La fine dell’Ordine Teutonico
Tannenberg, 15 Luglio 1410: questa
data segna il crollo del potere dell’Ordine Teutonico nei territori ad est
dell’Elba a vantaggio della nascente potenza degli Junkers e della Prussia
Il Gran Maestro Ulrich von Jungingen , eletto nel
1407, manifestò l’intenzione di annettersi ancor più territorio polacco-lituano
per parare i colpi delle perdite di alcune città baltiche che si erano liberate
dal loro giogo ed erano andate ad infoltire le file delle città-stato
anseatiche grazie anche all’unioni sotto Enrico XIII delle tre corone
scandinave.
Il Gran Maestro decise d’invadere ed occupare le
terre polacche di Dobrin e tutte le fortificazioni connesse.
Il granduca di Lituania, Vitoldo, e suo cugino
Ladislao II Jagellone re di Polonia, decisero allora di unirsi e far fronte
comune contro il nemico germanico.
Nei pressi della cittadina polacca si potevano
contare questi effettivi schierati dalle parti.
L’Ordine contava su 20000 uomini, tutti cavalieri
(tra nobili, fratelli e nobilitati), di cui 8000 dovevano essere probabilmente
mercenari.
Ladislao e Vitoldo, unirono le loro forze e poterono
contare su circa 30000 uomini, di cui la metà armata molto male e forse senza
neanche le spade: doveva trattarsi dunque d’esercito di “popolo” inteso che
ognuno sentiva la necessità di partecipare.
I due sovrani s’incontrarono sulla
Vistola, vicino Varsavia, tra gente
entusiasta e tripudio generale: questa fu già una vittoria ancor prima
d’iniziare i combattimenti.
Il 15 luglio i due eserciti si trovarono di fronte
nella vasta pianura polacca.
La fanteria polacco-lituana formata dai volenterosi,
ma male armati contadini era disposta su tre file ed anche i tedeschi si
schierarono in tal guisa ma poi quest’ultimi passarono a due schiere essendo
meno numerosi.
La battaglia durò quasi nove ore, un record per il
tempo, sotto un diluvio battente che rese inutilizzabili i cannoni o in ogni
modo le primitive armi da fuoco.
I primi scontri furono favorevoli alla cavalleria
teutonica che sfondò verso la sua sinistra, mentre le truppe lituane si
ritiravano nell’adiacente boscaglia, questo fece commettere un errore di
valutazione ai comandanti tedeschi che per inseguirli con la loro potente ma
pesante e lenta cavalleria sguarnirono il loro fianco destro.
In realtà il ritiro lituano fu un tranello entro cui
i teutonici caddero in pieno (la loro superbia non li risparmiò nemmeno questa
volta).
I lituani allora attaccarono il
debole lato destro tedesco, ma trovarono un’orgogliosa resistenza e questo
diede modo alla cavalleria che si era gettata all’inseguimento dei cavalieri
lituani di tornare nelle posizioni primitive: si era in una fase di stallo
dunque e le sortite non avevano dato in nessun caso i frutti desiderati.
Ladislao decise di gettare tutti i suoi uomini e
quelli polacchi contro quella cavalleria che stava tornando sulle posizioni
iniziali: la forze equestri polacche (fresche e tenute di riserva) e quelle
leggere lituane questa volta colpirono nel segno: i teutonici non risposero
oramai privi di forze e fu strage, caddero quasi tutti.
Oramai restavano solo le forze
mercenarie, i sergenti, alcuni rappresentanti della cavalleria e tutta la corte
teutonica Gran Maestro compreso.
Per le forze lituano-polacche ebbero facile gioco di
questi combattenti e nessuno si salvò dalla morte, anche Jungingen
morì sul campo: la pietà d’aver salva la vita fu concessa a non più di qualche
centinaia d’uomini e tutti non nobili.
Per l’Ordine fu l’inizio del crollo socio-politico e
non si riprese mai più dal colpo subito.
Era la fine del colonialismo crociato dell’Europa
orientale.