Raza, una storia franchista di Enrico Pantalone
116’ (1942)
Regia: Josè Luis Saenz de Heredia
Cast: Alfredo Mayo,
Ana Mariscal, Josè Nieto
Sorta di splendida
ed irripetibile biografia del Caudillo, il Generale
Francisco Franco ottenuta attraverso la narrazione della saga famigliare che ha
fatto dell’hispanidad, dell’amore patrio, della carriera militare e dei suoi
coraggiosi vincoli d’eticità e saldezza morale il fulcro della vita per le sue
generazioni nel corso dei secoli..
Il film fu tratto
dal romanzo scritto dal Generale con lo pseudonimo di Jaime de Andrare ed edito l’anno precedente alla sua apparizione sugli
schermi spagnoli, in realtà non è nemmeno un vero e proprio romanzo, ma
concepito principalmente come sceneggiatura a cui furono aggiunte delle parti
per renderlo più facile alla lettura come testo.
Il Caudillo non
sceglie una via facile, non narra la sua vita, la sua storia o di come ha
raggiunto il potere, egli preferisce affidarsi al suo alter-ego Josè Churruca,
uno dei figli del Capitano di Marina Pedro Churruca che nell’arco del libro
e del romanzo incarnerà l’eroe positivo in contrapposizione al fratello Pedro,
a sua volta visto inizialmente come il personaggio negativo, ma valorizzato
alla fine.
La parte
preponderante del film si ha ovviamente con la guerra civile, dove i valori
incarnati dal Franchismo, fedeli alla figura dell’almogavar, il soldato
spagnolo per eccellenza, etico, spartano, legionario, sempre pronto a missioni
difficili, innamorato delle grandi imprese del passato di questa nazione,
vengono enunciati chiaramente e senza nessuna sorta di fraintendimento,
tuttavia senza mai scadere nel banale: Dio, Patria e Famiglia sono le virtù a
cui s’attiene il film (ed il libro) per tutta la sua durata.
Josè Churruca,
cresciuto all’ombra della grande figura paterna
incarna la Spagna secondo il modello a cui s’ispira il militarismo del Generale
Franco, cioè l’abbracciare le cause più nobili in maniera disinteressata, come
solo un soldato può fare in contrapposizione ai politicanti da strapazzo tutti
tesi ad accaparrarsi una poltrona, e nel film essi siano di sinistra o di
destra vengono trattati alla stessa maniera, cioè come dei pedanti burocrati di
cui diffidare (o d’eliminare…. a seconda del caso).
Pedro Churruca per
contro s’arruola nelle file opposte, allontanandosi dagli ideali del padre e
mantenendo un atteggiamento incerto per tutta la durata del film, infatti pur essendo un bastian contrario non diventa mai un
antagonista, pur risultando per una buona parte della pellicola “il cattivo”
non riesce mai a convincere in questa parte, né l’autore lo spinge da questo
punto di vista, sembra più un disadattato piuttosto che un rivoluzionario.
Josè viene catturato dai repubblicani mentre deve portare un
messaggio al Generale Fanjul ed ovviamente viene immediatamente condannato a
morte, superba la scena della sua confessione all’interno della cella prima
dell’esecuzione, una Croce riflessa sul muro indica che la sua scelta
coraggiosa sarà premiata con l’Eternità, ma nonostante la fucilazione non
morirà, il suo corpo verrà portato dalla fidanzata Marisol presso un medico che
pur se repubblicano onorerà il suo mandato (e l’autore lo sottolinea, secondo i
suoi ideali merita il massimo dei plausi un’azione del genere) e lo guarirà.
Luis Echeverria
marito dell’unica figlia dei Churruca, Isabelita, anche lui ufficiale
franchista, è la persone che incarna un uomo
qualunque, capace di riuscire a vivere una vita quasi normale con la moglie
ed figli che abitano a Bilbao.
I miliziani
repubblicani assaltano il convento del fratello più piccolo della famiglia, Jame,divenuto monaco, lo devastano e fucilano tutti i frati compreso
l’ultimo dei Churruca sulla spiaggia vicina tra le onde del mare spumeggianti mentre
stanno cantando inni sacri, Pedro informato non riesce ad evitare il massacro,
oramai è un ufficiale repubblicano a Barcellona e mira a divenire deputato, ma
proprio in questo frangente sente il richiamo della famiglia e dell’onore, la
morte del “piccolo.Jaime” per lui è un colpo mortale, comprende di trovarsi
dalla parte sbagliata, e grazie all’aiuto d’una spia franchista passa del
materiale decisivo sui movimenti delle truppe miliziane, sa che attraverso la
sua condanna sicura una volta scoperto salderà il suo debito, tratto tipico
della società spartana, il riscatto attraverso una sicura morte.
Pedro con
un’arringa profonda ed acuta, dopo essere stato scoperto, ritrova davanti al
tribunale di guerra l’orgoglio della sua famiglia, dei suoi
antenati, sa di dover morire, sa che sarà fucilato, ma affronta l’idea come un
Churruca sa fare, in maniera nobile, sembra un hidalgos del rinascimento, duro
e con un profondo senso del dovere, non risparmia critiche ai suoi ex
commilitoni, destinati secondo lui a perdere la guerra per la mancanza d’ideali
puri e contrari alla loro patria.
E come aveva predetto Pedro, il Generale Franco vince la guerra e
finalmente le sue armate possono sfilare a Madrid, Josè e Luis con i loro
battaglioni partecipano anch’essi alla parata mentre un flash-back fa rivedere
tutti i protagonisti del film anche se la riflessione finale viene lasciata a
Isabelita che avvolgendo il figlio con le braccia gli ricorda quale spirito
animi questa razza (raza), quella dei Churruca.
Qualche
considerazione finale: nessuno in Spagna ha mai “cancellato” questo film,
nemmeno dopo la morte del Caudillo e l’avvento della democrazia parlamentare,
il motivo è semplice, non è un film panegirico sulla figura del Generale
Franco, è una storia di una famiglia come ne sono esistite altre in altri film
di nazionalità diversa (pensiamo a quella americana di
Beau Geste per esempio), un film costruito molto bene ed interessante, una
storia diversa da quelle che siamo abituati a vedere soprattutto al giorno
d’oggi.