Religioni e filosofie nell’estremo Oriente
di
Leonella Cardarelli
leonellacardarelli@virgilio.it
“L’Asia è come un grande contenitore in cui
noi inseriamo tutto ciò che è diverso da noi” disse a lezione il mio docente di
storia dell’Asia. Per noi l’Asia è diversità, non solo somatica (rispetto a
noi) ma soprattutto culturale. Le loro concezioni filosofiche e religiose potrebbero
essere per noi un completamento e si fondano su un rapporto olistico dell’universo
in cui uomo e cosmo fanno parte di un unico essere. Ad esempio per gli
orientali la medicina non è rivolta solo al corpo ma a tutto l’essere: in Cina
non si può parlare di medicina senza parlare di filosofia.
Esaminiamo ora le varie correnti religiose e
filosofiche dell’estremo oriente.
CINA
In Cina, oggi, abbiamo 240 milioni di
buddisti e 240 milioni di taoisti; 40 milioni di cristiani e 20 milioni di
musulmani. Il taoismo in realtà non è proprio una religione ma è più una
filosofia. A dire il vero in tutto l’Oriente bisognerebbe parlare più di
filosofie che di sistemi religiosi poiché la religione come la intendiamo noi
non trova un suo preciso corrispettivo nell’Oriente stesso. Un tempo inCina
c’erano solo il confucianesimo, che via via ha perso importanza, e il taoismo.
Esaminiamo meglio queste correnti.
Confucianesimo
Si sostiene che i cinesi siano
“geneticamente confuciani” e che siano confuciani in pubblico e taoisti nel
privato.
Il confucianesimo è una filosofia morale,
non una religione. Fu fondato da Confucio (vero nome Kong Fuzi) nato nel
L’obiettivo di Confucio era far rivivere il
passato, recuperando le antiche istituzioni e gli antichi valori. In questo
modo, secondo lui, si poteva arrivare ad un’armonia universale, cioè a ciò che
i taoisti chiamano Tao. Per i confuciani il Tao è l’obiettivo; per i taoisti è
il punto di partenza. Confucio, quindi, non si è presentato come il fondatore
di una corrente di pensiero bensì come un mediatore tra gli antichi e il popolo
cinese.
Per Confucio l’uomo è essenzialmente buono e
per far sviluppare appieno questa bontà esso va educato con il buon esempio (il
buon esempio per Confucio era quello degli antichi). Da ciò si evince anche il
motivo per cui i cinesi sono così abili nel copiare ed abbiano poco sviluppato
la loro originalità: perché il confucianesimo li portava a copiare i modelli
del passato.
Il confucianesimo si basa quindi sul
rispetto della famiglia e dei superiori e sull’insegnamento a coloro che
gerarchicamente sono “inferiori” a noi. Così Confucio dichiarò che esistono
cinque tipi di relazioni: padre-figlio, re-suddito, marito-moglie, fratello
maggiore-fratello minore, amico-amica. Di queste relazioni solo l’ultima è
paritaria, tutte le altre sono gerarchiche.
Il confucianesimo non si è mai interessato
molto all’individuo in sé e per sé: per questa filosofia infatti l’individuo ha
importanza solo perché fa parte di una società, cioè è la società che conta.
Il confucianesimo ha perso molta della sua
importanza ma i cinesi restano comunque confuciani.
Taoismo
Il taoismo è la più antica religione
propriamente cinese e si originò dallo sciamanesimo. Non è considerata una
religione in senso stretto in quanto non c’è un dio da adorare e non vi è
alcuna subalternità. La parola TAO significa via, cammino ideale e questo cammino è dato dall’equilibrio di due
energie opposte: yin e yang. Lo yin è l’energia femminile, lo yang quella
maschile. Da questa distinzione ne partono altre:
YIN
(energia femminile)
Luna
Passività (nel senso di ricezione, con cui
si intende anche la ricezione in ambito sessuale)
Polarità negativa
YANG (energia maschile)
Sole
Attività
Polarità positiva
Se c’è eccesso di yin o di yang si crea un
danno, ad esempio troppo Sole (quindi troppo yang) porta a una siccità.
I cinesi ricercano ovunque l’equilibrio tra
yin e yang, ad esempio anche in cucina loro dividono i cibi in yin e yang, li
cuociono con metodi yin o yang ed iniziano i pasti con cibi yang terminandoli
con cibi yin. Anche la bellezza artistica è data dall’equilibrio tra yin e
yang.
Questa complementarietà è per i cinesi la
legge stessa della natura. Per i taoisti non c’è nulla di veramente assoluto,
tutto è collegato, tutto è uno, tutto è interdipendente. Perciò i cinesi non
hanno mai sviluppato una religione monoteistica come quella occidentale e per
loro il cristianesimo era difficile da concepire. Questa loro non comprensione
del messaggio cristiano è data anche dal fatto che i cinesi hanno una visione
CICLICA della storia (mentre nel cristianesimo c’è un inizio e una fine) I
taoisti osservano i fenomeni della natura e sono molto vicino al buddismo
infatti queste due religioni non si sono
mai combattute. Come per i cristiani “Dio è Dio”, per i cinesi “Il Tao è
il Tao”.
Il taoismo ha un testo sacro scritto da Lao
Tze: il Tao Te Ching (che significa libro
della via e della virtù). E’ un
libro di aforismi e prescrive dei comportamenti da seguire. I principi del taoismo, secondo Lao Tze erano
i seguenti:
1)agire e non agire
2)essere e non essere
3)non interferire in nulla
Questi tre precetti si riassumono in
un’unica formula: non deviare il corso naturale della natura. Ad esempio
secondo il taoismo le costruzioni artificiali danneggiano la natura e il corso
naturale di essa. Il taoismo propone un ritorno alla natura e una via in totale
armonia con essa.
Buddismo
Il buddismo
ha origini indiane ed è entrato in Cina nel I millennio d.C. Il suo fondatore è
Siddharta Guatama, meglio conosciuto come Buddha, termine che significa
“risvegliato”. Si dice che Buddha e Lao Tze si siano incontrati. Esistono due tipi di buddismo: il Grande Veicolo (Mahayana) ed il
Piccolo veicolo (Hinayana o Theravada, la via degli anziani). Quest’ultimo è
praticato nello Sri Lanka, in Birmania, Thailandia, Cambogia, Nepal (India
Settentrionale, ove ebbe origine), Tibet, Cina, Giappone, Mongolia. Il Theravada
è più rigoroso, è una via per monaci e non per persone laiche. Tali monaci
vivono in povertà, in meditazione. Il Mahayana, al contrario, ritiene che sia
invece essenziale vivere nel mondo (nel “qui e ora”).
Per presentare il buddismo occorre riallacciarsi alla
visione induista del mondo. L’induismo vede l’intera manifestazione cosmica
come espressione di un piano divino,
in cui l’anima individuale è per così dire intrappolata. Ogni essere umano è
dunque la divinità che si trastulla in quel gioco, inserito nella ruota delle
reincaranazioni (kala chakra). Il Buddha (il risvegliato) è colui che riesce a
liberarsi dalle catene del divenire, ossia dalla ruota delle reincarnazioni.
Liberarsi dalla catena delle reincarnazioni non è
semplice perché ogni nostro pensiero negativo o azione negativa (anche
involontaria) crea nuovo karma (il karma è il debito che dobbiamo “scontare”
nella vita successiva). Tuttavia i buddisti ritengono che tramite una costante
meditazione si può giungere al nirvana,
ossia alla liberazione, all’illuminazione.
I buddisti hanno basato la loro
dottrina sull’ottuplice sentiero, cioè otto precetti da seguire che formano la
“retta via” Questi principi sono: retta vita, retta consapevolezza, retto
pensiero, retto sforzo, retta parola, retta azione, retta meditazione. Il buddismo
è induismo puro, sfrondato di concetti e rituali obsoleti. La sostanziale
differenza con l’induismo è che il buddismo non ha un concetto preciso di Dio
poiché è unicamente interessato all’esperienza e l’esperienza sola può portare
a cogliere la coesione e la connessione dell’intero esistente. Una religione in
sé non è necessaria, può anzi essere di impedimento al fine di raggiungere la
meta.
Molti autori hanno
inteso l’idea buddista del nirvana come annientamento. Ma le cose sono davvero
poste in questi termini? Sembra invece che la dottrina del Buddha sia stata
fortemente fraintesa dai suoi seguaci, in particolare da Nagasena, il quale
mise in evidenza la concezione del nirvana
inteso come estinzione.
Fondamenti
della medicina tradizionale cinese
La medicina tradizionale cinese (MTC) non è
una filosofia ma si fonda su una concezione olistica: l’uomo è tutt’uno con il
cosmo, non ne è separato. L’uomo è
tutt’uno con il suo corpo.
Questa
concezione si rifà al taoismo, secondo il quale tutto è uno e l’unità dipende dall’equilibrio tra yin e yang. Ad
esempio per indicare la morte imminente di una persona si dice che l’yin e lo
yang si stanno separando. Un disturbo
fisico deriva -ed è collegato- da un problema interiore perciò bisogna guarire
l’uno e l’altro. Questa concezione è tipica anche della cultura indiana e delle
discipline orientali in generale in cui non c’è una separazione tra corpo e
personalità, infatti la medicina cinese è stata influenzata dal buddismo. La
fitoterapia invece era praticata in Cina già dal
Secondo i cinesi la nostra energia vitale
(detta ch’i) scorre in particolari
punti del corpo, i meridiani. Questi meridiani, per fare una diagnosi, vengono
stimolati con l’agopuntura. Anche il massaggio è molto praticato come strumento
di diagnosi, ma questi non sono che i metodi più noti. L’agopuntura è nata in
Cina verso il 1100-1200 ed è tuttora fortemente considerata anche in
Europa. Sempre nell’anno 1000 vi era
già, in Cina, un elenco di medicine periodicamente revisionato e pubblicato in
un apposito ufficio centrale. Secondo la medicina tradizionale cinese gli
organi fondamentali del corpo sono cinque: cuore, fegato, milza, polmoni e
reni. Questi organi sono collegati ai cinque elementi: legno, fuoco, terra, metallo,
acqua e ai sette orifizi: occhi,
orecchie, narici, bocca.
I
cinesi tendono a prevenire le malattie attraverso la cura dell’alimentazione. E
anche il loro modo di cuocere e bollire gli alimenti (che talvolta noi riteniamo
“strano”) è volto al mantenimento di una buona salute.
GIAPPONE
Shintoismo
Lo shintoismo è una religione poco studiata
ma molto affascinante.
Il nome di questa religione proviene dal
termine shinto che significa ‘via
degli esseri di luce’, ‘via degli dei’. Questi esseri di luce sono chiamati kami. I kami possono esseri locali se
sono gli spiriti di un luogo specifico oppure possono rappresentare degli
specifici aspetti dell’universo, ad esempio il Sole. I kami sono tantissimi
poiché tantissime sono le manifestazioni della natura. Lo shintoismo ha avuto
questo nome solo allorché fu necessario distinguerlo dal buddismo. Bisogna
sottolineare che il buddismo fu di grande aiuto alla consolidazione dello
shintoismo. Lo shintoismo può essere considerato una forma organizzata di
animismo oppure, avendo una mitologia specifica, può essere considerato altresì
una religione politeista con basi sciamaniche. E’ comunque una religione
ciclica e cosmica che vede tutto il creato come una manifestazione del divino,
quindi è un sistema molto più complesso di come potrebbe apparire ad una prima
lettura.
Più che sulla vita dopo la morte (su cui si
concentra molto il buddismo) lo shintoismo si preoccupa della vita in questo
mondo.
Anche nello shintoismo, così come nel taoismo,
non c’è una gerarchia da rispettare, non c’è un kami superiore agli altri. Non
a caso la parola shinto è di origine cinese e queste due culture hanno avuto
contatti fra loro. Mentre il taoismo si basa sull’equilibrio tra yin e yang, lo
shintoismo si basa su tre elementi: in, yo e yuan. I primi due sono i corrispettivi dello yin e dello yang cinesi, il terzo è la forza che si
scatena dall’incontro di questi due elementi, cioè la manifestazione
dell’energia cosmica. L’insieme di questi tre elementi viene raffigurato con un
simbolo chiamato Tomoe.
Fino alla seconda guerra mondiale lo
Shintoismo è stato la religione di stato del Giappone. Oggi ci sono cinque
forme di culto dello shintoismo:
1)Shintoismo imperiale
2)Shintoismo templare
3)Shintoismo settario
4)Shintoismo popolare
5)Shintoismo di stato
Nonostante le differenze, l’obiettivo è
sempre il medesimo (raggiungere la verità), cambiano solo alcune forme di
culto. Ad esempio nello shintoismo popolare sono incluse pratiche di
divinazione, esorcismo e guarigioni sciamaniche; lo shintoismo templare è
invece molto organizzato e rappresenta il perno di tutte le attività religiose.
Lo shintoismo è una religione organizzata,
con templi, riti di purificazione, sacerdoti e seminari. I sacerdoti possono
sposarsi e condurre una vita familiare al di fuori di quella religiosa. Si diventa sacerdoti dopo aver seguito un
sistema di seminari.
Il precetto fondante dello shintoismo è vivere una vita semplice e in armonia con la
natura e le persone. Lo shintoismo consiglia di condurre una vita serena in
famiglia poiché quest’ultima rappresenta il principale nucleo vitale di ognuno
di noi. Consiglia altresì di rispettare e venerare la natura. Lo shintoismo si
basa molto anche sulla pulizia, sia personale che dei luoghi (soprattutto dei
templi) per favorire la massima purificazione e richiede di festeggiare le
divinità: le feste per le divinità sono molte e comprendono banchetti e
processioni.
Gli shintoisti sostengono che l’uccisione di
un essere vivente è un atto impuro e deve essere praticata solo se strettamente
necessario. La non purezza non è considerata peccaminosa in sé e per sé ma
andrebbe semplicemente evitata. Un aspetto importante su cui insistono gli
shintoisti è il concetto di gratitudine verso tutto ciò che di bello riceviamo
dalla vita. Si fanno quindi varie offerte agli dei, per chieder loro favori e
benedizioni, o anche solo per ringraziare. Si offrono origami oppure ema, cioè rappresentazioni di un cavallo
o di altri elementi; il cavallo è il più diffuso.
INDIA
Oggi l’India ci
appare come una sorta di museo storico… tutte le ere dell’umanità sembrano
coesistere in un unico eterno presente. Questo fenomeno così eccezionale è
sicuramente il risultato di una lunga tradizione di tolleranza nei confronti dei
diversi sentieri che ogni uomo si trova a percorrere: sentieri diversi,
variabili, difficili da standardizzare.
Induismo
Poste queste premesse è facile arguire che l’induismo
non è solo una religione, quanto uno stile di vita che si basa sul rispetto assoluto
della vita stessa.
Il nucleo dell’induismo è la dottrina mistica
secondo la quale la realtà è unità ed armonia, la diversità è solo frutto del
piano divino (a cui abbiamo già accennato nel buddismo).
L’immane patrimonio culturale dell’India è stato ed
è veicolato dalla letteratura vedica. I quattro Veda (Rig Veda- Sama Veda-
Yajur Veda- Atharva Veda), cioè i testi sacri indiani, sono ritenuti fonte di ogni ispirazione fisica
e metafisica. Il termine veda deriva
dal sanscrito vid che significa vedere,
conoscere, e sta ad indicare una conoscenza acquisita tramite intuizione. L’induismo
comunque produce effetti anche nella vita quotidiana, elevando il livello di
consapevolezza e migliorando l’esistenza sul piano pratico. Gli scritti sacri dell’induismo riempiono antiche biblioteche ma
il Rig-veda, le Upanishad,
Il fondamento dell’ induismo è il Brahman, l’unica realtà, mentre
l’essenza di ogni persona è l’atman.
L’atman è manifestazione del Brahman. Alla domanda di cosa fosse l’induismo,
così rispose Gandhi: “Il valore principale dell’induismo sta nell’effettiva
convinzione che tutta la vita (non solo gli esseri umani ma ogni creatura
sensibile) sia una sola, ossia che tutta la vita derivi da un’unica sorgente
universale, comunque la si chiami”.
Scopo dell’uomo, senso della vita, è conoscere l’atman dentro di sé, in quanto ciò
equivale a conoscere Brahman. Ma per
raggiungere questo scopo l’uomo deve liberarsi dalle catene dell’ego. Potrà
così immergersi nella totalità di cui fa parte.
Dai Veda hanno attinto pensatori occidentali quali
Schopenauer, Hegel, Nietzsche, Emerson, Jung. La stessa filosofia greca sembra
simile alla filosofia vedica. Alcuni autorevoli studiosi sono giunti alla conclusione che la filosofia
platonica è sostanzialmente affine alle correnti principali della filosofia
extra-europea, in particolare al Vedanta Advaita di Shankara. Nella filosofia
occidentale si registra spesso una posizione di chiusura e di esclusivismo
tant’è che Hegel affermò che in oriente non si può incontrare alcuna conoscenza
filosofica ma poi lui stesso prese in prestito uno dei concetti fondamentali
della filosofia indiana, quello di Mente universale (Mahat).
Occorre comunque
evidenziare che il contenuto dei Veda, pur se perfettamente conservato, si è
comunque svuotato di significato a causa della nostra sostanziale incapacità di
comprenderli e in seguito alle diverse mistificazioni operate fin dai primi
dell’Ottocento in ambito colonialistico e fortemente eurocentrico. Qui si pone,
infatti, il problema dell’interpretazione. Non è facile decodificare la lingua
di una cultura lontana. Esistono differenze abissali fra la visio mundi di un orientale e quella di
un occidentale. Accade che alcune parole non trovino il termine nella nostra
lingua solo perché non abbiamo il corrispettivo concettuale, manca cioè una
corrispondenza culturale. In breve, le categorie di pensiero non possono essere
tradotte nella lingua di una cultura che non le possiede.
Giainismo
Il termine giaina significa vittorioso ed indica colui che ha riportato vittoria
sugli attaccamenti, sulle avversioni, sull’egoismo, sul materialismo,
sulle passioni. Attualmente il giainismo conta circa dieci milioni di aderenti:
laici, monaci e asceti in India e negli Stati Uniti d’America; gruppi di giaina
iniziano a esistere anche in Inghilterra e Nord Europa. L’origine del giainismo
si perde nella notte dei tempi ma solitamente la dottrina viene fatta risalire
a Mahavira, al quale si riconosce personalità storica (
Riporto qui di seguito alcuni significativi
versetti tratti dal SAMAN SUTTAM, il Canone della Spiritualità giainista,
pubblicato nel maggio 2001 da Mondadori:
Uccidere
un Essere Vivente è come uccidere se stessi; mostrare compassione ad un Essere
Vivente è come mostrarla a se stessi. Colui che desidera il proprio bene,
dovrebbe evitare di causare qualsiasi tipo di danno ad un altro Essere Vivente!
Anche la sola intenzione di
uccidere causa la schiavitù del karma, sia che tu uccida sia che tu non uccida;
dal punto di vista reale, la natura di chi manifesta l’intenzione di uccidere è
schiava del karma.
Sia il non astenersi dalla
violenza, che l’intenzione di commetterla, è himsa (violenza). Anche il
comportamento non costantemente vigile a causa delle passioni equivale a
himsa.
Fondamenti
di ayurveda
Il termine ayurveda significa scienza della vita.
L’ayurveda è l’antica scienza medica indiana.
Il Rig-Veda,
testo più antico e principale delle quattro raccolte dei Veda, contiene molti
riferimenti a tale scienza, anche se è soprattutto nell’Atharva Veda che ne
rinveniamo i tratti principali. Proprio perché scienza della vita l’ayurveda
coinvolge tutte le creature. Lo Spirito Divino è presente ovunque nell’Universo
e permea tutto.
Secondo il samkhya, uno dei sei sistemi
filosofici indiani, ogni cosa nell’universo è costituita dai cinque grandi elementi
dai quali deriveranno poi gli elementi veri e propri così come noi li
conosciamo. I cinque grandi elementi sono: etere, fuoco, aria, terra, acqua. I
cinque elementi compongono il corpo umano. Charaka, illustre medico indiano,
definì l’uomo come l’insieme dei cinque elementi, più il Sé immateriale (cioè
la coscienza). Dall’interazione fra i cinque elementi e la coscienza, da cui
ogni cosa origina, si avrà la salute o la malattia. La malattia è frutto di un errore, di uno squilibrio
-fra questi cinque elementi e la coscienza- che si materializza sotto forma di
disturbo fisico. L’ayurveda riconosce inoltre la presenza di tre dosha cioè tre forze della natura che
vanno dal positivo al negativo ed esse determinano la gravità della malattia.
Bibliografia:
Daniélou, A. (1992), Miti e dei dell’India, Bur, Novara
Ferrini, M (2001), Contesto e fonti della letteratura vedica, Centro Studi Bahktivedanta,
Perignano (PI)
Gandhi (1992), L’Induismo, Newton, Roma
Lavier, J.A. (1976) Médechine chinoise médechine totale, Editions Grasset & Fasquelle, Paris;
ed. it. Medicina cinese. Medicina totale, Garzanti, Torino
Sabattini, M; Santangelo, P. (2007) Storia della Cina, Laterza, Roma-Bari
Svoboda, R. (1999), Ayurveda, Armenia, Milano
Tiwari, M. (2002), I segreti della guarigione ayurvedica, Il Punto d’incontro, Vicenza
Webgrafia:
Medicina tradizionale cinese in http://www.wikipedia.org
http://it.wikipedia.org/wiki/Shintoismo
http://www.claudiapastorino.it/giainismo.html