SULLA
FORMAZIONE DELLE MONARCHIE NAZIONALI di Enrico Galavotti
Durante tutto il 1200 il declino dell'Impero e del papato (che aspiravano
all'egemonia universale) si era manifestato parallelamente al rafforzamento
delle monarchie accentrate e assolutistiche in Francia, Inghilterra e Spagna,
mentre la situazione politica in Italia, Germania, Europa settentrionale e
orientale, continuava a presentare i caratteri di una marcata frammentazione
del potere. Nel XIV sec. si rafforzò la Confederazione
elvetica, affermandosi come potenza militare di tutto rispetto.
Il consolidarsi delle grandi monarchie si manifestò attraverso il
ridimensionamento del potere nobiliare, l'ascesa di nuovi ceti (borghesia e
piccola nobiltà), l'ampliamento della base territoriale della corona, la
centralizzazione amministrativa, il potenziamento dell'organizzazione fiscale,
la formazione di eserciti permanenti (non mercenari né
dipendenti dalle disponibilità dei feudatari) e l'aumento delle spese militari
dovuto all'impiego massiccio dell'artiglieria, la formazione infine di una
lingua nazionale. Le monarchie ottennero il controllo esclusivo del diritto di
battere moneta, poterono riscuotere imposte indirette (dazi doganali, tasse sui
prodotti di prima necessità), introdussero anche forme d'imposizione diretta
(pratica sconosciuta nel Medioevo. Si ricordi che secondo la tradizione
medievale il re poteva trarre i propri mezzi finanziari solo dalle terre di sua
diretta proprietà).
FRANCIA. Dopo la deposizione di Carlo il Grosso
(887) e la fine della dinastia carolingia, i maggiori
signori feudali elessero re di Francia Ugo Capeto
(987), il quale iniziò la nuova dinastia dei Capetingi.
Ma con la fine della dinastia carolingia si fa
iniziare il processo europeo di formazione dei regni nazionali, in quanto i
feudatari francesi e tedeschi che deposero Carlo il Grosso, stabilirono che
ogni regione avrebbe dovuto provvedere a sé con
governanti propri. L'ideale del Sacro romano impero si spostò dalla Francia alla Germania, coinvolgendo in parte anche
l'Italia.
- La
Francia si costituì in grande monarchia nazionale in seguito alla
guerra dei Cento anni (1337-1453), con cui scacciò gli inglesi dal suo
territorio. I re inglesi, in virtù di una politica matrimoniale,
possedevano vasti territori nella Francia occidentale.
La guerra scoppiò appunto perché il re inglese Edoardo III rivendicava una
successione al trono francese, in seguito all'estinzione del ramo diretto
della dinastia dei Capetingi
(Edoardo era nipote dell'ultimo re capetingio).
La guerra sarà vinta dalla monarchia francese, ma solo dopo che questa
riuscì a convincere il partito borgognone di Carlo il Temerario (che
mirava a costituire uno Stato indipendente nella Francia
nord-orientale) a rompere l'alleanza con gli inglesi. Eroina nazionale fu
Giovanna d'Arco.
- Dopo la sottomissione alla
monarchia dei territori del sud, del ducato di Borgogna e della Bretagna, la Francia aspira a dominare l'intera Europa. Di qui la
lotta contro gli Asburgo spagnoli (imparentati con quelli austriaci),
l'alleanza coi turchi e il tentativo di
consolidare la frantumazione politica della Germania.
- Carlo VII, per abbattere il
potere della nobiltà (Carlo il Temerario era il più potente feudatario di
Francia), aveva ripreso l'alleanza col Terzo Stato (borghesia), e rafforzato
l'esercito e la burocrazia. La monarchia francese era in grado di
riscuotere una serie di imposte senza
l'autorizzazione degli Stati Generali, disponeva di funzionari statali
addetti alle amministrazioni finanziarie e giudiziarie, poteva imporre una
coerenza più stretta fra politica ecclesiastica e interessi francesi,
aveva costituito l'esercito più numeroso d'Europa. Con Carlo VIII scese in
Italia nel 1494 e cercò di contenere la potenza asburgica
(pace di Cateau-Cambresis nel 1559, con cui la Francia, pur uscendo sostanzialmente sconfitta,
ottenne che l'impero di Carlo V fosse diviso tra il figlio Filippo II e il
fratello Ferdinando).
- Dopo la Riforma
protestante, il 20% dei francesi divenne calvinista (specie nel Sud
rurale). Dal 1562 al 1592 il Paese conobbe otto guerre di religione. Il
momento più tragico fu la strage di migliaia di ugonotti
(calvinisti) a Parigi nel 1572. Dopo questa strage cominciò a farsi strada l'idea che alla base della legittimità del
potere regio doveva esserci non solo il diritto divino ma anche il
consenso popolare, per cui non si escludeva il regicidio. Tuttavia, Enrico
IV di Borbone garantì agli ugonotti coll'Editto di Nantes (1598) la libertà di culto, la
possibilità di svolgere funzioni pubbliche, ecc.
INGHILTERRA. La storia dell'Inghilterra si può dividere in 3 periodi: 1)
normanno (1066-1135), iniziato con Guglielmo il Conquistatore; 2) Plantageneti (1154-1399), che combatterono contro la
nobiltà feudale, ma senza successo. Anzi, con la Magna Charta
Libertatum (1215), la nobiltà riesce ad ottenere il
regime monarchico costituzionale e con le Provvisioni di Oxford
(1258) ottiene il Parlamento, che si divide in Camera Alta (LORD = nobili e
alto clero) e Camera Bassa (COMUNI = borghesia e piccola nobiltà); 3) Lancaster (1399-1461), che cercarono di trasformare
l'Inghilterra da Stato agricolo a Stato commerciale-industriale,
ma la nobiltà vi si oppose con successo.
- L'Inghilterra si costituì
in grande monarchia nazionale dopo la guerra
delle Due Rose (BIANCA = YORK e ROSSA = LANCASTER) che rifletteva la lotta
tra Corona e Parlamento (1455-85). La guerra fu causata da contese
dinastiche, ma la motivazione economica principale dipese dalla rivalità
tra borghesia (che appoggiava la Corona) e la nobiltà (che, rovinata dalla
guerra dei Cento Anni, cercava di ottenere dalla monarchia privilegi maggiori. Il Parlamento serviva
appunto alla nobiltà per controllare il re, il quale, per questa ragione,
cercava di convocarlo il meno possibile).
- La guerra si concluse con la vittoria dei Lancaster,
che posero sul trono Enrico VII (1485-1509), fondatore della dinastia dei
TUDOR. L'anno dopo, in segno di pacificazione, Enrico VII sposò
Elisabetta, della casata di York. Il re tolse al Parlamento molte
funzioni, confiscò alla grande nobiltà molte proprietà
(vendendole alla piccola e media borghesia), fece alcune riforme
amministrative appoggiandosi alla piccola nobiltà. L'Inghilterra cominciò
a diventare una nazione commerciale e industriale.
- Con Enrico VIII (1509-1547)
la corona inglese si allontana dalla chiesa di Roma e istituisce una
chiesa di stato (anglicana) con a capo lo stesso
re (senza toccare i dogmi cattolici). Buona parte dei redditi degli
ecclesiastici passò alla corona con la riscossione delle decime e la secolarizzazione dei latifondi. L'Inghilterra,
soprattutto con Elisabetta I (1558-1603), cercherà di
essere molto accorta in materia di politica religiosa, al fine di
evitare inutili guerre intestine: da un lato appoggerà apertamente i
protestanti, dall'altro eviterà di perseguitare i cattolici.
- L'Inghilterra inizia per
prima lo sviluppo capitalistico industriale sulla base dell'unificazione
nazionale. La conseguenza principale di questo fu la guerra contro Spagna
e Olanda per avere il controllo delle rotte commerciali verso i paesi meno
sviluppati e per il dominio dei mari.
SPAGNA E PORTOGALLO. La storia della Spagna si può dividere in due periodi:
1) dominazione araba (711-1212), che dopo il 1212 riuscì a conservare solo il
regno di Granata: il resto venne riconquistato dai
cristiani di Spagna; 2) dominazione cristiana (1212-1494), in cui la Spagna
presenta 4 regni: Navarra, Portogallo, Castiglia e Aragona.
- Dei 4
regni, il Portogallo sarà impegnato in imprese marinare sull'Atlantico: il
suo obiettivo era quello di raggiungere le Indie navigando lungo le coste
africane; la Castiglia-Navarra rimasero aristocratico-militari, soggette all'anarchia
nobiliare; l'Aragona diventerà più borghese, interessata al Mediterraneo
(voleva togliere a Genova e Venezia il monopolio del commercio con l'oriente).
La monarchia aragonese infatti
s'impadronì della Sicilia (inizi '300, dopo 20 anni di guerra contro gli angioini francesi: guerra del Vespro), Sardegna (metà
'300) e regno di Napoli (metà '400), ma trascurò la politica interna, per
cui, a unificazione avvenuta, l'egemonia passerà alla Castiglia.
- L'evento decisivo per la
formazione della monarchia nazionale spagnola fu il matrimonio tra
Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia
(1469). Questa monarchia riuscì a reprimere l'anarchia feudale, ottenere
l'appoggio della borghesia, evitando di convocare le Cortes
(Stati Generali, dove la nobiltà poteva esercitare ampi poteri),
riconquistare nel 1492 l'ultimo territorio rimasto in mano araba (regno di
Granata). Si avvalse anche dello strumento dell'Inquisizione
(1478) per punire il nemico della fede cristiana e il ribelle politico.
Tuttavia le persecuzioni contro gli arabi (ottimi agricoltori) e gli ebrei
(attivi commercianti) finì per danneggiare
l'economia spagnola. Spagna e Portogallo aprirono
la strada alle conquiste coloniali oltreoceano.
- Nel
XVI sec. la Spagna ha enormi possedimenti coloniali; in Europa, sotto gli
Asburgo, ha i Paesi Bassi e l'Italia meridionale. Verso la metà del XVI sec. le province settentrionali dei Paesi Bassi
insorgono e formano uno Stato autonomo: l'Olanda.
(tratto dal sito dell’autore http://www.homolaicus.com)
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