LE LINGUE
SEMITICHE di Elisa Caimi
Dopo studi ancora frammentari e
di nessuna certezza, possiamo al livello portato avanti fino ad oggi,
classificare le varie lingue semitiche in uno schema.
Distinguiamo da un fantomatico protosemitico, le lingue semitiche dell’Est e dell’Ovest
(che a loro volta si dividono in centrali e del sud).
Tra le lingue semitiche dell’Est sono comprese lingue per lo piu’ a carattere cuneiforme: Accadico, Assiro, Babilonese.
- Accadico: la terminologia deriva da Akkad,
citta’ fondata da Sargon.
In senso ristretto e’ la fase semitica piu’
antica detta paleoaccadico o antico accadico. La fase piu’ antica dell’accadico dura fino all’arrivo degli amorrei, nel 1950. Con il loro arrivo non prevale l’amorreo, ma nascono due diverse forme di accadico:
-
Babilonese (al
Sud)
-
Assiro (al Nord)
L’Accadico
e’ la lingua internazionale di tutto l’oriente fino alla fine dell’eta’ del
Bronzo/ferro..
con l’invasione degli Aramei (dalla Siria) e dei Caldei (dal golfo persico).
Nel VI secolo poi l’Aramaico
si sostituira’ al babilonese creando diversi
dialetti.
La simbiosi di accadico e semitico (presentato dall’invasione amorrea) si nota molto bene
nella
lingua e soprattutto nella scrittura (vale il principio logografico
sumerico-ogni segno
era una
sillaba, a cui veniva dato anche valore semitico- e i fonemi sumerici erano usati dagli
amorrei).
- Babilonese:
si divide in:
-
Antico (dinastia Hammurapi,
fino 1950-1590)
-
Medio (dinastia Cassita,
1590-1000)
-
Neo Babilonese o Tardo Babilonese, conservatore
con caratteristiche di Arameo.
- Assiro: presenta caratterio piu’ arcaici del Babilonese, forse ha subito influssi
dal neo babilonese ed e’ da collegare con l’antico accadico.
Si divide in:
-
Assiro antico
(1950-1750).
-
Assiro medio
(1500-1000).
-
Assiro recente o neoassiro (fino al 600 a.C. la lingua poi scompare con
la distruzione degli Assiri).
Quelle di Ovest sono divise in centrali e del
sud; tra le centrali ricordiamo quelle che fanno parte del semitico
nord-occidentale:
- Eblaita: e’ la lingua semitica scoperta piu’ di recente (1974), ed e’ diversa da accadico
e amorreo. E’ stata scoperta in Siria, nel sito
di Tel Mardikh. Si estende per tutta la siria e arriva in Mesopotamia
fino a Kis. E’ del III
millennio a.C. Ha un contesto grafico sumerico
anche se viene letta in semitico. E’ la prima lingua semitica scritta (in
cuneiforme), nella II meta’ del III millennio.. poi avverra’la conquista
Babilonese accanto all’Accadico la lingua scritta
sara’ il Babilonese. Dell’Eblita
ci restano vocabolari in sumerico/semitico.
- Ugaritico: e’ la lingua di Ugarit,
in Siria, dal XIV al XIII secolo. Scoperta nel 1928, a Ras Samra. E’ dato dalla sovrapposizione di caratteri Amorrei con uno strato linguistico semitico arcaico.
Di testi conservati abbiamo poetica e mitologia di Baal e Keret (piu’ arcaicizzante) e testi amministrativi (con
influssi hurriti): rappresentano comunque
cultura cananea. La scrittura era cuneiforme
(per influsso babilonese) scritta con stilo e argilla. A differenza del
babilonese, pero’, i segni sono molto piu’ semplificati e ridotti di numero (usano il
principio monoconsonantico della scrittura cananea).
- Iscrizioni protosinaitiche:
sono una 50ina di iscrizioni
trovate nella penisola del Sinai, dove c’erano le miniere di turchese
egiziane. Qui e’ stato trovato un santuario
rupestre in cui c’erano iscrizioni consonantiche di ispirazione egiziana.
Questa lingua non e’ stata del tutto decifrata
tuttora.. doveva essere una lingua parlata in Palestina meridionale sotto
dominio egiziano. E’stato ritrovato un alfabetario in ugaritico
ridotto, a Bet Semes
(XIII sec), con ordine alfabetico semitico meridionale (questo fa pensare
che qui doveva esserci un modello particolare di Cananeo
dunque, che conviveva li’ con un tipo nordarabico).
- Amorreo: la
definizione nasce dal termine babilonese che indicava l’occidente (“Hamurru”). Non fu mai scritto era una lingua parlata
dalle popolazioni seminomadi di Siria, semitiche, della II meta’ del III millennio alla II meta’
del II millennio. Quando si sedentarizzano
in Mesopotamia e Siria scrivono comunque in Babilonese. Conosciamo l’Amorreo dall’onomastica (sappiamo che era composto da brevi frasi nominali e verbali): abbiamo fonti mesopotamiche cuneiformi che ce lo dimostrano (III
dinastia di Ur/antico Babilonese) e fonti egiziane (testi di esacrazione/maledizione) in scrittura consonantica.
Non ne conosciamo le varianti dialettali anche se
si suppone ci fossero causa loro suddivisione in Clan.
- Cananaico: lingue della terra di Caanan
(dalla regione costiera di Gaza a Sud a Tell Sukas/Hama, a Nord).
Dal III al I millennio era la lingua parlata
genericamente nella costa e nell’entroterra; dal I millennio con la caduta
dell’impero babilonese si differenziano varie tribu’
(Sidoni, Giudei, Filistei..). Il cananaico ha origini semitiche antichissime fin dal IV millennio, con forti influssi egiziani. Per la
fase pre-amorrea parliamo di “cananeo”, con relativa tradizione scritta. Per la fase
amorrea (dal II secolo
in poi, con influssi piu’ arcaici semitici, come
eblaita e accadico)
parliamo invece di “cananaico” (quello che sara’ fenicio). Abbiamo
molte varieta’ locali per motivi storici (era
zona di passaggio):
-
Cananaico meridionale: (attestato in Palestina, XIV-XIII
secolo, con iscrizioni di Lakis, frecce di el –Khadr
a Betlemme, vocabolari del XIII di Tel Afaq, glosse amarniane e calendari del X di Gezer).
-
Fenicio (=cananaico; abbiamo glosse amarniane,
testi in scrittura ugaritica- Kamid
el Loz, Sarepta
del XIII secolo) e a sua volta il fenicio si distingue per quattro varieta’ di dialetti interni: Sidonio (attestato a Tiro,
colonia di Sidone,alla fine
del II millennio e a Sidone stessa, da cui poi derivera’ il punico nel V secolo-lingua giuridica
nell’Africa romana), Gublita
(a Biblo, XIII secolo testimoniato dal sarcofago di Ahiram), Fenicio
settentrionale (iscrizioni di colonie, Arado), Fenicio Meridionale (Libano e Palestina
nel I millennio: e’ la lingua parlata dai Filistei, forse anche scritta,
testimoniata nell’Ostraka di Samaria
e nelle iscrizioni ammonitiche), poi abbiamo varieta’ minori (a Cipro, Ur-iscrizioni-
e Arslan Tas-incantesimi-).
Il fenicio nasce come scrittura sillabica compendiaria
ed e’ resa realmente alfabetica dai Greci.Il
principio consonantico lo riprende dalla scrittura egiziana, valorizzato nella
terra di Canaan nel II
millennio e elaborato nel Sinai (che portera’ alla
formazione delle lingue protosinaitiche). La forma
dei segni sembra derivi dalla scrittura pseudogeroglifica
di Biblo (XIV sec) che a sua volta doveva aver
ripreso da un modello palestinese arcaico con rimanenze nel
XIV e XIII. Il fenicio fu un alfabeto per scrittura consonantica riconducibile
all’egizio, per i segni forse c’era un rimando al calendario arcaico, e forse qualcosa
di acrostico, o legame tra segno e suono.
-
Moabitico
(sappiamo ben poco abbiamola stele di Mesa del 840°.C., scoperta nel 1868)
-
Ebraico,
attestato nel X secolo a Gerusalemme ma non lingua
originaria delle tribu’ sedentarie. E’ sicuramente la
lingua degli Israeliti del sud. Nel 586, con contatto Aramaico,
nasce l’ebraico rabbinico. Nel 1948 siamo a conoscenza di un ebraico
israeliano, quello tutt’oggi
ancora parlato (l’ebraico sviluppato con elementi europei- fonetici,
morfologici, di sintassi, lessico- inseriti nel modello dell’ebraico medievale
di pronuncia sefardita.). Nell’eta’
alto medievale si sviluppano piu’ tradizioni di ebraico (a seconda della vocalizzazione):
tradizione tiberiense (piu’
recente e accettata coma valida per motivi teologici), palestinese, samaritana
e babilonese. La scrittura inizialmente era fenicia consonantica, ma in eta’ ellenistica ci sono influssi aramei
con l’aggiunta di segni consonantici con valore vocalico (matres
lectionis). Dal II millennio
al I millennio si ha una schematizzazione del fenicio in base all’antica
scrittura fenicia di base (Qumran, o monete).
- Yahudico: e’la lingua attestata a Sam’al
(Turchia sud-occidentale).Abbiamo iscrizioni dell’VIII secolo. E’ lingua
scritta in alfabeto fenicio, parlata da genti semitiche nord occidentali, sedentarizzate alla fine del
II inizio I millennio a.C. a nord-ovest dell’area semitica (zona linguisticamente anatolica).
Presenta caratteri diversi dall’aramaico.
- Aramaico: l’Aramaico inizia ad
esistere dagli inizi del I millennio e continua la sua tradizione perfino
fino a oggi. Abbiamo diversi tipi di Aramaico:
-
Aramaico Antico (dall’VIII secolo fino alla
fine dell’indipendenza degli stati aramei) che e’ una lingua epigrafica, di Siria e Assiria,
con influssi da fenicio e Assiro a seconda delle
zone.
-
Aramaico d’Impero, dall’eta’
ellenistica, che era un aramaico di variante assira (lingua franca degli imperi assiro,
neobabilonese e persiano- la lingua dell’impero assiro Achemenide-Partico). Da
questo filone si sviluppano nuovi sistemi di scrittura (dei Nabatei,
Palmireni, Edesseni...) e
specifica letteratura in Aramaico. Nelle zone
periferiche (localita’ medio-iraniche)
si usano logogrammi aramei.
Di iscrizioni abbiamo i papiri di Elefantina
e di letteratura ricordiamo il ciclo di “Enoc”.
-
Nabateo,
che conosciamo grazie ai papiri e al materiale epigrafico di quest’area, e grazie alle carovaniere palestinesi e del
Sinai (popolazioni sociologicamente arabe ma linguisticamente aramaiche).
-
Palmireno,
lingua epigrafica, di Palmira. E’ la prima lingua semitica conosciuta (1616) e
decifrata (1754).
-
Hatreo
(da Hatra, nella Mesopotamia
del Nord)
-
Aramaico Giudaico (l’aramaico
usato da Daniele, di Qumran, per Talmud, coppe
magiche...).. e un’altra forma chiamata Aramaico Samaritano, che non e’ che una variante della
lingua fenicia riesumata dagli ebrei del Nord (con la quale e’ stato scritto il
Pentateuco,iscrizioni di IV secolo..) e scritta dal I secolo in poi.
-
Aramaico cristiano palestinese, del V secolo,
liturgico. Ha un tipo di scrittura siriaca (melkita)
-
Siriaco
(da Edessa in Turchia), abbiamo iscrizioni dall’eta’ cristiana, la letteratura dal
II secolo ( piu’ specificatamente l’abbiamo dal IV
secolo all’VIII). Col Nestorianesimo (VII-VIII sec),
il Siriaco si diffonde in Asia centrale e in Cina.
Oggi e’ piu’ una lingua liturgica e letteraria. Il Siriaco era scritto in una lingua corsiva detta “estrangela”, una lingua affine al palmireno
(che fu scritta in maniera differente da giacobiti,
in zona occidentale, col “serto”, e dai nestoriani in
oriente).
-
Mandaico,
lingua di Mesopotamia e Iran occidentale, lingua dei Mandei (gnostico-cristiani).. dura fino ad oggi. E’ una scrittura che deriva dalle
cancellerie achemenidi. Di questa lingua abbiamo
epigrafi e coppe scritte.
-
Neoaramaico occidentale, parlato nelle isole arameofone antilibanesi (a Nord di Damasco).
-
Neoaramaico orientale (neosiriaco), parlato nelle zone di confine con la
Turchia/ex unione sovietica. E’ una lingua letteraria dal
XIX secolo, per i missionari cristiani inglesi. Ha affinita’
con il Siriaco (per la scrittura) ma nasce piu’ da parlate aramaiche
settentrionali.Questa lingua nasce in aree non
originariamente semitiche, e costituira’ i dialetti di Urmia, Salamas,
Van, Mossul, Zakho.
- Deir’Alla: e’ un’iscrizione del 700 a.C. circa, ritrovata in
Giordania e pubblicata nel 1976. E’ una lingua con caratteri comuni all’aramaico ma non lo e’.
- NordArabico:
tra il 9 e il 6 secolo in Mesopotamia, Iran
occidentale, Arabia nord-Orientale sono state trovate iscrizioni, una
serie di documenti epigrafici (di scrittura consonantica diversa da
fenicio e diversa da aramaico). Allwright, nel 1952, definisce queste iscrizioni Caldee o Protoarabe, cioe’ la prima manifestazione linguistica tra cananaico e semitico meridionale. Questa e’ la zona dove
si hanno tracce piu’ antiche della domesticazione del cammello. Ci sono varianti distinte
in base alla grafia per i dialetti nordarabici:
-
iscrizioni di Teima(Nabonedo)
-
iscrizioni di Dedan, le lihyanitiche (dal
nome della dinastia)
-
iscrizioni thamudene, da Thamud, tribu’ importante (iscrizioni su tutta l’area araba e
addirittura in Egitto- dal 5 a.C. al 5 d.C.). Ha
caratteri protoarabi.
-
Haseo, (da hasa, regione sul golfo persico) che ha caratteri sudarabici ma
di lingua e’ nordarabica.
-
Iscrizioni safaitiche
(in Siria), una scrittura sviluppata dalla thamudena
Tra le lingue del sud ricordiamo il filone sudarabico
(con arabo e anche himyaritico) e quello
dell’Etiopico (con varianti dialettali e lingue da esso
derivate: Amarico, Guraghe’,
Gafat, Hararino);
- Arabo: lingua
del III secolo, caratterizzata da articolo prepositivo AL- (da iscrizioni nabatee in Sinai e sudarabiche).
Il piu’ antico documento in Arabo e’ l’iscrizione funeraria Imru
al-Qai, poi abbiamo la testimonianza antica
della dea araba Al-Ilat. Questa lingua emerge
nel 5 secolo, nella penisola in cui dominavano nordarabico
e sudarabico, anche se la sua storia parte dal
7’ secolo.. Poi avverra’
la predicazione di Maometto (610-632) e l’arabo verra’
messo per iscritto con la tradizione del Corano. L’Arabo letterario ha
radici in parlate arabe diverse tra loro che hanno punto di contatto nella
poesia. Nel 4 secolo avviene il passaggio dall’arabo classico all’arabo
moderno Questa
lingua ha due dialetti principali:
-
Dialetto Beduino
(varieta’ siro arabe, mesopotamiche e magrebine)
-
Dailetto sedentario (dell’Arabia, Iraq, Uzbekistan, siro-palestinesi,
Libanesi, egiziani, sudanesi...)
La scrittura e’ consonantica con
influssi fenici, nabatei antichi e siriaci. Introduce matres
Lectionis.
La scrittura araba monumentale (molto decorata di fiori e foglie, verticale) e’ la
“cufica”
(da citta’ di Cufa, in
Iraq). Quella corsiva e’ del XI secolo ed e’ in uso
tuttora.
- Sudarabico: lingua parlata nello Yemen
e Hadramaut (a sud ovest della penisola araba).
Ha origine nel II millennio con influssi di
lingue nordarabiche, e ha modo di svilupparsi
grazie ai commerci dei beduini che
commerciavano spezie, portavano influssi Mesopotamici
e Siriaci (si vede dalle opere di canalizzazione
acqua, dighe...) nel sud dell’arabia. Un filone
del sudarabico si instaurera’ anche in Etiopia. Nel sud dell’arabia avremo vari dialetti diversi:
-
sabeo
(il piu’ durevole e radicato, dura 1000 anni)
-
Mineo (dal nord dello yemen, esportato a nord dai carovanieri e anche a Dedan, in Egitto e a Delo)
-
Qatabanico, dello yemen dell’Est
-
Hadramutico, di Hadramaut.
Le lingue sudarabiche cederanno poi all’arabo e al nordarabico. Da relitti sudarabici
delle coste di Hadramaut a Dhofar
e isola di Soqotra abbiamo
iscrizioni con i dialetti:
-Mehri (da una popolazione hadramutica,
Mehrah) + dialetto Harsusi
e Bathari.
-Gibbali (isole Dhofar e Kuria Muzia)
-Soqotri (isola Soqotra).
- Himyaritico: dialetto in comune con Sudarabico
e Arabo (ha forti influssi da questo). E’ del periodo islamico.
- Etiopico: l’etiopico
deriva da lingue sudarabiche e arriva in Etiopia
con movimenti semitici diversi nel tempo e nello spazio. Poco prima del I millennio a.C., le
popolazioni semitiche si fondono con quelle locali. In etiopia
arriva la scrittura che a differenza di quella semitica va da sinistra
verso destra. Con la cristianizzazione dell’Etiopia (avvenuta nel 4 secolo
grazie a re Zano), l’etiopia
del nord diventa
cristiana, restando in contatto con Axum (citta’ molto importante che dominava tutta la penisola
Araba fino allo Yemen)e col Mediterraneo; l’etiopia del sud, invece, resta tagliata fuori dal
Mediterraneo e subisce un’islamizzazione. Qui si
sviluppa l’Hamarico (delle genti di Hamara, dinastia salomonide).
La lingua classica dell’Etiopia e’ il Ge’ez (dalla tribu’
di Ag’aziyan). Abbiamo scritture monumentali in
questa lingua, del 3 secolo (tra le quali una del re Exana,
che riporta testo greco, etiopico, sudarabico)
oppure epigrafi (graffiti) di varieta’ etiopi di
thamudeno con influssi sudarabici.
Come lingua parlata ha forti influssi sudarabici,
come lingua letteraria dura fino al XIX secolo,
come lingua liturgica esiste ancora.. ma la lingua parlata e’ evoluta fino
a creare una variante detta “tigrino”(tigrai o tigrigna) parlata anch’essa dove si parlava il Ge’ez e scritta fino al XIX secolo. Abbiamo poi il Tigre’ , altra forma moderna di
influsso Arabo e Islamico, variante del Ge’ez ma
solo parlato e mai scritto. La scrittura etiope e’
di derivazione nordarabica thamudena,
fino al IV secolo e’ consonantica e poi con Ezana
viene introdotta la scrittura sillabica su modello indiano (v.sanscrito).
- Amarico: della popolazione di Amhara, prima lingua dell’etiopia
meridionale conosciuta. La piu’ antica
testimonianza e’ del XIII secolo, durante la dinastia Salomonide.
Nel XIV secolo venivano redatti in questa lingua
testi per controbattere la propaganda dell’Islam. A meta’
del XIX secolo era diventata la lingua ufficiale
dell’Etiopia. Era una scrittura sillabica con segni in piu’
per esprimere fonemi nuovi. Una variante dell’Amarico
e’ costituita da una lingua etiope centrale, l’Argobba, ancora parlata a nord di Addis Abeba.
- Guraghie’: e’ parlato nella
regione sud ovest di Addis Abeba; in questo filone sono stati identificati
alcuni dialetti etiopici meridionali che sembrano piu’
essere rimanenze di diverse lingue. Sono parlati e non scritti. Abbiamo:
-
Guraghie’ orientale
(forse separato dall’hararino con l’intrusione cuscitico-galla del XVI secolo).
-
Guraghie’
settentrionale (di Zoddo, connesso con Gafat).
-
Guraghie’
occidentale (autonomo, con variazioni dialettali).
- Gafat: parlato in Etiopia del sud (Goggiam
o Addis Abeba), estintosi recentemente.
Di questo abbiamo un unico manoscritto del 17/18 secolo, di una versione
del Cantico dei Cantici.
- Hararino: parlato nell’Etiopia meridionale, in lotta
contro i cristiani. Lingua di Harar , citta’ musulmana piu’ importante d’Etiopia. E’ parlato ancora oggi, ma
e’ in regresso.