LA VALLE DEI RE  a Luxor (Antica Tebe) –quinta parte de “Antica Civiltà Egizia” (a cura di Marisa Uberti)

Generalmente,con un viaggio organizzato per turisti,si inizia la visita di questo luogo straordinario,quasi incantato e surreale, alle prime ore del mattino.Noi siamo giunti nella Valle prima delle sette,e già il caldo era intenso.Dal parcheggio degli automezzi,si percorre un tratto di strada a piedi,si incontra un punto di ristoro dove tutti accorrono a dissetarsi,acquistare guide/opuscoli e fotografie, perchè nelle tombe è vietato fotografare e riprendere con le videocamere(almeno quando vi sono andata io,non so se poi le disposizioni siano state modificate). Non preoccupatevi;vi venderebbero loro,volentieri,grappoli di immagini e VHS(o CD-rom e DVD) già confezionate(ma vuoi mettere il gusto di un proprio 'lavoro'?). Quindi,si sale su un simpatico trenino, che porta fin quasi verso l'ingresso vero e proprio della 'gola' che i faraoni del Nuovo Regno avevano scelto come "Dimora per l'eternità" .

 

 La 'gola' sembra situata fuori dal mondo reale: rocce bruciate dal sole cocente, deserto che nasconde ipogei ricchissimi di arte,colori,dignità,di tenerezza,di potenza, che sembra celebrino la vittoria della vita sulla morte.La Valle dei Re è situata sulla riva occidentale e questo nome le fu assegnato da J.F.Champollion nel XIX secolo della nostra Era;prima si chiamava 'Ta Sejet Aat', ovvero la grande Prateria. Il luogo fu scelto molto probabilmente perchè il regno dei Morti si situava in Occidente,dove tramonta il Sole e la montagna ricordava la Piramide.

Il massiccio del complesso tebano ricorda,inoltre,il segno geroglifico dell'orizzonte.La Valle fu saccheggiata ancora in epoca faraonica e a partire dal XVIII secolo della nostra Era fu letteralmente presa d'assalto da ricercatori,disegnatori,studiosi,cercatori di tesori,tombaroli.Le immagini che ce la fanno apprezzare  com'era, le ha lasciate David Roberts,che eseguì dei magnifici disegni durante un suo viaggio in Egitto nel 1838-39.

 

La Valle è uno 'uadi'=letto prosciugato di un fiume, e il primo faraone a scegliere di essere sepolto qui -ci dicono i documenti-fu Amon-Ophis I( chiamato anche Amenhofis o Amenhotep),1527-1506 a.C.,la cui tomba, però, non è ancora stata ritrovata.Fino al suo regno,il concetto di 'tomba'era radicalmente diverso. Infatti essa, nel Nuovo Regno,viene separata dal tempio, che viene costruito in un altro luogo, più distante.Nella valle dei Re sono state ritrovate ormai oltre sessanta tombe,ma si ritiene che ancora possano celarsi sotto strati di sabbia.La più famosa -perchè l'unica ad essere ritrovata completamente intatta-è quella di TUTANKHAMON.

Fu per la caparbietà di Howard Carter se il 26 novembre 1922 questa tomba potè essere portata alla luce dopo tremila anni e più.

La mummia giace tuttora in un sarcofago -non originale- all'interno.Naturalmente tutti gli arredi che erano contenuti in essa,il materiale accatastato e i tesori sono stati portati al Museo Egizio del Cairo,dove sono esposti al pubblico.Si pensi che questo giovanissimo Faraone,che morì all'età di soli 18-19 anni, dopo nove di regno,fu sepolto entro un feretro di quarzite che racchiudeva un sacofago dorato;incassati al suo interno,un altro sarcofago dorato e ancor più ricco,al cui interno vi era un terzo sarcofago,che aveva le sembianze di Osiride,con i suoi attributi regali:lo scettro e la frusta. Questo sarcofago è interamente d'oro massiccio.Direttamente a contatto con la mummia,vi era la famosa maschera d'oro e lapislazzuli,che porta il 'nemes'(fazzoletto a righe)e  la barba posticcia intrecciata,tipica dei faraoni defunti.Il copricapo reca i simboli delle dee Nekhet (l'avvoltoio)e Uadyet(il cobra)che avevano il compito di proteggere i Faraoni.Ci si chiede cosa potesse,quindi,trovarsi nelle tombe di Faraoni il cui regno fu più lungo e più luminoso!

Nella Valle dei Re,mi fu possibile visitare tre tombe:quella di SETHI II(tomba n.18),quella di Seth-Nakht,e di Ramses VI. Gli interni sono indescrivibili.In generale la struttura tombale corre lungo un'asse longitudinale,come quella tradizionale di un tempio.Si incontra una galleria(molte sono splendidamente affrescate e alcune hanno protezioni di vetro per evitare di venire continuamente toccate dai turisti) in discesa,che è divisa in due o più settori e si giunge alla camera più profonda:qui si possono trovare pilastri istoriati e altre camerette più piccole,che fungevano da magazzini per le offerte.Alcune presentano deviazioni laterali,altre sono immense,altre ancora non terminate...Quella di SETHI I,il padre di Ramses II, ha una tomba bellissima a più piani! Le scene dipinte,che in molti casi conservano colori vivissimi,ci narrano non solo di vita oltre la morte,ma la vittoria stessa della vita sulla morte e della continuità di tale relazione. Invito i lettori a ricordare come la concezione religiosa si modifichi,di epoca in epoca,nella cultura Egiziana e,con essa,di pari passo la struttura delle tombe dei Faraoni.In questo periodo tebano,nessuna tomba erge al di sopra della superficie terrestre,essendo tutte ipogee. Quello che i "i Testi delle Piramidi"ci raccontano,nella Piramide di Unas (vi ricordate? V dinastia, Saqquara), continuano però nei'racconti' vergati sui papiri,o incisi nei coperchi dei sarcofagi e sulle pareti delle camere sepolcrali: possiamo trovarvi inciso il “libro di ciò che è nel DUAT", Il libro"delle Porte",”Il libro"dell'apertura della bocca"... tutti rituali magico-misterici che denotano un' impronta  Iniziatica che conduce all'identificazione con l'Essere Supremo,RA'.

Generalmente,dopo aver effettuato la visita alla Valle dei Re,ci si sposta ancora in pullman per raggiungere un altro luogo decisamente affascinante, Deir el Bahari,ma prima non si disdegni di dare uno sguardo a quella che fu la casa di Howard Carter durante il suo soggiorno in loco,mentre cercava febbrilmente la tomba intatta di Tutankhamon,che poi trovò.in cui il grande cercatore soggiornò nel periodo in cui si trovò a Luxor mentre cercava di trovare la tomba di Tutankhamon.

Scendendo da questa Valle per portarsi in quella delle Regine, si deve assolutamente sostare a Deir el Bahari, luogo portato allo splendore dalla regina Hatshepsut,erede legittima al trono essendo figlia di Thutmosi I, che morì senza eredi maschi,e sposa del suo fratellastro Thutmosi II. Ella regnò come un vero e proprio Faraone,con l'appoggio dei sacerdoti del clero di AMON,benchè regnasse insieme ad un co-reggente,Thutmosi III,il quale-essendo molto giovane-non aveva la capacità di regnare sull'Egitto.

Si 'vocifera'che tra i due non corressero buoni rapporti,di zia e nipote e che questi,alla morte della Regina,distrusse i cartigli con il suo nome e varie opere da lei edificate.Ma non c'è tuttora nulla di certo.Sotto il regno del faraone RAMESSE II, però,la memoria di Hatshepsut venne cancellata. Sembra che la regina,durante la propria vita, si innamorò del suo architetto di corte,SENMUT,dal quale potrebbe avere avuto una figlia,ed egli ebbe il privilegio di costruire una cappella funeraria(molto interessante) proprio nel sito di Dehir el Bahari. Fu proprio Senmut a progettare questa meraviglia architettonica,che pare una struttura moderna!

La Regina si fece edificare questo tempio per il proprio culto,secondo l'usanza del Nuovo Regno di erigere i templi distanti dalle tombe. E' strutturato a terrazze digradanti,prendendo come modello un tempio che il faraone Montu-Hotep I aveva fatto costruire nella parte sinistra della necropoli.La regina scelse il lato destro; il nome 'dehir el-bahari- significa"convento del nord"ed è un nome moderno che deriva dalla presenza di un convento che nel corso del tempo si era innestato sulle rovine del Tempio di Hatshepsut;in tal modo lo preservarono da una totale distruzione.Fin dalla XI dinastia, tale zona era stata destinata al culto della dea Hathor e scelta come necropoli,ma venne abbandonata,per essere 'riscoperta'dalla Regina-faraone.

Un tempo doveva essere molto diverso,con il viale delle sfingi e i pilastri che ne fiancheggiavano l'ingresso e c'era un vasto giardino,di cui non rimane alcuna traccia. Entrando nelle varie zone colonnate,si ammirano scene molto diverse,di cui qualcuna conserva ancora bei colori:il trasporto  e l'erezione di un obelisco;nel secondo ripiano si trova un magnifico portico che ha una doppia fila di pilastri e ancora sulle pareti scene di vita,dalla nascita 'divina'della Regina alle spedizioni nel paese leggendario di Punt. A nord-est si trova il tempietto di Anubi ottimamente conservato,si vedono una sala ipostila e tre cappelline,nelle quali non si può accedere.

Molto belli i capitelli hathorici delle colonne sul lato sud-ovest.In fondo,scavata direttamente nella roccia, si trova la cappella con raffigurazioni della regina che adora la dea Hathor sotto forma di vacca e in alcune scene appare anche Senmut.Arrivati all'ultima terrazza,troviamo colonne e un portale in ottimo stato.Qui si trovano vari templi(nel tempio):al dio Horakthy,a Thotmosis I, e l'ipogeo della regina, che reca splendidi bassorilievi dipinti,di tema sacrificale. Hutshepsut è stata sepolta nella Valle de RE:la sua tomba è stata contrassegnata n.22.

 

·        Si percorre un buon tratto di strada a piedi e si giunge alla VALLE DELLE REGINE.

  Il suo nome moderno è Biban el-Harim,ovvero "Le Porte delle Regine" e si trova 1.500 metri circa più a sud di quella dei RE. Presenta un aspetto meno stretto tra le gole delle montagne ed è vicina al villaggio di coloro che lavorarono con eccellente maestria a queste tombe, Deir el-Medina.

  Si deve percorrere un buon tratto di strada inerpicandosi per sentieri assolati e silenziosi,osservando le anonime rocce, su cui può capitare di vedere incisioni(preghiere a Osiride o ad Anubi).

 Qui,trovano posto un'ottantina di tombe,alcune delle quali non terminate e altre rovinate.Appartengono quasi tutte al periodo compreso tra il 1300 e il 1100 a.C.(XIX e XX dinastia).

  La struttura interna delle tombe è un po' differente da quelle dei RE, con grandi vani scavati nella roccia,quindi più somiglianti agli ipogei dei Nobili,anche nelle decorazioni e nei colori.

La tomba della Regina Nefer-Tari accoglie solo 150 persone al giorno,per problemi di umidità che stanno danneggiando gli incomparabili dipinti.La sua tomba mantiene la struttura delle tombe dei RE,pur essendo più piccola,ma complessa(non l'abbiamo visitata).

I colori di queste tombe sono ancora oggi vivi e bellissimi.Famoso è il magnifico fregio situato sull'architrave della seconda stanza della tomba del principe Amon-her-Khopechef,figlio di Ramses III e sepolto nella valle delle Regine.Si vede il disco solare alato,fiancheggiato dai cobra e ,nel registro inferiore,due cobra alati che spiegano le ali per proteggere i cartigli reali,in cui sono incisi i nomi del faraone.

Abbiamo visitato la tomba di questo principe e quella della Regina  Thiti,probabile  Sposa di Ramses IV. Sembra incredibile,ma questa tomba fu usata come STALLA, eppure presenta colori che paiono messi da poco.Rimane veramente impressa nella memoria per le tinte utilizzate,molto vivaci,dal giallo al viola,le pareti  interamente affrescate da scene di offerte e del viaggio nell'aldilà. Dato che è rappresentata con i capelli raccolti in una treccia,chiamata 'dell'infanzia', si ritiene possa essere morta in giovane età.

Queste tombe fanno salire le lacrime agli occhi per la loro eccezionale vividezza e splendore. Nel silenzio che aleggia, ci si può sentire  tanto estranei... il sonno di chi vi riposava, forse non doveva essere interrotto. 

L’itinerario in genere poi prosegue con la visita al maestoso RAMESSEUM, anzi a ciò che resta , purtroppo, che fu  costruito dal faraone RAMSES II  tra Gurnah e il deserto.Purtroppo non è stata possibile una visita particolareggiata del sito.

 Prima di proseguire alla visita dei grandiosi Templi di Luxor e Karnak, sul percorso si noteranno due colossali statue,isolate in mezzo ad un prato. A testimonianza dell'imponente complesso funerario che doveva essere quello di Amenophis III, costruito all'inizio del XIV sec.a.C., rimangono infatti soltanto due colossi malmessi di arenaria, i Colossi di Memnone, di cui parleremo nel prossimo articolo.

(Marisa Uberti)

 

 

 

 

 

 

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