Significato ed evoluzione delle danze
nel mondo
di Leonella
Cardarelli (leonellacardarelli@virgilio.it)
Il ballo, che oggi va tanto di moda
soprattutto tra i giovani, prima di essere una moda o una tendenza è
un’espressione naturale del corpo e dell’arte. Alexandra e Roby ci ricordano
infatti che “quello che molte persone hanno dimenticato è che il ballo nasce
con l’uomo primitivo che con la danza esorcizzava attraverso il movimento le
proprie paure ancestrali, vedi le danze tribali, alle quali si associano quelle
praticate allo scopo di rendere omaggio alle divinità adorate.
Il nostro
essere, la nostra mente, il nostro animo si esprimono attraverso il corpo, che
è la nostra porta verso il mondo esterno, è la nostra parte materiale, il mezzo
con il quale manifestiamo le nostre passioni, soddisfiamo i nostri desideri, i
nostri bisogni, percepiamo noi stessi e gli altri, attraverso il quale ci
realizziamo. La nostra esistenza sulla terra è imprescindibile dal nostro
corpo. In questo contesto il ballo con la sua gestualità diventa linguaggio con
il quale possiamo esprimere le nostre emozioni, senza utilizzare la parola, ma
attraverso la musica, diventando sempre più spesso terapeutico e
liberatorio."
Nell’arco della storia il ballo è diventato pian piano un’arte, una vera e
propria disciplina, dove le evoluzioni dei ballerini si trasformano in vere e
proprie performance (citato in http://www.energialatina.org/energia_latina_obiettivi.htm
).
Il ballo è quindi un’arte,
un’espressione del corpo e l’espressione della cultura di un popolo. Enzo Conte (www.enzoconte.it/
)e Bruno Ferrari sostengono infatti che l’uomo è come balla: il ballo come
espressione della personalità.
Il ballo però è intriso di molteplici significati legati agli déi, alla
guarigione, alle credenze popolari e al contatto con il divino.
Esistono due principali tipi di danza: la danza di partecipazione (che consiste
in un insieme di movimenti codificati eseguiti in determinate situazioni
sociali) e le danze di presentazione che essendo per il pubblico rappresentano
significativamente una forma di arte. Ciascun tipo di danza predilige alcuni
movimenti piuttosto che altri. Questa preferenza corrisponde allo stile di un
ballo.
Vediamo insieme in che modo la danza si è evoluta ed ha avuto significato nei
vari popoli e contesti storici.
DANZE
SCIAMANICHE (TRANCE DANCE)
Wilibert Alix sostiene che “sciamanesimo è un termine generico che comprende i
princìpi spirituali esistenti in tutte le culture del mondo prima di cinquemila
anni fa” (citato in www.trancedance.com
). L’obiettivo delle danze sciamaniche è la guarigione e la connessione con il
nostro spirito. Gli antichi infatti vedevano la natura e tutto ciò che
essa comprendeva come una manifestazione del divino. Di riflesso mimare la
natura era considerato un modo per collegarsi alle divinità. Fu questa
l’origine della danza. Anche in parti geografiche diverse ogni cultura ha
conosciuto un tipo di danza basata sul mimare gli animali e gli elementi della
natura. Gli sciamani in qualsiasi parte del mondo adoravano il pulsare del
pianeta, che manifesta la sua forza con l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra.
Con le danze gli sciamani cercavano di ottenere coraggio, compassione, di
prevedere il futuro tramite visioni o di guarire. Danzare era un po’ come
pregare o rendere omaggio. Ma in che modo avveniva la guarigione? Tramite
tamburi e percussioni l’individuo cadeva in uno stato di trance e in quello
stato si collegava ai poteri di guarigione dello spirito.
Tra le culture native americane ed afroamericane è diffusa anche la danza
sacra, che è una danza per la trasformazione. Oltre alla danza, alle
percussioni, ai suoni e alle nenie, la danza sacra comprende l’uso di maschere.
Con la danza sacra si svuota la mente, si trasforma il proprio essere e la
propria immagine al fine di risolvere problemi e guarire.
Oltre che in Cina anche qui in Occidente lo sciamanesimo vive ancora, nascosto
dietro altri nomi o altre vesti. Ad esempio il jazz, con i suoi ritmi ipnotici
e pulsanti, è nato in parte da radici sciamaniche.
DANZE AFRICANE
La danza africana è l’elemento collante di uno stato immenso come l’Africa. In
Africa esistono moltissime etnie con stili, culture e colori differenti ma la
danza accomuna tutti questi popoli. Ogni etnia ha una sua danza, ad esempio in
Senegal si balla il sabar, nella Costa d’Avorio si balla lo zaouli, nel Mali si
danza il sounou. Tramite le danze si distinguono le etnie. "La danza e la musica,
per noi africani sono la vita" spiega Doudou N'Diaye Rose jr., famoso
ballerino senegalese e maestro di danza. "Sono un mezzo di
comunicazione, di conoscenza e di scambio. Ogni cosa, dal momento in cui siamo
nel ventre materno, passa attraverso l'esperienza del corpo. L'Occidente invece
ha problemi con il corpo perché il sistema sociale individualistico porta i
bambini a crescere soli, a scuola come in famiglia. In Africa non è così: i
bambini sono abituati a crescere con gli altri, a condividerne gioie e dolori,
a partecipare attivamente agli eventi sociali." In Africa la danza è
il principale mezzo di comunicazione con il quale si trasmettono sentimenti ed
emozioni. "La danza non è però una 'questione di sangue' - continua Doudou
– “come molti continuano a sostenere usando frasi fatte, ma di cultura. Gli
africani non nascono con il cromosoma ‘danza’. Il ritmo non è né africano né
italiano né americano; non appartiene alla cultura di nessun popolo ma è
universale poiché il ritmo originario è il battito del nostro cuore."
È vero: la cultura africana favorisce lo sviluppo del ritmo già da bambini,
perché fin da piccolissimi vivono incollati alla schiena della mamma e così
partecipano alla vita del villaggio e vengono cullati dai ritmi che la regolano.
"In ogni caso" afferma Alphonse Tiérou, coreografo e ricercatore
ivoriano nonché per diversi anni consulente all'Unesco per la ricerca sulla
danza in Africa "in tutti i villaggi africani ci sono persone che non
danzano mai, che non sono capaci di 'mettere un piede davanti all'altro', che
non sanno danzare affatto."
La danza è un dono come il canto, la pittura o la musica e come tale va
"coltivato" attraverso il lavoro continuo. In Africa esistono
grandissimi danzatori anche sconosciuti i quali affermano che il ballo è
un'arte che si acquisisce solo con l'aiuto di un maestro dopo lunghi anni di
lavoro e di pratica e solo allora si può trasmettere alle nuove generazioni.
Una danza che è preghiera, seduzione, passione, terapia ma anche divertimento.
In Africa si può danzare ovunque: in casa, in stazione, nei campi, nelle
fattorie, negli stadi, davanti ai tribunali, nei mercati, nei luoghi di lavoro.
"Danzando si bagna la terra destinata alla costruzione dei muri delle
case", continua Alphonse Tiérou, "e danzando la terra viene smossa
prima della semina; o ancora, danzando vengono battuti i mucchi di riso
disposti a piramide e il miglio nei mortai." Alcune di queste danze,
classificate come "profane", fanno parte delle cose essenziali della
vita. Come tali non è possibile trasmetterle o apprenderle secondo le
metodologie delle normali scuole di danza. Per impararle l'allievo deve
lasciarsi penetrare, entrare nel linguaggio espresso dalla cultura di quella
particolare danza; deve saper cogliere tale cultura, in altre parole deve
saper esprimere attraverso la danza ciò che è evidente per gli altri membri
della comunità. La danza africana tradizionale "crea" perciò il
gruppo, si nutre di esso e lo sostiene, lo conserva a scapito della coppia o
del singolo (citato in http://www.volontariperlosviluppo.it/2002_6/02_6_12.htm
).
In Africa i canti e le danze accompagnano ogni momento della vita quindi abbiamo
una danza per invocare la pioggia, una per accompagnare il defunto nell’aldilà,
un’altra per pregare, una per celebrare il matrimonio ecc. Lo stile africano si
caratterizza dai seguenti elementi: vibrazione, ondulazione, ritmo dei piedi,
camminata, energia della voce, ripetizione del movimento. I movimenti della
danza afro sono molto energici ma abbiamo anche dolci movimenti ondulatori con
i quali l’individuo diventa consapevole dei propri blocchi e riesce a
riequilibrare l’energia del proprio corpo. Caratteristica primaria della danza
afro è che si balla a piedi nudi per avere un contatto più diretto con
Per Alphonse Tiérou “la danza pura, quella vera, originale, svela,
demistifica, lascia cadere la maschera. Essa è libertà, indipendenza ed
autonomia. È l'astrazione totale dei problemi di origine, di classe sociale, di
altezza, di peso, d'età, di sesso, di bellezza o di pigmentazione della pelle,
che sono fonte di divisioni e sangue ingiustificato. La funzione fondamentale
della danza è di 'trasformare' l'insieme dei corpi, la materia prima per
eccellenza, in una pioggia di suoni, scintille, fiamme, gioia e luce, attraverso
il genio creatore” (citato in http://www.volontariperlosviluppo.it/2002_6/02_6_12.htm
). Questa è una definizione bellissima di danza e credo che rispecchi appieno
la sua essenza, non a caso in lingua swahili danzare si dice koucheza, termine
che esprime altresì l’idea di piacere, divertimento e distrazione. La danza è e
deve essere un piacere.
DANZA ORIENTALE
(DANZA DEL VENTRE)
La danza orientale (Raqs sharqi) è detta anche danza della felicità ed
anticamente era una danza rituale per propiziare la fertilità della Dea Madre:
Madre Terra. La danza del ventre non nasce quindi per essere uno spettacolo che
allieta gli uomini bensì come una danza delle donne per le donne che si
ricollega ad antichi culti religiosi legati alla madre terra che propiziavano e
celebravano la fertilità della terra nelle antiche società matriarcali del
Medioriente (Turchia, Grecia, Mesopotamia, Egitto…). Si sostiene che sia una
danza che aiuta anche durante il parto, infatti sembra che venisse danzata in
cerchio intorno alla partoriente.
In moti luoghi questa danza è ormai scomparsa ma le zingare egiziane continuano
a tramandarla da madre in figlia (perciò oggi si chiama anche danza egiziana).
E’ una danza che coinvolge tutto il corpo, soprattutto il bacino, da cui ogni
movimento inizia e finisce, risveglia l’energia femminile ed aiuta ad eliminare
blocchi emotivi ed energetici. Per le donne del Medioriente e del Nordafrica la
bellezza esteriore è insignificante se non è coniugata a bellezza interiore,
salute ed armonia. E’ una danza che esprime fascino e sensualità. Ci sono
diversi stili di danza egiziana come il folk, il baladi, lo sharqi (di
corte, da cui nasce la moderna danza del ventre), lo zar e il faraonico. Lo
stile zar si ricollega alle danze sciamaniche delle civiltà primitive ed ha un
carattere prettamente sciamanico, infatti è utilizzata come danza di guarigione
e sovente la si danza in cerchio, al centro del quale vi è la persona da far
guarire. Si tratta di un vero rito. Danzare in cerchio ha un significato
preciso: danzando in cerchio, tenendosi per mano, le energie rimangono
racchiuse in quell’area e l’obiettivo del rito si realizza molto più efficacemente.
Qualsiasi rito ha molta più probabilità di avverarsi se lo si compie in gruppo
ed in cerchio. Il cerchio è un forte simbolo esoterico e una figura
importantissima nella geometria sacra: non ha inizio e non ha fine.
Anche le danze faraoniche avevano una valenza spirituale e sacra poiché
servivano a comprendere la realtà spirituale dell’uomo oltre l’apparenza.
TARANTOLATA
La tarantolata è un fenomeno storico religioso pugliese (precisamente
salentino) che ha sempre destato molta curiosità da parte degli antropologi. Il
termine tarantolata deriva da “Taranto”, città in cui è nato questo rito-ballo
esorcizzante. La credenza vuole che il protagonista di questo rito sia una
donna (ma talvolta erano anche gli uomini) che viene morsa da un ragno (tarantola
o taranta, il cui nome scientifico è Ischnocolus) e per liberarsi dal veleno
iniettato dal ragno deve sottoporsi al rito. Si tratta di un esorcismo a
carattere musicale in quanto la donna guarisce attraverso la musica e la danza
(come nelle danze sciamaniche). Il tarantato presentava disturbi molto simili a
quelli dell’epilessia, nonché un offuscamento dello stato di coscienza e turbe
emotive. Al ritmo della pizzica o tarantella (musica dal ritmo sfrenato) il
tarantato danza e canta per molte ore finché cade a terra sfinito: secondo la
credenza popolare, infatti, mentre il tarantato consumava le proprie energie
nella danza il ragno si consumava e soffriva fino a morire. Alla fine della
danza, infatti, il tarantato fa il gesto di schiacciare il ragno.
Questo rituale coniuga sia elementi pagani che cristiani. Quando il tarantato
avverte i primi sintomi chiede che vengano i musicisti a casa o nella piazza
del paese a suonare la pizzica. Oltre alla pizzica si suonava anche il
tamburello, il violino, l’organetto, l’armonica ed altri strumenti. Il
tarantato si scatenava quindi in una lunga danza e in questa prima fase si
cercava di capire da quale ragno fosse stata morsa la vittima (alcune volte si
poteva venir morsi anche da scorpioni, con il termine tarantola si
identificavano un pò tutti i ragni velenosi). Nella seconda fase si cercava di
individuare il colore del ragno: il tarantato veniva attratto, in modo
violento, dalle vesti o dai fazzoletti delle persone circostanti o
dagli oggetti e il colore dell’oggetto da cui veniva attratto si riteneva che
corrispondesse a quello del ragno. Nella terza fase l’individuo si abbandona a
convulsioni, sfoghi, assume atteggiamenti in cui si identifica con la taranta
stessa e alla fine fa il gesto di schiacciare simbolicamente il ragno per
indicare la sua guarigione.
Il ragno Ischnocolus è in realtà innocuo. Si sostiene infatti che dietro
il tarantismo popolare ci fosse un bisogno della donna di ricevere maggiori
attenzioni dal proprio marito.
Il tarantismo era presente in Puglia sin dal Medioevo, ebbe il suo culmine nel
XVIII secolo e iniziò a declinare nel secolo successivo. Era diffuso non solo
nel Salento ma anche nelle province di Lecce, Brindisi, Matera, Bari e Taranto.
La chiesa, che non approva riti pagani, ha cercato di dare una spiegazione
cristiana a questo rito tramite il culto di San Paolo. San Paolo, che secondo
la tradizione è sopravvissuto al veleno di un serpente dell’isola di Malta, è
stato scelto come protettore di tutti coloro che vengono pizzicati da un
animale velenoso. I tarantati venivano sovente condotti nella chiesa di San
Paolo a Galatina (LE) a bere l’acqua sacra del pozzo della cappella. Questo
tentativo di cristianizzazione però non sortì grandi effetti poiché le donne
durante il rituale esibivano anche comportamenti osceni e San Paolo cominciò ad
essere associato alla sessualità. Con il passare del tempo il tarantismo si è
andato estinguendo ed è sopravvissuto solo in determinate zone salentine. Oggi
si celebra la messa esorcismo il 29 giugno nella chiesa di San Paolo a Galatina
ma naturalmente si sono estinti molti momenti tradizionali, come la
partecipazione contadina collettiva (oggi ci sono solo alcuni curiosi che
vengono a vedere) e la durata stessa del rito, che attualmente dura solo pochi
minuti anziché molte ore.
KIIRTAN
Il kiirtan è una danza che serve a diffondere amore e a raggiungere stati
elevati di coscienza in breve tempo. La tradizione del kiirtan risale ai tempi
di Shiva e di sua moglie Parvati anche se nel 1971 fu introdotto come pratica
spirituale nell’Ananda Marga.
Parvati ideò una danza mistica denominata Lalita Marmika (che significa voce
dello spirito interiore) che ha la funzione di accompagnare il canto dei
mantra.
La danza del kiirtan si pratica nel seguente modo: i praticanti battono a terra
l’alluce destro e sinistro in modo alternato ed in modo ritmico, tenendo unite
le mani all’altezza del cuore (mai più in basso) oppure in alto. L’alluce va
appoggiato vicino al tallone, in segno di umiltà, e non in avanti e le
gambe devono essere leggermente piegate in avanti. Shrii Shrii Anandamurti ha donato
all'umanità il kiirtan con il Siddha Mantra Babanam
Kevalam, che significa “tutto è infinito amore”.
Praticando tutti insieme il kiirtan (magari nello stesso momento, anche se in
parti geografiche diverse) si emanano nel mondo onde d’amore che aiutano
l’umanità ad evolvere (http://it.groups.yahoo.com/group/ondedamore/ ).
La danza del kiirtan prepara il corpo alla meditazione e al rilassamento e
permette a tutto il corpo di partecipare ad un’attività mistica. Il kiirtan può
essere quindi definito una meditazione mistica dinamica. Praticato regolarmente
è un trattamento energetico che libera il nostro inconscio dai vari blocchi
energetici ed emotivi, nonché dalle paure, dall’ansia, dalla vanità donandoci
pace e amore.
DANZA CLASSICA
La danza classica (danza accademica) si è sviluppata dal 1661quando il re di
Francia Luigi XIV fondò a Parigi la prima accademia di danza. La danza, come
abbiamo visto, ha origini antichissime, era presente anche presso gli antichi
greci all’interno di cerimonie religiose e sociali. La danza continuò a
diffondersi nel Medioevo anche tra le classi sociali elevate che sostituirono
movimenti ritenuti poco aristocratici (salti, volteggi e capriole) con
movimenti più composti. Nel Medioevo erano praticati due tipi di danze: la
danza popolare che si tramandava nelle classi contadine e le danze di isterismo
religioso.
La chiesa cristiana tuttavia non approvava pienamente la danza in quanto
riteneva fosse un ricordo di manifestazioni pagane.
DANZE CELTICHE
Sulle danze celtiche non è che si sappia poi molto. Si tratta perlopiù di danze
“popolari” ballate in cerchio, per rinforzare l’unità universale. Nelle danze
celtiche rientrano le danze scozzesi, irlandesi, bretoni e della Cornovaglia.
Lo studioso torinese Duccio Gay, tuttavia, si chiede come mai le danze del
Canada e del Quebec non vengono inserite nelle danze celtiche. Le danze
celtiche riproducono gli elementi esoterici dell’arte celtica come la
croce celtica. La croce è un simbolo esoterico molto anteriore al
Cristianesimo: indica le quattro strade dei quattro angoli della Terra (da cui
derivano meridiani e paralleli) e dei quattro elementi al centro del
quale c’è la dea Madre, punto in cui convergono tutte le forze e tutte le
energie. Osservando queste danze di desume infatti che i Celti credevano nelle
forze cosmiche. Gli intrecci stanno ad indicare l’eterna evoluzione spirituale
dell’umanità, i nodi rappresentano la trama della vita e così via. I
Celti rappresentavano con la danza le proprie credenze.
DANZE
CARAIBICHE
Le danze caraibiche (da non confondere con i balli latini) sono salsa, bachata,
merengue, reggaeton, mambo, chachacha, rueda de casino. Sono perlopiù danze di
corteggiamento che l’uomo fa per la donna infatti durante il ballo è l’uomo che
deve guidare la donna. Il reggaeton è un fenomeno molto recente e non è proprio
una danza di corteggiamento ma una danza erotica e molto provocante. La rueda
de casino è una salsa ballata in cerchio, in gruppo, che dà la possibilità di
danzare con più partner. Le danze caraibiche negli ultimi dieci anni hanno
avuto un successo strepitoso qui in Occidente dove si sono sempre apprezzati i
ritmi latini e sudamericani in genere (basti ricordare il successo che ebbero i
balli latini di gruppo, tuttora molto apprezzati). Attualmente le danze
caraibiche non solo sono un modo per avvicinarsi ad un elemento culturale come
il ballo ma sono anche un modo per socializzare, per condividere una passione,
per divertirsi e… per ridare valore al corteggiamento!
E come disse una persona più saggia di me… BALLA COME SE NESSUNO TI STESSE
GUARDANDO…!
Per la realizzazione di questo articolo
ringrazio Danilo diinabandhu del sito http://www.liberamenteservo.it/ per i chiarimenti sul kiirtan.
leonellacardarelli@virgilio.it
Webgrafia:
http://www.energialatina.org/energia_latina_obiettivi.htm
http://www.danceit.org/origmed.html
http://www.superballo.it/storie/storia/tabella.htm
http://www.enzoconte.it
http://www.trancedance.com/index.php?SID=11397613739&page=show_article.php&show=23
http://www.trancedance.com/index.php?SID=11397613739&page=show_article.php&show=25
http://www.corpoebenessere.it/QiGong/Storia.asp
http://www.volontariperlosviluppo.it/2002_6/02_6_12.htm
http://www.danzadance.com/africana.html
http://www.ilmosaicodanza.it/index.php?scuola=Danza+Africana&attivita=31
http://www.lucyinthesky.it/index.html?http://www.lucyinthesky.it/body_Interventi_La%20Danza%20Egiziana%20o%20Raqs%20Sharqi_%20di%20Jivan%20Parvani.html
http://guide.dada.net/danza_orientale/interventi/2005/02/199390.shtml
http://guide.dada.net/danza_orientale/interventi/2005/02/199386.shtml
http://www.benessere.com/psicologia/arg00/benefici_danza.htm
http://wikipedia.it/wiki/wiki/Speciale:Search?search=tarantismo
http://www.liberamenteservo.it
http://it.groups.yahoo.com/group/ondedamore/
http://www.ilrisveglio.org/default.asp?hOMe=True&Pagina=Kiirtan&Indice=1
http://it.wikipedia.org/wiki/Danza_classica
http://www.associazioneghita.it/danzaincerchio.aspx
http://www.irishvillage.it/storiadanza6.htm