I Templi di Luxor e
Karnak (ottava parte ‘Antica Civiltà Egizia-di Marisa Uberti)
Mentre la necropoli si
trova sulla Riva occidentale,dove il sole tramonta,i due maggiori Templi di
Karnak e Luxor si trovano su quella orientale.
Con una barca a
motore,che si prende appena scesi dalla zona della necropoli,si approda
sull'altra sponda,e si vedono le colonne del grande tempio in lontananza.Si
scende e ci si dirige a piedi davanti a due maestosi colossi seduti di RAMSES
II.
Il Tempio di LUXOR è uno splendido capolavoro,nel
quale quasi tutti i faraoni del Nuovo Regno vollero lasciare la propria
impronta per l'eternità.Fu iniziato da Amenhotep III (Amenophis,1391-1353
a.C.) e proseguito dai faraoni Horemhab e Tutankhamon (che subì una
damnatio memoriae perché collegato al faraone eretico Akhenaton e il suo nome
sostituito) ma soprattutto ampliato e abbellito da Ramesse II,figlio di Sethy
I .L’ingresso del tempio di Luxor si trovava a Nord ed era preceduto
da un viale di sfingi criocefale, che furono sostituite dal faraone Nectanebo
I con teste umane.Aveva un grande portale alto 24 metri e sul pilone erano
state incise le gesta epiche del grande Ramesse II(la Battaglia di
Quadesh) che combatte contro gli Ittiti. In origine l’ingresso aveva sei
statue colossali del faraone (in origine quattro sedute e due in piedi) e due
obelischi in granito.Oggi ne resta uno,a sinistra dell'entrata, poichè l'altro
fu donato da Mohamed Alì ai Francesi e ora si trova in Place de la
Concorde a Parigi.In cambio i Francesi donarono all’Egitto un orologio che
pare non abbia mai funzionato!
Il tempio venne realizzato per onorare la triade tebana:il
dio Amon, Mut e Khonsu.In egiziano il suo nome era ipet resyt che
significa ‘harem meridionale’.Qui si teneva la festa di rigenerazione
del faraone, detta di Opet, durante la quale il sovrano si
‘ricaricava di energia vitale’. La festa si celebrava partendo con una processione dal vicino tempio di
Karnak, portando una statua di Amon da quel luogo, attraverso il Nilo, fino
a Luxor. Era grande la considerazione che nei tempi antichi godette il tempio,
poiché Alessandro Magno lo restaurò e anche in epoca romana vennero
intrapresi lavori di sistemazione, mentre la sua decadenza cominciò con la
dominazione araba, subendo un graduale abbandono o uso improprio.Fu anche
oggetto di occupazione da parte di comunità cristiane, che ne cancellarono in
alcuni punti i geroglifici; al suo interno vi fu costruita anche una moschea,
nel XIII secolo.
Ha un cortile colonnato asimmetrico rispetto al
corpo che lo segue, probabilmente per rispettare il progetto originario voluto
da Tuthmosi III. Tutto è da ammirare: il cortile con le colonne a papiro
aperto,il lungo corridoio con le pareti istoriate dalle scene di processione della
barca solare durante la festa di Opet, a cui segue un grande cortile e una sala
ipostila, che precede il Santuario, la zona più importante del Tempio in cui
–nella zona più interna- si situava il Sancta Sanctorum,dove
solitamente stazionava la statua del dio o degli dei quando non si portavano in
processione e vi avevano accesso solo ed esclusivamente i sacerdoti addetti
alle funzioni sacre.
Il complesso architettonico di Karnak si trova a circa tre Km dal tempio di Luxor,al quale era collegato da un viale di sfingi che,tra le zampe,avevano una
statuetta del faraone,a simboleggiare la protezione sulla sua persona.Il
complesso è composto da tre zone recintate e distinte.La meglio conservata è
quella centrale,grazie all'imponente lavoro di restauro in continuo
svolgimento.Essa era destinata al culto del dio AMON,ed è orientata
secondo l'asse sud-est e nord-ovest;ha una forma trapezoidale ,ha
un recinto di mattoni crudi e presenta otto ingressi;a sinistra
si trova la zona dedicata al dio Montu, recintata da mattoni crudi;è la
più piccola ed ha forma quadrata, è in parte ancora da scavare .A destra,circa
a duecento metri,si trova la zona dedicata a Mut, che rimane tuttora da
esplorare, di forma trapezoidale, recintata da mattoni crudi.Il lago sacro fu
creato all'epoca del faraone Amenhotep III e serviva ai sacerdoti per
fare le abluzioni(purificazioni) quattro volte al giorno.
Ecco un simpatico
'amuleto',"lo scarabeo sacro",una scultura di notevoli
dimensioni posta su un basamento di pietra
Fu collocato qui da Amenophis
III ed è dedicato al dio Khepr, altra manifestazione del Sole.Una
leggenda lo lega alla fertilità:se si effettua un numero determinato
di giri attorno al basamento,entro l'anno si potrebbe vedere esaudita
l'aspirazione di divenire genitori. La grande sala
ipostila ospita 134 enormi colonne papiriformi,nelle quali ho
veramente 'sentito'la grandezza dell'antico popolo Egiziano. Ancora oggi,in
alcuni punti,sono incredibilmente presenti i colori originali(in alto).La zona
è chiamata con ragione "foresta di colonne":sono alte 23
metri,con una circonferenza dei capitelli (a papiro aperto) di 15 metri!La
parte centrale fu iniziata nel 1375 a.C. da Amenhotep III e fu concepita
con una altezza diversa dalle altre, cosicchè nella 'foresta' si crea un
sistema detto di "claustra",ovvero l'inserimento di
finestre larghe,' a giorno', in gres,che evocano- all'interno- un armonico
quanto enigmatico gioco di luci e di ombre. I templi di Karnak e
Luxor sono stati studiati da un punto di vista ‘alternativo’,penetrandone il
significato simbolico, da un erudito, Renè Schwaller de Lubicz, un uomo
affascinato da tutte le discipline ermetiche; fu esoterista e alchimista:Nato
nel 1885, si accostò alla geometria sacra fin dagli anni
'20-'30.Qualche tempo fa i suoi due poderosi volumi dedicati a Luxor,
intitolati ‘Il Tempio dell'Uomo’( pubblicati in Francia nel 1957)
sono stati tradotti in italiano e pubblicati anche nel nostro Paese per le
Edizioni Mediterranee. Questi lavori nacquero in seguito al suo soggiorno in
terra Egiziana,iniziato nel 1936,quando vi
si recò per trascorrervi le
vacanze, finendo per restarvi fino al 1954. Quindici anni,durante
i quali ebbe modo di studiare profondamente la civiltà Egzianza Antica,
attraverso l’analisi particolareggiata e ‘simbolica’ dei suoi monumenti.
Secondo lui,il tempio di LUXOR cela la "chiave" per penetrare la dottrina
degli Antichi.Egli fu uno dei primi a dire che la Sfinge presentava tracce
di erosione dovute a piogge torrenziali e a ipotizzare la presenza di una
'civiltà' precedente. Gli studiosi 'ufficiali'si fecero in quattro per
avvolgere l'opera dello studioso di assoluto silenzio affinchè l'opinione
pubblica non ne venisse nemmeno a conoscenza. Nel 2002 è uscito anche "I
Templi di Karnak", sempre della
medesima casa Editrice. Molti studiosi si stanno 'avvcinando'alle tesi
di de Lubicz e ne stanno traendo nuove ipotesi di lavoro.Ma di quale approccio
si tratta?Cosa vedeva Schwaller nell’architettura dei due maggiori templi
tebani? La sua teoria si basa sull’antropocosmo,letteralmente
significa Uomo-cosmo. Essere consapevoli di
questo,presuppone riuscire a penetrare dentro sè stessi e introdurci alla
"coscienza Suprema"che ci permette di essere "qui".Gli
Egiziani –secondo lo studioso- svilupparono una scienza che de Lubicz definì
'sacra' e che sta alla base della 'dottrina dell'Antropocosmo'. Il Tempio di
LUXOR fu,in origine, strutturato su 3 assi e ogni aggiunta successiva o
modifica, rispettò questo iniziale progetto. Inserite nel tempio, vi sarebbero le
proporzioni del corpo umano e delle sue funzioni creatrici superiori ,in
quanto l'Uomo è egli stesso INCARNAZIONE delle leggi della Creazione. In fondo
al tempio,inaccessibile ai profani,stava il 'SANCTA SANCTORUM', destinato ad
una ristretta elite di sacrdoti-Iniziati che poteva penetrare il 'MISTERO'. Qui
c'è la testa 'pensante', l'Uomo che si fa 'Verbo divino', l'Uomo-dio,
perchè ha raggiunto l'elevazione spirituale necessaria per essere simile
a lui.Questa filosofia la conoscevano non solo gli Egizi,ma la si deduce dai
codici Maya,dalle geometrie dell'architettura Indù,da quella Cinese e
certamente in molte altre sparse per il mondo.In base alle sue teorie,de
Lubicz ipotizzò che inseriti nei maggiori monumenti del pianeta ci sono dei
codici matematici comuni,semplici e naturali perché riprodurrebbero in scala
armonica le Leggi divine della
Creazione.Dio ha fatto il mondo secondo numero,peso e misura.La lettura
dei testi di de Lubicz non è facile ma può aiutare l’interessato a queste
tematiche,che semplificando abbiamo chiamato di ‘geometria sacra’, ad
accostarsi con gli strumenti giusti. (Marisa Uberti http://www.duepassinelmistero.com)