sumer, Librairie Arthaud, Paris; trad. it. (1997) I Sumeri alle radici
della storia, Grandi tascabili economici Newton (divisione della Newton e
Compton), Roma
Melquizedeq, D. (1998)Ancient secret of the flower of life, vol. I, Light Technology Publ. trad. it. (2001) L’antico segreto del fiore della vita – vol.
I, Macro edizioni, Diegaro di Cesena (FC)
Sitchin, Z. (1976) The
12th Planet; trad. it. (1998) Il
pianeta degli dei, ed. Piemme, Casale Monferrato (AL)
Storia e teoria dei sistemi di calcolo e di
comunicazione (materiale di supporto del corso omonimo, Università
degli studi di L’Aquila, facoltà di Lettere e filosofia, prof. Mario Di
Gregorio, A.A. 2004-2005)
Articolo:
Foschi, V. La Genesi http://www.daltramontoallalba.it/speciali/genesi.htm
Webgrafia:
http://www.lostinn.com/lworld/giganti.htm
Per
approfondimenti:
Sublash K,
Frawley D, Feurstein G (1995), In search
of the cradle of civilization; trad. it (1999) Antica India la culla della civiltà, Sperling & Kupfer editori,
Milano