L'UMANESIMO di Enrico Galavotti
(tratto dal sito dell’autore http://www.homolaicus.com)
L'Umanesimo è un
movimento culturale che si afferma in Italia nel 1400, cioè
in un periodo storico in cui tutti i tentativi di creare uno Stato unitario
(almeno nell'Italia centro-settentrionale) erano falliti; cinque Stati
regionali avevano imposto a tutta la penisola una politica di equilibrio e di
spartizione delle zone d'influenza (Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli).
L'Umanesimo nasce per
primo in Italia perché qui, prima o più che altrove, esistevano le condizioni
favorevoli alla nascita dei rapporti economici capitalistici. Nei secoli XIV e
XV l'Italia era uno dei paesi più progrediti del mondo. Già nel XIII sec. le
città italiane avevano difeso vittoriosamente, nella lotta contro l'impero
tedesco, la propria indipendenza. Verso la metà del XIII sec. in molte
città-stato repubblicane era avvenuta l'emancipazione dei contadini dalla
servitù della gleba, anche se a ciò non corrispondeva quasi mai un'equa
distribuzione della terra. La libertà conquistata dai contadini era più che
altro "giuridica", il che non poteva impedire loro di trasformarsi in
operai salariati nelle fabbriche di panno (opifici) o in braccianti, sfruttati
da artigiani arricchiti, i quali consegnavano loro la materia prima o
semilavorata ricevendo in cambio il prodotto finito; dai maestri delle
corporazioni, che spesso li costringevano a restare garzoni e apprendisti per
sempre; da mercanti-imprenditori, che li utilizzavano nelle loro manifatture
solo per produrre merci d'esportazione, offrendo loro salari molto bassi, orari molto pesanti, mansioni parcellizzate, pochissimi
diritti e stretta sorveglianza sul luogo di lavoro; da altri ricchi contadini neo-proprietari
o persino dagli stessi feudatari di prima che ora li sfruttano con altri metodi
(ad es. la rendita in denaro).
La più famosa rivolta dei
contadini italiani fu quella guidata da Fra Dolcino,
agli inizi del '300. Si può anzi dire che la repressione
di tutti i movimenti ribellistici di quell'epoca (cardatori della lana,
lanaioli, ecc.: vedi ad es. il tumulto dei Ciompi a Firenze), contribuì
anch'essa all'istituzione di signorie e principati, cioè di governi
centralizzati e autoritari.
L'avvento delle Signorie,
iniziato nel Trecento, aveva determinato l'estendersi territoriale dei confini
dei Comuni più grandi, ma anche la fine dell'autonomia di molti altri Comuni e
soprattutto la sostituzione del principio politico della repubblica con quello della monarchia. Tuttavia le Signorie sono state anche una
risposta (seppure autoritaria) alle continue lotte intercomunali e
intracomunali.
La formazione delle
Signorie contribuisce allo sviluppo dell'Umanesimo, perché:
CARATTERISTICHE DELLA CULTURA UMANISTICA
Riscoperta del mondo
classico greco-latino (si studiano le lingue classiche, si ricercano antichi
testi da interpretare in maniera filologica, erudita, razionale e critica: ad
es. i testi degli antichi vengono analizzati
attraverso il confronto fra i vari codici). La preoccupazione è quella di
ristabilire l'esatto testo degli autori antichi, non più accettati nella
lezione tradizionale medievale. Umanista non è solo -come nel Medioevo- lo
studioso di retorica e di grammatica, ma un soggetto di "nuova
umanità", cioè non solo nel senso che studia
poesia, retorica, etica e politica (humanae litterae), senza più fare
riferimento alla teologia scolastica, ma anche nel senso che lo studioso non è
soggetto a una tradizionale autorità, essendo capace di autonomia critica e di
senso storico, dovuto alla sua altissima cultura. L'umanista imita,
stilisticamente, Cicerone nella prosa, Virgilio nell'epica, Orazio nella
lirica: cerca addirittura di riproporre i loro
problemi e di imitarli nelle loro virtù morali e politiche, nel loro
razionalismo e naturalismo. Il Medioevo invece si era più che altro preoccupato
di "ribattezzarli" secondo le esigenze della religione cristiana.
Chi sono
dunque gli umanisti? Sono intellettuali al servizio di una
corte signorile, sono ricercatori eruditi e collezionisti di codici
antichi, studiati in maniera filologica, al fine di stabilirne l'autenticità,
la provenienza, la storicità (ad es. Lorenzo Valla dimostrò che la Donazione
di Costantino è un falso medievale dell'VIII sec. elaborato per
giustificare le pretese temporali del papato). Alcuni metodi di critica
testuale o filologica sono validi ancora oggi: ad es. il carattere disinteressato
della ricerca, per "amore" della verità. Grazie a loro nascono le
prime biblioteche (quella Malatestiana a Cesena è del 1447-52) e nuove figure
professionali: mercante di codici, libraio, tipografo...
L'Umanesimo, riscoprendo
il valore dell'autonomia creativa dell'uomo, superando i concetti tradizionali di autorità, rivelazione, dogma, ascetismo, teologia
sistematica, tradizione con l'esigenza prioritaria di una riflessione
personale, critica, Rompendo in sostanza l'unità enciclopedica medievale,
inizia il processo di autonomia delle singole discipline, permettendo all'uomo
di conoscere e dominare le leggi della natura e della storia. La riscoperta
dell'autonomia della natura, con le sue leggi specifiche, porta allo sviluppo
delle scienze esatte e applicate. Leonardo da Vinci traduce
in scienza applicata le sue intuizioni nel campo dell'ottica, della meccanica,
della fisica in generale. Architetti e ingegneri passano dalla progettazione di
singoli edifici a quella di intere città. Geografi e
cartografi saranno di grandissimo aiuto ai navigatori e agli esploratori dei
nuovi mondi (vedi ad es. l'uso della bussola e delle carte geografiche). Grande
sviluppo ebbero la medicina, la botanica,
l'astronomia, la matematica, le costruzioni navali... La borghesia aveva
bisogno dello sviluppo delle scienze basate sull'esperienza e sul calcolo,
indispensabili alla produzione e al commercio dei beni di consumo.
E' dubbio che l'umanesimo
sia stato solo un prodotto nazionale, conseguente allo sviluppo della borghesia
urbana, e non abbia invece attinto buona parte delle
proprie motivazioni ideali dalle correnti bizantine venute in Italia dopo il
crollo dell'impero d'oriente. L'Umanesimo è stato un prodotto sincretico non
molto diverso da quello che secoli prima era stato il
feudalesimo: le differenze stavano nelle consapevolezze culturali, cioè nel
fatto che nel mezzo c'erano stati mille di cristianesimo, orientale e
occidentale.
Se vogliamo il neoplatonismo è tutto
di derivazione bizantina. La riscoperta della lingua greca e della cultura
classica ellenica non sarebbe potuta avvenire nel Quattrocento senza l'apporto
degli intellettuali bizantini in fuga da Costantinopoli. Al massimo si sarebbe
riscoperta la classicità latina.
Nella seconda metà del
Quattrocento le esigenze della borghesia italiana, che socialmente era una classe molto avanzata, sono venute incrociandosi con
una cultura sofisticata, particolarmente avversa alla chiesa romana, una
cultura che per non scontrarsi politicamente con tale chiesa, diede il suo
contributo intellettuale e morale agli aspetti culturali o pre-politici
(filosofici, artistici, giuridici ecc.) della vita borghese urbana e di corte.
E in tali aspetti ha elaborato una sorta di affronto
laico ante litteram della vita in generale, o comunque non strettamente legato
all'apparato ecclesiastico, all'ideologia dominante.
L'apporto della cultura
greco-ortodossa non è servito soltanto per smascherare la falsa Donazione di
Costantino, ma anche per recuperare tradizioni pre-cristiane, che i bizantini,
a differenza dei latini, non avevano mai abbandonato,
anche perché quella conservazione implicava la conoscenza della lingua greca.
E' difficile pensare che
lo sviluppo artistico dell'Umanesimo e del Rinascimento sarebbero
potuti avvenire senza il recupero dei modelli della classicità greca e
che la borghesia italiana, da sola, avrebbe potuto compiere un'operazione
culturale di tale portata.
LE CONTRADDIZIONI DELL'UMANESIMO
L'Umanesimo:
Gli umanisti non furono
contrari al cristianesimo ma alla scolastica
medievale: furono anzi i primi a evidenziare una notevole autonomia di giudizio,
eppure non ebbero mai la forza di creare un movimento di riforma religiosa
analogo a quello protestante.
Perché queste contraddizioni? Perché pur
esistendo in Italia, a quel tempo, l'esigenza di superare la tradizione
medievale e il particolarismo locale, non si aveva la sufficiente forza per
realizzare questa esigenza di unificazione nazionale.